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CLIC YOUR STORY A FOLIGNO

Sta arrivando a Foligno il laboratorio di narrazione fotografica per bambini Clic Your Story. Sei incontri in cui grazie a Chiara Corica, fotografa ed artista, i bambini dai 7 ai 12 anni potranno esplorare il linguaggio fotografico e la sua capacità di raccontare storie. Tra giochi di luce, esperimenti di composizione, esplorazioni urbane e uscite fotografiche arriveranno a comporre un personale racconto per immagini. Un racconto che diventerà un vero e proprio vernissage aperto al pubblico, per la prima mostra fotografia dei piccoli fotografi partecipanti. Il progetto Clic Your Story nasce dalla collaborazione di Bande à part, associazione dedicata alla realizzazione di laboratori ludico-didattici e KidsBit, punto di riferimento a Perugia per la sperimentazione per bambini e famiglie (ricordate? Vi abbiamo parlato del loro festival lo scorso anno!).

CLIC YOUR STORY: QUANDO

I sei incontri saranno suddivisi in 3 weekend non consecutivi, articolati tra il sabato pomeriggio (ore 16:00-18:00) e la domenica mattina (ore 10:00-12:00). Il calendario degli incontri è il seguente:

Primo weekend: sabato 18 marzo – domenica 19 marzo 2017

Secondo weekend: sabato 8 aprile – domenica 9 aprile 2017

Terzo weekend: sabato 22 aprile – domenica 23 aprile 2017

CLIC YOUR STORY: DOVE

I bambini progetteranno e allestiranno la personale e collettiva mostra, creando un vero e proprio percorso espositivo.

La ‘base’ del corso sarà lo studio M.A.G.D.A., nella splendida cornice del  piano nobile del palazzo Lezi-Marchetti (via Benedetto Cairoli, Foligno), ma non mancheranno le uscite didattiche, per sperimentare ambienti diversi, soggetti e luce diverse.

CLIC YOUR STORY: PARTECIPO!

Volete partecipare a Clic your story? Bene: allora scrivete a info@bapart.it oppure chiamate il numero 349 39 05 541. Il laboratorio è a numero chiuso (12 partecipanti) e verrà attivato al raggiungimento di un numero minimo di 7 partecipanti. Il costo è di 75 euro, comprensivo anche dell’utilizzo dell’attrezzatura fotografica e di tutti i materiali (album fotografico Moleskine, stampa e allestimento della mostra finale); resta esclusa la tessera associativa Bande à part 2017. Merenda inclusa!

E non dimenticate di seguire i canali social di Clic your Story!

Facebook@bapkids, Instagram @bap.kidsVimeo@bapkidsWebsite


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Hocus&Lotus

HOCUS&LOTUS: I DINOCROC PER L’INGLESE DIVERTENTE

Con la ripresa dell’anno scolastico e l’entrata a regime di orari e routine, si inizia a pensare alle attività pomeridiane. Attività sportive, laboratori creativi, corsi di lingua… tante sono le opzioni in campo. Oggi vi vogliamo parlare di un approccio innovativo, appositamente pensato per far crescere i bambini bilingui. Si tratta del metodo Hocus&Lotus. Per capire meglio di cosa si tratta ospitiamo la Magic Teacher Samantha che, sul territorio di Bologna insieme a Nathalie, ha dato vita a Language Factory – Piccoli Poliglotti Crescono, per lo sviluppo precoce del bilinguismo.

Ciao Samantha, iniziamo proprio dalle basi. In cosa consiste il metodo Hocus&Lotus?

Hocus&Lotus è un metodo studiato, sperimentato e validato scientificamente dall’Università La Sapienza di Roma ed è basato su un format narrativo, un modello psicolinguistico per l’insegnamento delle lingue ai bambini dagli 1 agli 11 anni.
Tre sono i concetti fondamentali:
1. Apprendere la nuova lingua seguendo i processi di acquisizione del linguaggio della prima lingua
Il bambino inizia a conoscere il mondo ed impara a parlare all’interno di esperienze di carattere ripetitivo, condivise con l’adulto: i format sono appunto, quei «vissuti» che madre e bambino condividono quotidianamente, come per esempio, ai primi stadi evolutivi: la poppata, il cambio pannolini, il bagnetto e così via. In tale contesto, significativo sul piano emozionale e affettivo, si sviluppa la comunicazione verbale.
2. Realizzare tecniche di insegnamento di carattere operativo ed interattivo, coerenti con i processi di acquisizione del linguaggio
Premessa per l’insegnamento/apprendimento della lingua è creare una condizione ambientale favorevole, denotata da un rapporto affettivo e di complicità che motivi il desiderio comunicativo. Il bambino inizia a parlare perché vuole essere capito e vuole comunicare con la persona con la quale è stata instaurata una relazione affettiva; questo avviene per la prima lingua e analogamente deve avvenire per la nuova lingua.
3. Porre la buona comunicazione al centro dell’insegnamento/apprendimento della nuova lingua.
La realizzazione teatrale di storie, con il supporto della gestualità e della mimica, permette che il significato delle parole e delle frasi venga appreso attraverso un lavoro attivo, dove l’azione scenica dà senso al suono delle parole e la nuova lingua diventa concretamente lingua veicolare, cioè, di scambio reale. Il programma educativo linguistico Hocus&Lotus è adatto all’apprendimento di tutte le lingue, anche quella materna, e viene utilizzato con successo anche in ambito logopedico (es. ritardo del linguaggio).

Qual è il vantaggio più grande che si ha rispetto ad altri metodi?

In un mondo come il nostro, essere fluenti in più di una lingua ormai è un requisito minimo di lavoro, ma anche un obiettivo di vita personale. Imparare senza sforzo e senza stress, in un ambiente positivo, dove ciascun componente del gruppo è incentivato ad esprimersi e a divertirsi nel farlo credo sia impagabile. Spesso a scuola la lingua inglese viene presa di petto, un rifiuto totale investe i nostri figli, brutti voti, una rinuncia ad aprire bocca per paura di sbagliare. Noi vogliamo togliere definitivamente i blocchi e le paure dei bimbi e promuoviamo il dialogo. Solo parlando una lingua, si impara e si diventa fluenti, anche sbagliando i primi tempi, perché no! L’errore è sintomo che un processo di acquisizione è in atto!

Alcuni genitori pensano che si inizi troppo presto:

li rassicuriamo?

Certo! Sono paure infondate! Quanto prima si inizia l’esposizione ad una seconda lingua, tanto meglio la lingua diventerà parte integrante della vita di un bambino e si potrà parlare di bilinguismo.
Il neonato è in grado di discriminare tutti i suoni di qualunque lingua. Questa ampiezza di spettro percettivo si riduce inesorabilmente e rapidamente a partire dall’undicesima settimana di vita: il cervello tenderà via via a riconoscere e quindi a riprodurre i suoni  a cui è stato esposto con maggiore frequenza fino ad arrivare a non riconoscere e rendere anche molto difficoltosa la riproduzione di suoni percepiti con meno frequenza.

Questa finestra “speciale” per l’apprendimento di una lingua resta aperta per circa tre anni. Durante questi primi anni apprendere una o più lingue avviene in modo assolutamente naturale in rapporto al tempo di esposizione ricevuta, in quanto le facoltà cerebrali deputate allo sviluppo del linguaggio immagazzinano le lingue ascoltate in modo tale da renderne successivamente automatica la produzione.

Più ci allontaniamo dalla fascia di età zero – tre anni e più differenza tra le due lingue a livello di produzione e di ascolto sarà elevata e percepita. Non parleremo più con la stessa naturalezza la seconda lingua e anzi tenderemo a preferire quella in cui ci sentiamo più competenti. Niente più produzione automatica, ecco che per parlare in una lingua diversa da quella “madre”, ci dovremmo sforzare di ripescare quanto studiato o sentito da altri. Perché perdere l’opportunità di crescere bilingui?

Hocus&Lotus conta Magic Teacher in tutto il territorio italiano: cercate quella più vicina a voi sul sito www.hocus-lotus.edu


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