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itinerari umbri formato famiglia

ITINERARI UMBRI FORMATO FAMIGLIA

Gli itinerari umbri formato famiglia sono il nostro pallino. Cerchiamo sempre di segnalarvi piccole gite e percorsi che possano essere affrontati anche insieme ai bambini. Lo facciamo perchè crediamo nella bellezza della nostra regione, ma anche nella gioia che dà passare del tempo di qualità con la propria famiglia.

Per questo siamo contente di parlarvi delle iniziative di agosto e settembre pensate da Gira l’Umbria . Si tratta di piccoli itinerari umbri formato famiglia, tutti rigorosamente a prova di bambino. Ecco le date!

ITINERARI UMBRI FORMATO FAMIGLIA: AGOSTO

Sabato 20 agosto

Magica Valnerina: l’iniziativa si tiene in collaborazione con il centro di educazione ambientale San Mauro di Narco e l’Abbazia dei Santi Felice e Mauro ed è proprio centrata sulla zona di cui vi abbiamo recentemente parlato come itinerario familiare. Il programma prevede una passeggiata a piedi nella natura, fattibile anche con il passeggino, con cena e giochi notturni finali sul prato accanto alla basilica. Il ritrovo è alle ore 16.00 presso l’Abbazia dei SS. Felice e Mauro; fine attività ore 22.00 circa. Costi: escursione  € 4,00 (gratis fino a 3 anni); cena € 15,00 adulti, € 8,00 bambini (4-12 anni) gratis fino a 3 anni.

Domenica 28 agosto

Storie di acqua e olio: pedalata lungo la pista ciclabile della valle umbra per scoprire la campagna alle porte di Spoleto. Si parte alle ore 9.00 da Piazza Garibaldi a Spoleto; l’arrivo è previsto per le ore 13:00. Il percorso è di circa 25 Km e di livello facile, essendo tutta pianura. Costo: € 10,00 solo escursione con guida, € 18,00  compreso il noleggio bici; previsti sconti per famiglie.

ARTE Spoleto che sorprende: visita guidata realizzata in collaborazione con Monica Lupparelli, guida turistica. L’itinerario prevede la visita alle chiese di S.Gregorio Maggiore, San Poziano, San Salvatore. Si parte alle ore 16.00 dal parcheggio Ponzianina. Il costo dell’iniziativa è di € 5,00 per gli adulti e  di € 3,00 per i bambini da 6 a 12 anni.

ITINERARI UMBRI FORMATO FAMIGLIA: SETTEMBRE

Sabato 3 settembre

In Bicicletta da Assisi a Spello (e ritorno): un bellissimo percorso in bicicletta lungo le pendici del monte Subasio, tra ulivi e panorami sulla valle umbra. Partenza da Assisi, località Le Viole, alle ore 9:00 (ritrovo alla stazione ferroviaria di Assisi) e arrivo a Spello per le ore 13:00: una breve visita farà da pausa prima del rientro. Tutto il percorso è su strade secondarie senza traffico. In tutto sono 20 Km con 200 m di dislivello: il percorso è considerato facile.
Costo: € 10,00 solo escursione con guida,  € 18,00 con in più il noleggio bici; previsti sconti per famiglie.

ARTE Foligno, il cuore della valle umbra: visita guidata al centro storico della città in collaborazione con Monica Lupparelli, guida turistica. Un’occasione unica per scoprire i vicoli, le chiese, e i palazzi ristrutturati per ricostruirne la storia, gli influssi culturali e gli eventi che lo hanno reso un unicum in Umbria. Il costo dell’iniziativa è di € 5,00 per gli adulti e di € 3,00 per i bambini da 6 a 12 anni.

4 domenica settembre

La valle umbra sulle due ruote (Assisi-Bevagna): percorso facile, completamente pianeggiante, alla scoperta della Valle Umbra su strade di campagna e lungo la pista ciclabile. Per i principianti e per le famiglie con i bambini è possibile terminare il percorso a Bevagna (previsto servizio di rientro in macchina fino ad Assisi). Per chi è un po’ più allenato è previsto il rientro ad Assisi in bicicletta. Il percorso Assisi-Bevagna sono 18 km con dislivello in salita inesistente. Il Circuito completo (Assisi-Bevagna-Assisi) sono 40 Km sempre con salita inesistente: considerato di media difficoltà solo per la lunghezza.
Costo: € 10,00 solo escursione con guida, € 18,00 compreso il noleggio bici; previsti sconti per famiglie.

Per maggiori informazioni potete contattare direttamente Antonella, una delle nostre supermom, allo 348.8916928, info@giralumbria.it; è necessario prenotare entro 24 ore precedenti la visita. Per chi volesse dedicare più giorni alla scoperta della regione, invece, consigliamo l’Itinerario formato famiglia pensato da Antonella.


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UNA SUPER MAMMA IN BICICLETTA

Dopo la Fata Pasticciona, per la rubrica Super Mom. continuiamo a parlarvi di tutte quelle mamme che si sono sono reinventate dopo la maternità. Oggi abbiamo ospite Antonella Tucci di Gira l’Umbria, un nuovo modo di visitare e vivere l’Umbria in modo slow, cioè a piedi o in bicicletta, su strade secondarie, sentieri e piste ciclabili.

Ma iniziamo a conoscere Antonella: chi eri e cosa facevi prima di diventare mamma?  Prima di diventare mamma ho studiato all’Università (a Pisa e un master a Bologna) e ho fatto vari lavori: attività rivolte all’infanzia per associazioni e cooperative sociali, attività di educazione ambientale, insegnamento in una scuola privata.

Come nasce l’idea di Gira l’Umbria e come è stata influenzata dal tuo essere mamma? “Gira l’Umbria” è arrivata 5 anni fa, in un momento in cui ero disoccupata. L’idea in realtà non è nata da me ma l’ho sposata in pieno e fatta mia. Inizialmente questo progetto era gestito da una piccola cooperativa in cui sono stata invitata ad entrare. Una volta analizzati costi e fatturati ho capito che era un’attività che, almeno nella fase iniziale, non poteva essere portata avanti da tre persone. Visto che il progetto era fermo mi sono proposta di acquistare le biciclette di “Gira l’Umbria” e ho fatto mio il progetto creando una ditta individuale. Una volta presa la decisione di dar vita ad un’attività tutta mia e  fatti gli accordi per il passaggio delle consegne…sono rimasta incinta e un mese prima di partorire mia figlia Serena, ho aperto la partita IVA. Inevitabilmente mia figlia appena nata e mio figlio Nicola nato 3 anni dopo, hanno condizionato il mio modo di lavorare: ho deciso di lavorare da casa e crearmi un ufficio in una stanza, ho deciso di proporre attività turistiche vicine alla mia famiglia. Alcuni miei colleghi lavorano fuori casa, in altre regioni, dormendo fuori anche per una settimana: per me è impossibile con due bambini piccoli.

Anche per questo una parte delle attività che propongo sono rivolte a famiglie con bambini di varie fasce d’età: ancora più di prima, capisco e vivo l’esperienza di andare in vacanza con i bambini.

Riesci a coinvolgere altre mamme nel tuo lavoro? Moltissimo! Collaboro con tante piccole realtà come la mia e quasi tutte sono state create e vengono portate avanti da donne che sono anche mamme, per cui tutte le nostre riunioni iniziano facendo un resoconto di influenze, capricci, problemi pratici da risolvere: ci diamo molti consigli, dato che viviamo tutte le stesse problematiche. Il mio lavoro è stagionale (e si lavora molto quando le scuole sono chiuse), spesso senza orario, spesso non programmabile per cui ci sono tante cose da organizzare prima di iniziare a lavorare  e i consigli su “come fare” sono sempre ben accetti. Fondamentale è anche la collaborazione con il mio compagno che mi sostiene e mi dà un grande aiuto nel mio lavoro e con i bambini.

Cosa ti piace soprattutto di quello che fai e cosa vorresti cambiare? Mi piace il fatto che è molto creativo e per niente monotono dato che mi occupo di tutto, dall’organizzazione, alla promozione al servizio ai turisti vero e proprio. In più  è anche molto vario perché segue la stagionalità: in ogni periodo c’è un lavoro diverso da fare. Lavorare in proprio è molto bello perché si dà vita al PROPRIO lavoro seguendo istinto e interessi. Certo a volte lavorare con le persone è molto faticoso: ogni “ospite” desidera vivere un’esperienza unica e riuscire a realizzare questo richiede un grande sforzo. Inoltre a volte desidererei un po’ più di regolarità negli orari, per gestire al meglio i bambini, oltre al fatto che gestirsi tramite partita IVA  è molto “costoso” , ci sono pochissime tutele e mi piacerebbe poterne avere di più.  In ultimo, in Italia c’è una grande caos legislativo per quanto riguarda il turismo: si sovrappongono norme europee a norme nazionali e regionali. Ci sono troppe regole ma pochi le rispettano e nessuno (o quasi) controlla, per cui si crea una concorrenza sleale.

Ringraziamo Antonella di averci parlato di lei e del suo lavoro che la rende una mamma un po’ speciale. Se anche voi volete raccontare la vostra storia, contattateci a umbriaformummy@gmail.com


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BIMBI IN BICI, COME LI VESTO?

La scorsa volta abbiamo iniziato a parlare di bambini e bicicletta, partendo dall’attrezzatura. Oggi parliamo dell’abbigliamento più adatto. Già normalmente vestire i bambini può essere complicato, perché non stanno mai fermi e sudano facilmente, ma la bici mette in crisi ancor di più molte mamme. Generalmente la regola base per vestire i bambini è regolarsi con sé stessi, alleggerendo un po’ il loro abbigliamento. In bici questo principio non vale, perché voi pedalate, anche sotto sforzo visto che li portate, mentre loro stanno fermi. E allora come lo vesto? Proviamo a dare qualche consiglio a seconda delle stagioni, differenziando anche considerando dove lo trasportiamo. Ricordando che la regola base è stratificare o almeno essere pronti a farlo.

I bambini portati sul seggiolino anteriore sono più esposti all’aria, soprattutto se non ci siamo dotati di parabrezza . In questo caso, in primavera- estate e primi dell’autunno non si può prescindere dagli occhiali da sole. Gli occhi dei bambini sono molto sensibili, oltre che alla luce, al vento. Evitate il capellino con la visiera al posto del caschetto o al posto degli occhiali. Quando è caldo il solo caschetto, a parte la questione sicurezza, fa passare molta più aria di un cappello di cotone riparando comunque il sole. Quando le temperature calano ma è ancora piuttosto tiepido si può inserire un capello a cuffietta di cotone sotto il casco, soprattutto se nostro figlio soffre di mal di orecchio. La stessa precauzione, usando il capello di lana, si può applicare in inverno. Durante questa stagione però l’uso del parabrezza è imprescindibile. Nel caso del trasporto in inverno ricordiamo i guanti sempre. Inoltre, copriamo il bambino più di noi: lui non si può scaldare pedalando.  Articolo per tutte le stagioni è il giacchino sfoderato impermeabile. Si, anche in estate! Acquazzoni improvvisi ci posssono sempre sorprendere. Inoltre, se ci attardiamo al parco e ci sono molti alberi potrebbe essere comodo per contrastare l’umidità.  Tranne che in piena estate, poi, sarebbe preferibile far indossare pantaloni lunghi, piuttosto che corti, per via degli insetti, così come maglie a maniche lunghe piuttosto che corte.
La posizione posteriore permette di allegggerire un pochino l’abbigliamento in inverno, perché la mamma o il papà danno un piccolo riparo al proprio bambino.  Piccolo però!  Valgono per ciò più o meno le stesse regole di abbigliamento,  con l’eccezione dei pantaloni corti che possono essere indossati con più libertà soprattutto nel caso di seggiolini con la forma delle gambe. Anche dietro non va tralasciato il capello sotto il casco, perché le orecchie rimangono piuttosto esposte, e sarebbe sempre bene far indossare anche gli occhiali.
Molto più rilassata la gestione dell’abbigliamento in caso di carrellino. Anche i modelli più economici sono solitamente dotati di rete antizazzara che in estate protegge dagli insetti ma fa passare l’aria spezzandone il flusso almeno un po’. Nel caso si tolga la cappotta completamente, però, si dovrà ricorrere agli stessi accorgimenti necessari con il seggiolino anteriore senza parabrezza.  Quando arriva la brutta stagione,  poi, il carrellino permette un ottima protezione dal freddo, dall’umidità e dalla pioggia. Sotto il telo del carrellino, inoltre, è possibile ricorrere a copertine e simili.


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BIMBI IN BICI, MA COME?

Portare i bambini in bicicletta, non solo nelle domeniche di primavera,  ma quotidianamente.  Ma si può fare? La regione Umbria ha la fortuna di avere diverse aree pianeggianti anche in ambito cittadino. Basta pensare a città come Foligno o Terni, ma la stessa Perugia possiede ampie zone del suo territorio adatte alla bicicletta,  come Ponte San Giovanni. Ma come fare a portare quotidianamente i bambini sulle due ruote? I dubbi di solito riguardano la salubrità dello spostamento in bici; l’attrezzatura necessaria e l’abbigliamento più adatto. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, certo in alcune zone è logico avere dubbi. Svicolare nel traffico cittadino? Personalmente la consapevolezza che forme di mobilità alternative sono necessarie dovrebbe aiutarci a superare qualche paure. Ricordando che noi stessi possiamo contribuire alla buona qualità dell’aria e che dentro gli abitacoli non si respira niente di buono. L’aspetto più rilevante resta la presenza di piste ciclabili cittadine vere. Non marciapiedi strappati ai pedoni, ne striscette di strada rubate alle macchine.Ma passiamo agli aspetti più tecnici, iniziando dell’attrezzatura necessaria e partendo dai seggiolini: come deve esser fatto? Le parti previste come obbligatorie in un seggiolino a norma omologato sono:

– Presenza di un sistema di sicurezza che assicuri il bambino al seggiolino (cinture di contenimento e/o bretelle).

– Struttura di protezione degli arti inferiori e dei piedi.

– Sostegno per la schiena.

– Braccioli per il sostegno degli arti superiori

Tali elementi devono essere presenti in tutti i tipi di seggiolini.
Quando il bambino è piccolo, orientativamente tra i 8-9 mesi e i 3 anni (peso tra i 9 e i 15 kg), la prima scelta è solitamente il seggiolino anteriore. Ma il solo seggiolino anteriore non basta. Accessorio essenziale è il parabrezza , utile sia in estate che in inverno. Nella stagione calda ripara da moscerini e insetti, in quella fredda dalle ventate. Inoltre, anche in primavera assicura una temperatura più constante, rendendo più semplice vestire adeguatamente nostro figlio. Opzionale ma fantastico per chi ha bambini che si addormentano facilmente cullati dalla bici è ricorrere al seggiolino con incluso il reggitesta. Il sostegno per la testa è veramente comodo: permette al bambino di dormire in una posizione comoda, perchè pensata appositamente per lui, e allo stesso tempo evita ai genitori di dover sorregere il capo del proprio figlio, che è una pratica alquanto scomoda.
La soluzione anteriore è pratica fintanto che il bambino pesa intorno ai 15 kg, superati i quali, o anche prima se il bambino tende a muoversi troppo, è bene passare al seggiolino posteriore. Su tale seggiolino si possono portare i bambini fino agli 8 anni di età. Il seggiolino posteriore presenta pro e contro. La posizione dietro la mamma o il papà protegge maggiormente dei colpi di aria ed attenua l’effetto di movimenti bruschi del bambino, che nella posizione anteriore possono facilmente causare perdite di equilibrio. Posteriormente, però, c’è minor possibilità di contatto visivo sia con la mamma o il papà sia con il paesaggio esterno, il che a volte rende il bambino un po’ più irrequeto.
Poco praticata in Italia ma di grande utilità è poi l’opzione carrellino. I vantaggi del carrellino rispetto ai seggiolini sono diversi. Il primo è la maggiore sicurezza: in bici con i bambini bisogna essere molto prudenti, ma un imprevisto può, per definizione, sempre accadere. Il carrellino protegge maggiormente il bambino. Legato al seggiolino, infatti, in caso di caduta il bambino va a terra insieme alla bici se non riusciamo a recuperarla. Con il carrellino, poi, è molto più facile trasportare due bambini contemporaneamente. Anche se viene spesso fatto, il trasporto congiunto di due bambini utilizzando seggiolino anteriore e posteriore sarebbe da evitare per i problemi di equilibrio, e conseguenti cadute, ad esso legati. Infine, nel carrrellino il bambino è più protetto dagli agenti atmosferici e dagli insetti. Il più grande limite del carrello è il peso, maggiore, che in caso di ciclisti poco allenati può essere scoraggiante, e la minore manovrabilità della bici in alcune situazioni. Inoltre, per viaggiare in sicurezza con il carrellino, che deve essere comunque sempre segnalato tramite bandierina, sarebbero necessarie vere piste ciclabili. Anche il costo dei carrellini spesso scoraggia il loro acquisto, anche se ormai in commercio esistono soluzioni economiche ma altrettanto sicure, magari solo meno performanti.
La questione della sicurezza delle attrezzature scelte è ovviamente fondamentale, soprattutto nel caso di acquisto di prodotti usati. L’acquisto di prodotti da rivenditori autorizzati o di fiducia da maggiore tranquillità, ma per essere proprio certi di aver acquistato un prodotto a norma è bene cercare la sigla EN 14344. Sempre legato alla sicurezza è l’uso del casco. Non è obbligatorio farlo indossare. Personalmente, però, preferisco sempre che mio figlio lo indossi, perchè in caso di caduta la testa resta la parte più sguarnita e quella in cui si riportano più traumi.
Ma come vestirli? Ne parliano al prossimo post!

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