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VOUCHER ASILO/BABY SITTER & BONUS BEBÉ: COME OTTENERLI

Già dalla fine dello scorso anno si è parlato molto di due importanti novità per tutte le mamme: i voucher per i servizi di baby sitter o per l’asilo nido e il nuovo bonus bebè di 80 euro per i primi tre anni di vita dei bambini. Ma cosa sono di preciso? E come ottenerli?

VOUCHER BABY SITTER O ASILO NIDO

Introdotto con la Riforma Fornero nel 2012, questo tipo di aiuto non ha finora riscontrato un grande successo, probabilmente per le modalità con cui si doveva richiedere finora e che sono stata cambiate dal governo Renzi. In cosa consiste? Nella possibilità per la mamma lavoratrice che deve o vuole tornare al lavoro al termine del congedo obbligatorio, o comunque entro gli undici mesi successivi, di richiedere voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi, in modo alternativo rispetto al congedo parentale e per un massimo di 6 mesi. A differenza della scorsa versione, possono fare domanda anche le dipendenti delle amministrazioni pubbliche e non solo di quelle private. In più anche chi è iscritta alla gestione separa, o le libere professioniste non iscritte ad altra forma previdenziale, possono accedervi.

Il contributo erogato è pari a 600 euro mensili per un massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata) e può essere speso alternativamente per l’acquisto dei voucher oppure per il pagamento delle rette degli asili. Nel caso di lavoratrici part-time si applicano alcune riduzioni.

I due tipi di contributo si riscuotono in modo diverso. Nel caso si scelga il bonus asilo, il contributo viene erogato attraverso il pagamento diretto alla struttura prescelta che deve presentare la documentazione relativa all’effettiva fruizione del servizio. Prima dell’iscrizione si consiglia di valutare se effettivamente la struttura scelta rientra tra quelle che beneficiano del contributo. I voucher per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro. L’INPS pertanto erogherà 600 euro in voucher, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice, che deve ritirarli presso la sede provinciale di competenza, in un’unica soluzione oppure in più trance. In ogni caso, per il ritiro serve il codice fiscale del figlio per cui si utilizzano e i voucher devono essere ritirati entro e non oltre 120 giorni dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda.

Ma come si ottengono? Bisogna presentare domanda tramite il sito dell’INPS (percorso da seguire: Servizi per il cittadino → Autenticazione con PIN → Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito → Invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia), dopo aver trasformato il proprio codice PIN in codice PIN dispositivo. Si ricorda che al momento della domanda si deve effettuare la rinuncia alla fruizione del congedo parentale e che sarà necessario dichiarare di aver presentato dichiarazione ISEE valida, dichiarazione che dovrà essere presentata ai sensi della nuova normativa. La domanda può essere presentata fino al 31 dicembre 2015.

Bonus bebè 2015

Il Bonus bebè 2015 sono i famosi 80 euro al mese per tre anni per tutti i bambini nati (o adottati) negli anni 2015-2017. Per poter ottenerlo si deve rispettare un unico requisito: avere un Isee non superiore a 25.000 euro. In più, nel caso l’ISEE sia sotto i 7.000 euro l’assegna raddoppia a 160 euro al mese. Da sottolineare che il contributo, che su base annuale è pari a 960 euro, è netto, in quanto non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fine Irpef. E’ possibile avere più bonus bebè se si hanno nel trienno più figli, fino a un massimo di 4 (dal quinto figlio, quindi, non si ottiene più). ll bonus si ottiene presentando domanda all’INPS.


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