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HUMANA NATURCARE: A MISURA DI BAMBINO

Il latte perfetto per ogni bambino lo produce la sua mamma. Tutte le linee guida nazionali o internazionali in rete non fanno che ribadire l’importanza dell’allattamento al seno, soprattutto in via esclusiva nei primi 6 mesi di vita dei bambini. Questo perchè i benefici che l’allattamento al seno apporta sia alla mamma che al neonato sono molteplici, soprattutto in termini di protezione del bambino da diverse patologie.

L’allattamento oltre il sesto mese è da favorire, visto che il latte materno cambia con la crescita del bimbo. La sua composizione si adatta alle nuove esigenze di crescita del bambino in crescita. Superati primi sei mesi, ed ancor di più passato l’anno, molte mamme, però, smettono di allattare. I motivi possono essere vari: dalla ripresa dell’attività lavorativa, alla stanchezza dovuta ai risvegli frequenti, dalla naturale riduzione e scomparsa della produzione lattea alla necessità di stabilire i propri spazi. In questi casi è importante sostituire un alimento così prezioso e bilanciato, che si adatta alla crescita, con un latte di elevata qualità in grado di continare ad assecondare la crescita dei bambini.

È questo l’obiettivo con cui nasce Humana NaturCARE, una linea di prodotti in cui unire il rispetto dei naturali ritmi di crescita dei bambini (Natur) con la cura per la loro alimentazione (CARE). La linea Humana NaturCARE offre una gamma di prodotti pensati per un bambino in fase di svezzamento. Si tratta quindi di babyfood specifico per questa fase, oltre al latte di proseguimento e di crescita.

I latti Humana 2 e Humana 3 possono essere utilizzati a partire dai 6 mesi e dall’anno, quando il latte materno non è più disponibile o non più sufficiente. Humana 2 è indicato nell’alimentazione del lattante dopo il 6° mese di vita compiuto fino all’anno di età ed è arricchito con le fibre alimentari probiotiche GOS, con l’acido α-linolenico, importante per lo sviluppo cerebrale e del tessuto nervoso e con vitamina D, per il normale sviluppo di ossa e denti. Il latte HUMANA 3, invece, è indicato nell’alimentazione del bambino dall’anno ai tre anni come complemento ed integrazione di una dieta giornaliera varia e bilanciata. Rispetto al normale latte vaccino, che solitamente viene introdotto verso l’anno, è più ricco di ferro e possiede un equilibrio proteico pensato per i fabbisogni nutrizionali del bambino. Questo miglior equilibrio è fondamentale per lo svilluppo delle capacità cognitive, ma anche per contrastare l’insorgere di alcune patologie future, come l’obesità infantile.

Per conoscere più da vicino le novità di Humana NaturCARE, vi invitiamo a visitare il loro sito!


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primi 1000 giorni

1000 GIORNI CHE IPOTECANO IL FUTURO

Oggi siamo lieti di presentarvi una nuova collaborazione della quale andiamo molto fieri: la dott.ssa M. Teresa Garbeglio, già pediatra presso l’Ospedale S. Matteo degli Infermi Spoleto e collaboratrice presso il Centro Medico Giulio Loreti a Campello sul Clitunno, che ci spiega quanto siano importanti per lo sviluppo futuro i primi due anni di vita del bambino.

Si parla molto dei primi 1000 giorni di vita, cioè il periodo che va dal concepimento al secondo anno del bambino, perché studi recenti volti a identificare le cause dell’aumento delle malattie non trasmissibili (obesità, diabete, cardiopatie, ipertensione) nei paesi industrializzati, hanno messo in evidenza l’importanza della nutrizione e dell’ambiente nello sviluppo delle generazioni future e nella possibilità che ogni individuo sviluppi a pieno le proprie potenzialità.

Il rischio di sviluppare malattie non è determinato solo da fattori genetici, ma dipende sensibilmente anche dall’ambiente e in particolare dalla nutrizione. Un regime nutrizionale carenziale o inadeguato può causare variazioni nell’espressione genica con relativi adattamenti che potrebbero essere trasmessi alle generazioni future.

La carenza di determinati nutrienti in epoche precoci della vita (sviluppo intrauterino, periodo neonatale, primi anni) svolgerebbe un ruolo cruciale nel “programmare” numerose funzioni di organi e apparati, rappresentando il principale cofattore ambientale nello sviluppo di patologie nell’età adulta. Se nelle prime epoche della vita, quando gli organi sono in formazione, vengono a mancare nutrienti, avremo problemi di carattere strutturale e/o funzionale negli stessi, in base al periodo in cui si verifica la carenza.

Il feto si adatta alle esigue risorse, riducendo la crescita, ma soprattutto “programmando” il suo sviluppo, sia intrauterino che post natale, come se vivesse in un periodo di carestia, e pertanto non svilupperà completamente le proprie potenzialità. Tale stato carenziale si ripercuoterà alle generazioni che a lui seguiranno.

Il suo sviluppo non è determinato solo dal DNA, ma da una complessa interazione del patrimonio genetico con l’ambiente. L’Epigenetica è la scienza che studia queste interazioni. Un esempio paradigmatico sulla criticità dei primi mille giorni, finestra di opportunità per avviare strategie preventive, è rappresentato dall’obesità. Per decenni l’Obesità infantile è stata affrontata limitandosi a interventi dietetici prevalentemente in età scolare e adolescenziale. Oggi l’attenzione è spostata su epoche più precoci della vita, adottando un nuovo approccio al problema.

Si è visto che nel corso dei primi due anni di vita, il tasso di proteine assunte con gli alimenti, sia qualitativo che quantitativo, comporta ricadute a medio e lungo termine. L’eccessiva introduzione di proteine nel lattante e nel bambino di prima infanzia è stato imputato nella multifattoriale eziopatogenesi dell’obesità che si manifesta in epoche successive della vita.

Con meccanismo adipogenico sequenziale l’elevato intake proteico (>15% delle Kcal. Tot) incrementerebbe i livelli plasmatici e tissutali di aminoacidi insulinogeni, la produzione di insulina e di IGF1 e il numero di preadipociti che in epoche di vita successive all’alimentazione complementare (2-3 anni), in corso di errori alimentari, indurrebbero i preadipociti (aumentati di numero) a infarcirsi di grasso e trasformarsi in adipociti. Una dieta adeguata può ridurre il volume degli adipociti, ma non il numero (facilitando la tendenza alle recidive). Ecco perché nei primi due anni del bambino l’assunzione di proteine non deve essere abolita, ma soltanto ridotta.

L’assunzione dei grassi invece, nei primi due anni di vita, non sembra ipotecare sfavorevoli indici di adiposità, ma essere utile in questo periodo ad elevato fabbisogno energetico.

Ancora una volta viene ribadita l’importanza dell’allattamento materno fino ai sei mesi di vita del bambino perché è l’alimento naturale, specie-specifico, viene considerato un sistema biologico dinamico e inimitabile, in grado di soddisfare le esigenze nutritive e metaboliche del neonato/lattante. Riduce morbosità e mortalità, protegge dalle infezioni e dall’obesità. L’allattamento materno è fondamentale sia per lo sviluppo fisico che psicologico del bambino. Il contenuto proteico del latte materno è inferiore a quello del latte di formula e del latte vaccino, quest’ultimo è comunque sconsigliato prima dell’anno di vita, anche per il ridotto apporto di ferro.

Questi 1000 giorni così importanti devono essere vissuti più serenamente possibile in un ambiente accogliente, gradevole, pulito e sicuro anche da un punto di vista igienico. Eccessiva rumorosità, illuminazione, freddo, umidità, possono influire negativamente sul sano sviluppo del bambino. È fondamentale la presenza del padre o di familiari per un sostegno affettivo alla mamma.

La donna deve seguire una dieta equilibrata e completa dal concepimento e fino a tutta la gravidanza, astenersi dal fumo e dagli alcolici, da droghe e da tutte quelle sostanze che possono danneggiare il nascituro.

Ricordiamo sempre che il domani lo prepariamo oggi!

dott.ssa GarbeglioLa dott.ssa M. Teresa Garbeglio è Medico Chirurgo, Pediatra, Dirigente Medico I° livello U.O. Pediatria “Ospedale S. Matteo degli Infermi” Spoleto, iscritta all’Albo dei Medici Chirurghi della provincia di Perugia (n° 2852).


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Spazio Allattamento

SPAZIO ALLATTAMENTO E NON SOLO

Dal primo al sette ottobre si celebra la Settimana Italiana per l’allattamento Materno. Studi recenti hanno dimostrato che nei primi giorni di vita del neonato, il 90% delle donne italiane comincia ad allattare al seno, alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per poi crollare al 31% a 4 mesi di distanza. Solo il 10% continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita del neonato. Di fronte a tutto questo diventa fondamentale indurre un atteggiamento favorevole nelle gestanti per scegliere consapevolmente l’allattamento naturale: è questo l’obbiettivo di Spazio Allattamento e non solo.

Allattare al seno fa bene al bambino ed alla mamma. Il latte materno rappresenta la migliore alimentazione possibile per il neonato; tra gli effetti benefici, inoltre, è ben documentato un minor rischio di infezioni gastrointestinali, infezioni respiratorie, asma, otiti medie acute e di sviluppare a lungo termine sovrappeso, obesità e malattie collegate (malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete di tipo 2) rispetto al neonato alimentato con latte artificiale.

La consapevolezza di contribuire alla sopravvivenza ed al benessere del proprio bambino è di grande aiuto per la mamma di un neonato, le restituisce il ruolo primario e la fa sentire indispensabile nell’assistenza del proprio figlio. Le madri che allattano vanno incontro a minori perdite ematiche e ad una più rapida involuzione uterina e perdita di peso dopo il parto; il rischio di cancro del seno si riduce del 4% per ogni anno di lattazione; sono segnalati anche effetti positivi a lungo termine, anche per quanto riguarda diabete e ipertensione. Le donne che non allattano o che smettono precocemente, sono più esposte alla depressione puerperale.

Spazio Allattamento e non solo

Consapevoli di tutto questo, l’Associazione Giulio Loreti Onlus ha dato vita allo Spazio Allattamento e non solo. Si tratta di un momento di informazione e formazione, accessibile gratuitamente a tutte le mamme che lo desiderano. Ma non solo. Pur essendo soprattutto orientato all’ascolto e al sostegno delle mamme, lo Spazio Allattamento e non solo è aperto ai padri, così come ai nonni. Nello Spazio Allattamento e non solo saranno presenti tanti esperti, che operano quotidianamente con le mamme e la maternità. L’idea è quella di una continuità con le strutture pubbliche che seguono normalmente le mamme, più che in alternativa ad esse. Lo spazio è aperto tutti i martedì dalle ore 15:00 alle ore 17:00. É previsto un calendario di incontri a tema.

Calendario degli incontri

Martedì 4 ottobre – Taglio e pulizia del cordone

Martedì 11 ottobre – Il pianto del neonato: riconoscerlo e aiutarlo

Martedì 18 ottobre – Il ciuccio: usi e abusi

Martedì 25 ottobre – La pelle del neonato: protezione e pulizia

Martedì 8 novembre – Le vaccinazioni: come, quanto e perchè

Martedì 29 novembre – Ittero neonatale: cause e soluzioni

Martedì 6 dicembre – Infezioni da Citalomegalovirus: cosa è importante sapere

Martedì 13 dicembre – Coliche gassose: come riconoscerle

Si consiglia la prenotazione: 0743 27 58 27.

Personale dedicato dello Spazio Allattamento e non solo: Dott.ssa Teresa Garbeglio, medico pediatra; Dott.ssa Eleonora Del Bello, infermeria professionale; Fabiola Bocchini, infermiera professionale; Dott.ssa Marta Conti, ostetrica; Dott.ssa Eleonora Corio, psicologa e psicoterapeuta.


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allattare

PERCHE’ ALLATTARE OLTRE L’ANNO DI ETA’

Fino a quando continuare ad allattare? Fino allo svezzamento? Fino all’anno? Finchè non si stufa la mamma o il bimbo? Le mamme che scelgono l’allattamento prolungato o che vorrebbero continuare ad allattare si trovano spesso travolte dai commenti più o meno gentili di parenti, amici o anche semplici conoscenti. “Lo vizi”, “ormai il tuo latte è acqua”, “Ma perchè continui”. E via dicendo. Eppure le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite anche dal nostro Ministero della Salute, parlano chiaro: l’allattamento al seno dovrebbe essere esclusivo al seno per i primi 6 mesi, per poi continuare fino ai due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino. Nonostante le critiche, le mamme seguono il loro instinto e i dati istat a riguardo mostrano come sia cresciuto sia il numero di mesi allattati mediamente (nel 2000 erano 6,2 mentre nel 2013 8,3) che la percentuale di mamme che hanno allattato almeno per un periodo (85,5% nel 2013 contro il 81,1% del 2000). Se siete una mamma o una futura mamma e vorreste capire di più rispetto all’allattamento prolungato, allora segnate in agenda il prossimo appuntamento della lega del latte. Lunedì 11 Maggio 2015 Perugia ore 15.30 – 17.30 presso la Biblioteca Comunale Villa Urbani (via Pennacchi 19) si terrà l’incontro dal tema  Perché allattare oltre l’anno di età: benefici per il bambino e la mamma.

Per aver conferma dell’incontro e maggiori informazioni è possibile contattare la biblioteca (info 075 5772960) o la consulente responsabile Michela Brustenga (mbrustenga@yahoo.it)


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GLI SCATTI DI CRESCITA: CONOSCERLI PER CONTINUARE AD ALLATTARE

Ogni mamma che ha allattato lo sa. Ci sono dei momenti in cui sembra che il latte non basti mai, perchè? Il neonato nel primo anno di vita attreversa dei periodi in cui effettivamente il suo fabbisogno sale: sono i cosiddetti scatti di crescita. In tutto queste fasi in cui il bambino sembra non saziarsi mai e bisognoso di attenzioni aggiuntive sono 5, ma sono soprattutto i primi tre che si notano in modo particolare, soprattutto se si allatta al seno in modo esclusivo. I primi scatti avvengono intorno alla seconda- terza settimana di vita, intorno alla 6 settimana e intorno al compimento del terzo mese. I successivi due, intorno al sesto e ottavo mese, si notano meno anche per il fatto che il bambino ha solitamente iniziato la fase dello svezzamento. La durata di uno scatto è variabile: di solito permane per almeno due giorni e non supera la settimana.

Che fare in questi giorni? La mamma dovrebbe cercare di assecondare il bambino, permettendogli di ciucciare ogni volta che lo desidera. In questo modo il seno avrà modo di adeguarsi alle nuove esigenze nutritive in modo rapido. La suzione, infatti, stimola la produzione. Evitare in queste fasi sia l’uso del ciuccio che di tisane o acqua, che interferendo con l’attacco al seno potrebbero allungare la fase e creare più problemi che aiutare a superarla.


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ALLATTARE E LAVORARE… SI PUO’!

Il tema dell’allattamento e del rientro al lavoro per la mamma è uno dei più delicati ed è molto sentito da tante mamme lavoratrici. Qui su Umbria for mummy ne abbiamo già parlato grazie a Tiziana Catanzani, una delle poche IBLT mother assistent (le consulenti professionali dell’allattamento materno) umbre.

Tutte le mamme interessate potranno avere qualche suggerimento e consiglio lunedì prossimo, durante l’incontro mensile della Leche League che si terrà presso la biblioteca comunale Villa Urbani. L’incontro, dal titolo Allattare e lavorare … si può fare, avrà luogo il 13 aprile dalle ore 15:30 alle 17:30 presso Villa Urbani in via Pennacchi 19. Come sempre, vista la natura volontaristica degli incontri, si suggerisce di contattare per conferma la biblioteca (info 0755772960) oppure la consulente responsabile Michela Brustenga (mbrustenga@yahoo.it).


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GRUPPO DI SUPPORTO ALL’ALLATTAMENTO A MAGIONE E FALSI MITI SULL’ALLATTAMENTO

Allattare è il primo gesto di amore e accudimento che una mamma può compiere nei confronti del suo bambino, è il primo legame che s’istaura dopo che lui/lei ha lasciato il ventre materno, è il prolungamento di una storia “d’amore” iniziata nove mesi prima, è cura e dedizione, sguardi ed emozioni.
 
L’allattamento al seno è un gesto naturale che permette di cementare ancor di più, il legame mamma/bambino e far si che questo diventi sempre più unico e speciale…. tuttavia “naturale” non è sinonimo di “facile” e troppi sono i luoghi comuni che gravitano intorno all’argomento. Molti i miti da sfatare e spesso, i consigli non richiesti e fuorvianti, lasciano la neo mamma in una situazione di solitudine e d’impaccio, tanto da rendere difficile il gesto più naturale del mondo.Via la convinzione che “Non ho abbastanza latte”.
A parte rari casi e patologie specifiche, ogni donna produce una quantità di latte sufficiente per la crescita del proprio bambino, fidarsi di se stesse e del proprio corpo, è il primo passo per una buon avvio dell’allattamento: il resto verrà da se.
Altro falso mito “dopo sei mesi, il latte diventa acqua”.
Il latte materno è un alimento completo e perfetto anche se cambia da poppata a poppata e in considerazione della crescita del proprio bambino. E’ sempre un alimento nutrizionale completo e oltre alle componenti nutritive, questo prezioso alimento, porta con sé anche principi antibatterici e anticorpi specifici, utilissimi nella crescita del bambino e a proteggerlo dalle infezioni.
Sfatiamo anche l’idea che un parto cesareo impedisca l’allattamento.
Malgrado qualche difficoltà iniziale in più nel caso di parto cesareo, occorrono più giorni per la discesa del latte, ma con un maggior aiuto e supporto alla neo mamma per un corretto attaccamento al seno e per aiutarla ad affrontare le difficoltà che un’intervento chirurgico comporta.Allattare al seno è un diritto della mamma e del bambino e per questo, timori, dubbi e ansie devono essere spazzati via per lasciare il posto a quello che di meraviglioso un momento così, ci può regalare a noi e al bimob/a. Ciò non vuol dire che non ci siano difficoltà: ogni percorso nuovo ne ha, ma sta a significare semplicemente che queste sono superabili se accompagnate da un supporto competente ed adeguato e da un sereno stato d’animo in cui la coppia genitoriale si deve dare una grande mano. Di sicuro non abbiate paura a chiedere aiuto: il confronto con gli altri/ le altre, l’aprirsi al dialogo e l’appoggio di figure professionali di riferimento come le ostetriche a tale scopo preparate, è importante. Specie quando le difficoltà prendono il sopravvento, capire che non si è sole, in un momento così importante, può fare la differenza. Per questo ospedali, consultori e gruppi di sostegno dopo la nascita sono determinanti e auspicabili. Lo stesso pediatra può essere una figura di riferimento cui appoggiarsi per chiedere aiuto e consigli ma l’ostetrica e la madri con esperienza e formazione specifica sono certo le persone più disponibili e raggiungibili in ogni momento, quando non vi è patologia ma bisogno di supporto competente.
Nasce proprio su quest’ottica il Gruppo di supporto all’allattamento aperto da più di 5 anni presso il Consultorio di Magione e poi i punti di ascolto e sostegno individuale anche ai Consultori di Città della Pieve e Tavernelle e Castiglione del Lago.
Ostetriche, pediatri, ginecologhe e mamme ma anche padri e nonne/i s’incontrano insieme in queste due mattinate oltre che durante gli IAN (8 INCONTRI di Accompagnamento alla NASCITA), allattano assieme mentre si scambiano pareri, informazioni, consigli pratici (come usare le fasce diverse per tenere in bimbo, i pannolini riciclabili…), e creano così un punto di riferimento specifico per le coppie in puerperio, dove trovare l’appoggio pratico, esperto e anche il ”sostegno  morale”che serve a continuare l’allattamento e che non è facile avere altrove. Spesso si finisce assieme in pizzeria o al Cinema per mamme o a fare una passeggiata con i carrozzini….Noi di Umbria for mummy siamo andate a conoscerle nella loro sede di Magione ed ecco cosa abbiamo trovato: un ambiente colorato, dedicato e a misura di mamma e bambino, fasciatoio, poltrone, cuscini per l’allattamento e tutto ciò che serve per rendere perfetto un momento così importante. Ostetriche, ginecologhe, mamme, padri … lavorano insieme e collaborano per supportarsi a vicenda facendo sì che le difficoltà di avvio e proseguimento dell’allattamento al seno, siano facilmente superabili e affrontate con serenità e consapevolezza.“Un ambulatorio per l’allattamento al seno ma non solo”, come dice il loro slogan, anche “ascolto, aiuto e consiglio”.Sotto la guida delle Ostetriche Anna Mortali e Nadia Billi, ogni venerdì, l’ambulatorio è completamente a disposizione delle mamme anche non residenti, dalle ore 9:00 alle ore 12:30 e nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, è aperto su appuntamento, sempre gratuito.E’ stato aperto anche un Gruppo Fb “SOSTEGNO ALL’ALLATTAMENTO-CONSULTORIO MAGIONE” dove poter confrontarsi con altre mamme, scambiare esperienze e condividere consigli anche via web.
Per info:
c/o Consultorio Centro Salute di Magione
P.za Simoncini n° 8
Tel. 075/8477815/6/7
Ostetrica Anna Mortali 348.250.45.11
Ostetrica Nadia Billi 348.250.46.42
Dott.ssa Marina Toschi marina.toschi@gmail.comGruppo Fb: https://www.facebook.com/groups/106650819498057/


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ALLATTARE & LAVORARE: SI PUO’ FARE!

Oggi su U4M trattiamo un tema molto delicato e a nostro giudizio importantissimo: la conciliazione tra allattamento e lavoro. Per farlo, ci facciamo aiutare da un’esperta in materia: Tiziana Catanzani.

Chi è Tiziana Catanzani?

Innanzitutto è una mamma, di 5 figli di età compresa tra i 18 e un anno. Oltre a questo Tiziana è Consulente professionale in allattamento materno- IBCLC Mother Assistant, educatrice perinatale, collaboratrice UNICEF nell’Iniziativa Insieme per l’Allattamento-Ospedali & Comunità Amici dei Bambini e formatrice per il MIPA-Movimento Internazionale Parto Attivo. Inoltre è co-autrice con Paola Negri del libro “Allattare: un gesto d’amore” e autrice del libro che l’ha fatta conoscere a Umbria for Mummy: “Lavoro & Allatto, metodi semplici ed efficaci per farlo bene e senza stress” e blogger.

Conciliare lavoro e maternità è spesso complicato: l’allattamento, poi, può essere vissuto come un momento di stress per la neo mamma al suo rientro al lavoro. Tiziana nel suo libro, e nel blog collegato, cerca di offrire qualche strategia che possa aiutare le mamme a vivere con maggior serenità questo passaggio.

L’OMS raccomanda l’allattamento materno fino ai due anni e oltre se la mamma e il bambino lo desiderano. La maggior parte delle mamme lavora, e il rientro al lavoro è precoce per molte mamme, spesso anche prima del compimento del primo anno del bambino. Molte di queste donne svezzano il loro bambino in coincidenza del rientro al lavoro.

Ciao Tiziana, benvenuta su Umbria for mummy: partiamo da te! Tu sei mamma cinque volte. Come la tua esperienza ti ha portato ad affrontare il tema dell’allattamento & lavoro?

Ciao, grazie di ospitarmi e di darmi la possibilità di condividere la mia esperienza su questo vostro bel sito. La mia esperienza rispetto ad allattamento e lavoro nasce sia dal vissuto personale sia dal contatto quotidiano con le donne madri con le quali, per il mio lavoro, entro in contatto quotidianamente da ormai 15 anni. Una tra le difficoltà (e delle domande) più ricorrenti delle donne che allattano e che chiedono supporto alla Consulente professionale in allattamento è proprio la conciliazione di questi due aspetti importanti della vita produttiva e riproduttiva ovvero come far stare assieme lavoro e allattamento. Le donne chiedono supporto emotivo ma anche, e soprattutto, strumenti pratici e tutele di legge per attuare di fatto la conciliazione.

Lavoro e allattamento sono compatibili?

Si, lavoro e allattamento sono compatibili. Si tratta proprio di un punto di valore delle donne, non una debolezza. La donna che vive un’esperienza positiva e appagante nel rapporto con il proprio bambino, porta questa soddisfazione proprio sul posto di lavoro, è persino più motivata e disposta a collaborare. Lavorare e allattare appartiene al diritto di ogni donna e la legge ha approntato già da molti anni strumenti per la tutela anche di questo aspetto. La cultura dovrebbe andare dietro a quello che è sancito appunto già dalla legislatura ma, di fatto, ancora non è del tutto così. Nella cultura corrente troppo spesso ancora la tutela della maternità e dell’allattamento sono considerati dei “privilegi”; dati gli enormi cambiamenti che negli ultimi anni stanno riguardando il mondo del lavoro, è tempo di ricollocare l’allattamento e, più in generale, l’accudimento del bambino da parte dei genitori, nella giusta posizione all’interno della vita sociale (cosa che, tra l’altro, è un dato di fatto in Nord Europa, per esempio, quindi già modello applicato).

Si parla sempre molto dei vantaggi dell’allattamento prolungato, salvo poi spesso criticare apertamente le mamme che continuano oltre l’anno, momento in cui tutte, anche le più fortunate, rientrano al lavoro. In quali motivazioni le mamme possono trovare la forza per ignorare questi attacchi?

Dovremmo proprio cominciare noi Consulenti in allattamento a cambiare argomentazioni e rotta su questo aspetto specifico dell’allattamento. Si parla infatti sempre molto di come e cosa rispondere a questa o a quella critica (anche sull’allattamento oltre i primi mesi), quasi a dover giustificare una scelta. Fornire argomentazioni, seppure supportate di molta letteratura scientifica e anche solide, a mio avviso non fa altro che alimentare il disagio. Perché, appunto, assume l’aspetto di una giustificazione a cui dover dare delle basi. Ormai le società scientifiche più autorevoli, e persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità, asseriscono che si tratta di scelte insindacabili di madre e bambino su cui non esistono (e non devono esistere) limiti imposti. Quindi andiamo oltre. Il nostro lavoro, ora, è “solo” quello di fornire strategie pratiche e dare informazioni su come affrontare eventuali difficoltà organizzative e di gestione di questi aspetti. Andare oltre, far provare, sperimentare, spingere a chiedere e a mettersi in gioco significa proprio liberare la donna dal vittimismo e dal bisogno di continua dipendenza da risposte preconfezionate. Provando,ognuna trova le proprie risposte e la propria organizzazione. Il miglior riscontro a quanto sto dicendo sono le donne che, di fatto, già lo fanno. Ognuna con una modalità magari diversa ma con un comun denominatore: la soddisfazione di proseguire e che sia stato possibile quello che non avrebbero osato credere. Io parto dalla certezza nelle capacità di ciascuno e, nella relazione di aiuti, mi sforzo di capire e valorizzare questi punti di forza affinché trovino spazio di esprimersi. Quindi, no a risposte preconfezionate, si a provare, ciascuno nella propria situazione e con i propri mezzi. C’è sempre una possibilità, a ben cercarla!

Allattare non attiene all’egoismo o all’altruismo di una persona. Quindi a volte sgombrare il campo dal moralismo e partire da una visione “più laica” dell’allattamento lo rende davvero più vicino e amico della società.

Non viviamo in una società a misura di bambino, né a misura di mamma. Forse per questo tante mamme vedono il momento del rientro al lavoro come il momento per interrompere l’allattamento. È possibile pensare spazi lavorativi che invece avvicinino il mondo della maternità con quello produttivo? Come?

Ne sono assolutamente convinta! Lavorare e allattare si può! Il mio libro si dedica per intero a strategie e modalità per avvicinare questi due mondi anche nelle situazioni più difficili.

Anzi, rispondendo anche alle critiche di chi pensa che questa sia un’ulteriore trappola per spingere le donne a fare ancora di più di quello che già fanno, dico che non è fare di più ma fare meglio e con più soddisfazione quello che già fanno. Il problema che oggi, come si diceva sopra, nonostante una legislazione piuttosto tutelante, spesso alcuni diritti sono disattesi oppure le agevolazioni vengono sfruttate non nella loro interezza. Per fare un esempio, di cui mi occupo proprio all’inizio del libro: se sul posto di lavoro prevedesse un piccolo spazio, che si può realizzare con zero spese o con un investimento irrisorio (per il quale esistono anche forme di finanziamento), per permettere alle donne di estrarre il latte per poterlo portare al bambino una volta tornare a casa, avrebbero una lavoratrice più soddisfatta, fidelizzata e si darebbe un’immagine positiva dell’azienda, grande o piccola che sia. Invece spesso le donne riportano racconti deprimenti di come siano ridotte, a volte, a dover estrarre il latte in bagno e che solo già questo, alla fine, le scoraggia dal proseguire. Certo, hanno ragione: voi preparereste mai un pasto per i vostri cari in bagno? E allora perché dovrebbe farlo una donna per un bambino piccolo?

Questo è solo un piccolo, seppur frequente, esempio, ma ce ne sarebbero molti altri. Voglio anche aggiungere che a volte si disattendono queste esigenze della donna per ignoranza delle possibilità, non necessariamente per insensibilità o, peggio, per malafede. Le aziende piccole e grandi avrebbero bisogno di sapere come fare e anche di quanto si guadagna, in termini meramente produttivi, ad avere dipendenti soddisfatte e riconoscenti.

In questo senso è ora di cambiare rotta e cultura.


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UN ALLATTAMENTO SU MISURA PER OGNI MAMMA

Durante il corso preparto probabilmente avrete sentito parlare della Leche League, ma che cos’è esattamente?

La Leche League (LLL) è  un’associazione di volontariato internazionale che sostiene le mamme che desiderano allattare. La filosofia di base della LLL è quella di aiutare la mamma a trovare in sé le risorse per sviluppare e rafforzare la propria autostima e trovare il proprio modo di essere mamma. Informazioni, sostegno ed incoraggiamento è quello che ogni mamma che si rivolge alla lega incontra.

Fondata negli USA nel 1956, la lega opera in Italia dal 1979 con una presenza di circa 120 consulenti, mentre nel mondo è possibile trovarla in 68 paesi. Tutte le consulenti che operano nella lega sono donne che hanno già allattato e che si rendono disponibili ad aiutare altre mamme nella gestione normale dell’allattamento.  Per fare ciò, prima si preparano adeguatamente anche attraverso una fase di tirocinio. Inoltre, non operano da sole, ma supportate dalla rete nazionale ed internazionale della lega che include consulenti e professioniste sanitarie. La lega stessa si impegna anche nella formazione di tali figure professionali. Normalmente, le consulenti della LLL organizzano mensilmente incontri gratuiti per le mamme e i bambini, oltre alle consulenze che oggi possono essere gestite via posta, mail, telefono o skype.

La Lega opera a Perugia da circa dieci anni, attraverso incontri mensili aperti alle mamme, ai papà e ai bimbi, utili già in gravidanza perchè permettono di arrivare al momento del parto con una maggiore consapevolezza. Le referenti per Perugia della LLL sono Milica Stanojlovic (347 2253004- milicastanojlovic@gmail.com), Valentina Safadi e Michela Brustenga, che offrono consulenze gratuite, via telefono o mail, alle mamme che ne abbiamo necessità, oltre ad organizzare gli incontri mensili. Tali incontri si tengono presso la biblioteca comunale Villa Urbani in via Pennacchi 19. Benché sia presente ogni volta un tema specifico, le consulenti stimolano anche la discussione libera in modo da sciogliere i dubbi che le mamme propongono.
Sul sito della lega del latte potrete trovare maggiori informazioni su come opera e sulle sue attività.


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