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Collepino

COLLEPINO: IL PICCOLO BORGO

In estate quando il caldo si fa troppo caldo, o quando non si sa come riempire le lunghe ore del pomeriggio, cosa c’è di meglio di una passeggiata in giro per le perle della nostra verde regione? Oggi vi vogliamo parlare di un paesino che sorge su di un fianco del Subasio, un borgo ben conosciuto a chi vive tra Assisi e Foligno: Collepino.

Scopriamo Collepino

L’origine di Collepino è legata ad una colonia di boscaioli e di pastori, nata nelle vicinanze dell’abbazia benedittina di San Silvestro. Il suo nome anticamente era Colle-Lupino (Colle del lupo) o Collepieno. Collepino, dopo i danni subiti nel terremoto del 1997, è stato restaurato in modo molto accurato, con le case nella tradizionale pietra rosa del Subasio e le stradine lastricate. Attualmente è scarsamente abitato, ma nelle giornate festive c’è sempre un certo movimento: la sua altezza di circa 600 m slm garantisce un po’ di refrigerio nelle calde giornate estive.

Il piccolo borgo è dotato di un bar e di un ristorante, nonchè di un piccolissimo parco giochi, proprio sotto la torre all’ingresso. Purtroppo i giochi presenti non sono molto recenti, e qualcuno è anche piuttosto usurato dal tempo. La vista che si gode dal piccolo bel vedere in piazza, però, è molto bella e solo quella varrebbe una visita!

Dal castello di Collepino, in ottimo stato di conservazione, partono anche una serie di percorsi di trekking che attraversano il territorio circostante. Non dimentichiamo che ci troviamo nel territorio del Parco del Subasio! Tra i vari percorsi, ve ne consigliamo uno, che passa anche per l’Eremo di San Silvestro e il Santuario di Madonna della Spella. Di semplice percorrenza, necessita di circa due ore e mezza per una percorrenza di 5 Km: può essere affrontato tranquillamente con bambini di 7/8 anni. É anche possibile effettuare un percorso panoramico (detto dei castelli) con l’auto. Girando intorno al Monte Subasio si toccano i Castelli di San Giovanni di Collepino, di Armezzano e infine Assisi. Vi ricordiamo che anche possibile raggiungere Collepino da Spello attraverso il percorso dell’acquedotto Romano.


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acquedotto romano

ACQUEDOTTO ROMANO FORMATO FAMIGLIA

Tra Spello e Collepino è possibile costeggiare l’antico acquedotto romano, per un percorso di trekking panoramico e piuttosto semplice. Si parte da Spello, dalla Fonte della Bulgarella poco sopra il cimitero, per arrivare al piccolo paese di Collepino. In tutto sono circa 5 Km: solo l’ultimo tratto del percorso presenta una pendenza impegnativa. L’escursione segue il tracciato dell’acquedotto romano che è stato utilizzato dalla città di Spello fino alla fine dell’800.

Il punto di forza del percorso è la bellezza del paesaggio, con la vista sulla Valle della Chiona e gli ulivi ad avvolgere il visitatore. La presenza degli alberi di ulivo, ma anche di una fitta macchia mediterranea, fa si che il sentiero sia quasi sempre ombreggiato, rendendo più semplice il percorso. Lungo il tragito sono presenti alcuni punti di sosta ed una fontanella all’altezza di via Abbeveratoio dell’Asino.

Il percorso dell’acquedotto può essere anche affrontato in mountain bike. Per gli appassionati della bici suggeriamo di valutare il percorso circolare (circa 24 km) suggerito sul sito del Parco del Monte Subasio.

L’acquedotto romano con i bambini

Il percorso dell’acquedotto può essere tranquillamente affrontato con i bambini. La visita formato famiglia può essere realizzata nell’interezza del percorso oppure in versione ridotta. Nel primo caso, consigliamo di partire la mattina, fare una sosta per pranzo a Collepino e affrontare nel pomeriggio il rientro. Nel caso si decida di fare un giro più corto, con un paio d’ore si può andare e tornare da Spello fino alla fontana di via Abbeveratoio dell’Asino, a circa metà percorso. Noi abbiamo optato per la seconda possibilità con un bambino di 6 anni e uno di 1 e mezzo.

L’assenza di protezioni lungo il percorso non lo rende adatto a bambini di tre-quattro anni neanche per pochi metri: in molti punti il sentiero è stretto con fianchi scoscesi quindi potrebbero non avere la percezione del rischio di scivolare lungo il costone. I bimbi ancora più piccoli vanno portati in marsupio o fascia oppure con passeggino da trekking. La presenza di alcuni tratti scoscesi e di una scala ci fa dire che la prima opzione sia da preferire. Sono presenti alcuni punti di sosta ed anche dei tavoli da picnic lungo il percorso. Il primo tratto può essere affrontato dai bambini anche in mountain bike, a partire dagli 8/10 anni.


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