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IL CANTO PRENATALE

Oggi su Umbria for Mummy parliamo di un argomento molto particolare ed affascinante: il canto prenatale. Per farlo ci facciamo aiutare da Elisabetta Ciancaleoni, specialista in Musicoterapia e Psicofonia che da anni lavora nel settore e porta avanti diverse iniziative nelle nostra regione.

Ciao Elisabetta, benvenuta su U4M! Ci potresti spiegare che cos’è il canto prenatale?

Il canto prenatale è una disciplina, che s’ispira ai principi della musicoterapia, specifica per il periodo della gravidanza. Nasce in Francia in seguito agli studi ed alle sperimentazioni di una cantante lirica francese, Marie Louise Aucher che denominò psicofonia la sua disciplina di riscoperta di una vocalità particolarmente efficace. L’obiettivo della psicofonia è la voce incarnata, una voce cioè che parla del corpo in unità con tutte le sue parti. In seguito, Aucher ebbe l’occasione di lavorare con le gestanti e ne osservò gli innumerevoli benefici su mamma e bambino. Nello specifico la disciplina utilizza la voce materna, parlata e cantata, al fine di creare un’esperienza di armonizzazione psicofisica profonda ed un nuovo sapere di sé.

Sembra molto affascinante! Ma quali sono i vantaggi per mamma e bambino?

Per quanto riguarda la mamma da un punto di vista psicofisico l’esperienza della vocalità crea una maggiore presenza a sé, la aiuta a centrarsi sulle proprie potenzialità, sui propri desideri, regolarizza ed amplia il respiro, scioglie le tensioni ma anche vivifica il corpo. Da un punto di vista emotivo la aiuta a sentire il suo bambino, a comunicare con lui. Per quanto riguarda il bambino, il canto prenatale gli permette di avere maggiore ossigeno a disposizione, e quindi una migliore ossigenazione, perchè il volume di fiato necessario al canto è maggiore. Inoltre, le vibrazioni della voce materna accarezzano tutto il suo corpo in formazione, favoriscono la nascita del sé, comunicano amore ed accoglienza e si accrescono in lui le attitudini musicali. Il laboratorio di canto prenatale è un momento di gioia condivisa, nel quale la mamma, ed il suo piccolo dialogano in ascolto reciproco.

C’è un periodo particolare per inizare? Da quale momento è possibile?

Si può iniziare in qualsiasi momento della gravidanza, quando la mamma lo desidera, non ci sono limiti di accesso. Anche fin da subito. L’attività è un percorso di benessere e crescita in una relazione, quella mamma-bimbo, che si va costruendo istante dopo istante. In ogni momento quindi è possibile dare un apporto significativo al farsi della relazione. La musica ed il canto ne sostengono e guidano il costruirsi, permeandone le tappe in modo sostanziale. Il significato dell’esperienza si ha principalmente nell’ambito emotivo ed affettivo della relazione duale mamma-bimbo.

Elisabetta potresti indicarmi tre motivi per cui consigliare un percorso di canto prenatale?

Rispondo senza seguire un ordine d’importanza in quanto penso che tutte le motivazioni in risposta a questa domanda si equivalgano. In primo luogo consiglio questa esperienza per aprire una nuova coscienza di sé, come persona e come genitore: il canto porta una maggiore fiducia ed ottimismo sulle proprie risorse e come attività creativa è in grado di sprigionare le proprie forze interiori. In secondo luogo l’attività di canto prenatale risponde alla necessità che l’individuo ha di nutrirsi di esperienze che diano piacere. E’ un luogo di serenità dove donarsi un momento di spensieratezza e comunicare al bambino in modo empatico emozioni positive. Dunque è per quanti vogliano condividere l’esperienza della comunicazione, del piacere e del benessere. Infine il percorso fornisce alla mamma o ai genitori coinvolti un nuovo strumento di relazione: la voce, il canto, con tutti i bellissimi canti e filastrocche appresi in un piacevole clima di coralità. Questi strumenti in grado, prima della nascita del bimbo, di proiettare tutte le figure coinvolte nell’esperienza (mamma e papà) in un immaginario positivo, saranno utilissimi poi, quando il bambino sarà nato, per arricchire i diversi momenti di cura: la nanna, il gioco, la pappa.

E i papà? Un percodo del genere è possibile e utile anche per loro? 

Si, anche i papà nel corso sono i benvenuti e possono partecipare in modo completo all’esperienza. Anche per loro è importante sapere che la voce mette in risalto tutte le qualità della persona e che quelle chiamate in causa nell’accudimento sonoro del proprio piccolo sono quelle componenti soggettive più tenere, dolci e fragili, che tutti possediamo. Certo, la mamma, nell’esperienza, trae vantaggio dal contatto diretto ed immediato con il piccolo, che risponde in tempo reale alla sollecitazione sonora. Il papà parteciperà empaticamente gioendo anche lui di questa meraviglia ed avrà uno strumento in più per rivolgersi al suo bambino prima e dopo la nascita. La sua presenza può essere dunque molto utile per accrescere il senso di unità familiare ed ampliare le competenze emotive ed affettive di tutto il nucleo.

Chi conduce il percorso di canto prenatale?

I corsi di formazione in canto prenatale sono aperti ed accessibili ai musicoterapeuti ed alle ostetriche. L’attività si sperimenta su di sé al fine di apprenderne in via empirica gli aspetti più profondi, è un training molto importante che permette di sperimentare una forma di ascolto più ampia e profonda: quella della persona che ascolta ed accoglie tutti gli aspetti vibranti della sua interiorità.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quelli futuri nell’ambito della musica in gravidanza?

Al momento sono disponibili gli spazi presso la biblioteca Villa Urbani a Perugia e presso la Parafarmacia S.Anna a Spello. A Marzo ci sarà una bella presentazione dell’attività con il patrocinio del Comune di Foligno ed un nuovo corso verrà attivato nella bella sala della Biblioteca dei ragazzi, a partire dal 1° Marzo nella sala del camino. Il percorso sarà inserito all’interno della programmazione della Scuola Comunale di musica di Foligno. Tante nuove collaborazioni, anche fuori regione, si stanno aprendo a questo che è un progetto che tengo molto nel cuore per i meravigliosi risultati osservati, sia come professionista e soprattutto come mamma che ha per primo sperimentato questi principi su di sé e sulla relazione con le proprie piccole raccogliendone i frutti giorno dopo giorno.


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