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Un libro sotto l'albero

UN LIBRO SOTTO L’ALBERO

Che Natale sarebbe se non ci fosse un libro sotto l’albero? Leggere è magia, volare con la mente verso mondi lontani e speciali avventure, e quale momento migliore se non Natale per farlo?

E’ nostra abitudine consigliarvi per lo più libri per bambini, libri che noi per prime abbiamo letto e che sappiamo aver riscosso successo presso i nostri figli e che speriamo piaceranno anche ai vostri. Qualche tempo fa vi abbiamo consigliato dei pop up straordinari, che valgono il loro prezzo. Oggi vi diamo qualche dritta per un libro sotto l’albero formato mamma e papà, perché, come dicevamo all’inizio: senza un libro sotto l’albero, che Natale è?

UN LIBRO SOTTO L’ALBERO: I NOSTRI CONSIGLI

Per chi vuole emozionarsi

IL PANE SOTTO LA NEVE di Vanessa Navicelli

Ve l’avevamo presentata lo scorso anno, parlandovi del suo libro Mina e il Guardalacrime, che inaugurava la collana delle Fiabe Bonbon. Fiabe “buone”, di nome e di fatto.

Oggi la ritroviamo invece con qualcosa di diverso, non una fiaba per bambini, ma un romanzo per tutta la famiglia, perché è di famiglia che si parla. Un romanzo popolare ambientato in un paesino emiliano agli inizi del 900. Una famiglia con tanti sogni e la voglia di farcela. La saga di una famiglia contadina, ai tempi delle guerre mondiali, che ha costruito la propria felicità sulle piccole cose.

Vanessa ci dice “Questo romanzo me lo sono immaginato come una di quelle storie che si raccontavano una volta attorno al fuoco, tutti insieme. Bambini compresi….. Una coppia giovane, due figlie, un paesino, degli amici, tante difficoltà e la voglia di farcela.
Sembra una storia di oggi. Invece… è ambientata nella prima metà del Novecento”

Romanzo finalista nazionale al Premio Letterario RAI “La Giara”, non potete non averlo sotto il vostro albero.

Facciamo un salto indietro nel passato anche con

C’ERA UNA VOLTA UNA CASA DI RINGHIERA  di Annamaria Pizzinato

Il mondo degli anni 60 visto attraverso gli occhi di una bambina. Un mondo molto diverso da quello di oggi, ma neanche tanto. Un mondo dove bisognava far quadrare i conti, dove c’era da arrangiarsi, grandi e piccoli, dove non c’erano tante comodità, ma dove potevi trovare la felicità anche nel sapore di una focaccia cotta a legna. Un mondo forse da rimpiangere un pò.

DODICI RICORDI E UN SEGRETO di Enrica Tesio

Un nonno, una bambina, sua nipote, che di lui non vuol perdere le tracce e con coraggio e determinazione diventa la custode della sua vita e di quella di altre persone che ha incontrato. Un romanzo autentico ma ironico, scritto alla maniera di Enrica Tesio che noi adoriamo. Della stessa autrice LA VERITA’ VI SPIEGO SULL’AMORE.

Per chi vuole riflettere

SONO PURI I LORO SOGNI – LETTERA A NOI GENITORI SULLA SCUOLA di Matteo Bussola

Quand’è che abbiamo smesso di essere genitori di…? e ci siamo improvvisati insegnanti esperti? Negando l’autorità delle maestre e dei professori e prendendo le difese dei nostri figli sempre e comunque? Senza ritegno né motivazione e cosa peggiore con risultati drammatici, per tutti e più che altro per loro.

Per chi ama viaggiare

LE MARCHE CON I BAMBINI di Silvia Alessandrini, Vissia Lucarelli e Lucia Paciaroni

Perché ve lo consigliamo? Perché amiamo viaggiare e ancor di più amiamo farlo con la nostra famiglia. Tuttavia sappiamo che spostarsi con i bimbi al seguito può non essere semplicissimo, specialmente se non si conosce bene dove si va e cosa il posto ci offre. Silvia, Vissia e Lucia hanno avuto un’idea strepitosa: mettere in una guida tutto quello che c’è da sapere sulla loro regione, le Marche. Consigli, mete, dritte per godersi una gita formato famiglia. Consigliatissimo perché è ad un passo da qui, e un’ottimo vademecum per delle gite fuori porta.


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TRATTAMENTI ESTETICI A PROVA DI GRAVIDANZA

Nessun altro periodo, come i nove mesi di gravidanza, mette così a dura prova l’autostima della donna sulla sua bellezza e femminilità e più in generale, sul suo aspetto fisico.

Il corpo subisce così tanti cambiamenti che, nonostante la felicità per quel che si sta vivendo, spesso si finisce per guardarsi allo specchio e non riconoscersi più. Non è solo il peso che aumenta, a trasformare la figura della donna, ma anche la consistenza della pelle che cambia, le smagliature che possono comparire nei punti critici, i seni che diventano pesanti e modificano la propria forma, le gambe gonfie e la circolazione che rallenta: insomma, di motivi per non sentirsi più belle e attraenti, nonostante la femminilità che una donna in attesa possa trasmettere, sono tanti.

Cambiamenti durante la gravidanza

Prima di tutto è importante sapere che nessuno di questi cambiamenti è, o resterà, definitivo. Una volta che il parto sarà avvenuto, anche se ci vorrà del tempo, ci riapproprieremo del nostro corpo e molte cose si aggiusteranno.  Il peso tornerà a scendere, la circolazione riprenderà i suoi ritmi, le gambe si sgonfieranno e noi torneremo a sfoggiare il nostro corpo con soddisfazione e orgoglio e in più lo faremo con un piccolo tra le braccia.

Oltre a questo, è altrettanto importante tenere a mente che la cura del nostro corpo non deve assolutamente essere abbandonata perché siamo in attesa; anzi, forse proprio per questo, e in vista dei grandi cambiamenti che ci attendono, va curata ancor di più e con rimedi efficaci per tenere a bada quegli antipatici “effetti collaterali” di cui parlavamo sopra. L’importante è farlo tenendo a mente qualche suggerimento e magari seguire i consigli di un esperto di bellezza che saprà guidarvi, non solo verso i trattamenti più efficaci, ma anche verso quelli più sicuri per voi e per il vostro bambino.

I consigli di Sonia

Abbiamo fatto una chiacchierata con Sonia, esperta di bellezza che gestisce da 16 anni il Centro Estetico Eternity che ci ha spiegato bene il perché è così importante prendersi cura del proprio corpo anche in gravidanza e di come sia possibile farlo in totale sicurezza.

La gravidanza è di sicuro il momento più delicato della vita di una donna e la cura del proprio corpo è uno dei passi da compiere per un benessere psicologico che duri per tutti i nove mesi. Non tutti i trattamenti estetici sono consigliabili in gravidanza perché, nonostante non sia mai stato dimostrato la loro nocività per il feto, richiedono prodotti che, in via precauzionale, è preferibile evitare. 

Tra i trattamenti da preferire in gravidanza ci sono senza dubbio i massaggi, perché oltre all’effetto benefico sul fisico, si ripercuotono su tutta la persona, creando una sensazione di benessere importantissima in un periodo così delicato.

Nessuna controindicazione per i MASSAGGI DRENANTI, perché grazie a degli sfioramenti ritmici e leggere pressioni si migliora la circolazione linfatica e il microcircolo, favorendo il drenaggio dei liquidi e l’azione detossinante.

Perfetto come coadiuvante per evitare la comparsa delle smagliature è invece il MASSAGGIO ALL’OLIO D’OLIVA. Un dono della natura, prezioso e insostituibile per le sue elevate proprietà emollienti e ammorbidenti e per la sua capacità di portare nutrimento alla cute, regalando una pelle luminosa e dall’aspetto rilassato.

Tra i trattamenti estetici veri e propri, consiglio invece il PRESSOMASSAGGIO, una sorta di massaggio meccanico che genera una pressione sulle parti del corpo da trattare e favorisce lo scorrimento dei liquidi. E’ utilissimo per combattere la ritenzione idrica e la comparsa di cellulite, aiuta nel caso di pesantezza delle gambe e può essere praticato in assoluta sicurezza

Nella parte finale della gravidanza, la pancia molto ingombrante potrebbe rendere poco agevole, l’esecuzione dei trattamenti estetici. Nel nostro centro sono disponibili per questo, dei lettini e degli accessori a tale scopo, che permettono alla futura mamma di restare sdraiata e al tempo stesso comoda. 

Oltre al corpo, può essere trattato anche il viso che, a causa degli ormoni, può risultare grasso e con la tendenza a brufoli e punti neri. Una PULIZIA DEL VISO fatta da mani esperte e con prodotti naturali, può ridurre di molto il problema. 

Nessuna controindicazione per MANICURE e PEDICURE, anzi consigliate per essere in ordine subito dopo il parto, quando prendersi cura di se, sarà di certo più difficile. Sono assolutamente vietate, invece, le sedute di solarium perché gli ormoni della gravidanza possono, in seguito al loro utilizzo, creare delle macchie scure sulla pelle. 

Oltre a questo consiglio sempre di utilizzare un idratante e una crema o olio specifico per smagliature, durante tutti i nove mesi, fare un po’ di movimento, leggero ma costante, e affidarsi sempre alle mani esperte di professionisti.

Volete provare i trattamenti della nostra esperta? Ecco tutti i recapiti!

Centro Estetico Eternity
Via Villa Pitignano 2/B/3 – 06134 Villa Pitignano, Perugia
Tel. 075 5913944 – Cell. 338 8418686
www.centroesteticoeternity.com – soniaeternity@libero.it


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colpo di tacco

COLPO DI TACCO AL CAMPIONATO

Sul binomio donne e calcio esistono da sempre troppi luoghi comuni. Molti li considerano addirittura termini che non possono stare neanche nella stessa frase! Se una volta, però, per molte di noi, cos’era un fuorigioco e a cosa serviva il dischetto a centro campo era un mistero, oggi, la maggior parte delle trasmissioni di calcio ha la sua giornalista sportiva di fiducia e la finale di Champions League è una partita che pochissime donne si perdono. Che il gentil sesso non ne capisca di calcio quindi non è più vero e non solo c’è chi lo tifa e lo guarda, ma addirittura chi ne parla, e lo fa con quell’ironia, spigliatezza e simpatia che gli uomini si sognano.

Ad un fischio dal calcio di inizio del prossimo campionato di calcio, abbiamo incontrato l’autrice del divertentissimo blog, ma non per questo meno autorevole, COLPO DI TACCO, il posto adatto per chi il calcio lo ha sempre amato, per chi lo ha scoperto da poco e per chi muove i primi timidi passi, con la voglia di scoprirne e saperne di più.

Colpo di tacco: palla ad Agnese

Agnese raccontaci qualcosa di te e di questo tuo spazio. Com’è nata l’idea e soprattutto perché?

Fin da piccola ho sempre seguito il calcio e, così, all’improvviso mi è venuta in mente l’idea di aprire un blog che parlasse di questo argomento. Ma non nel modo tradizionale, cerco infatti di farlo con ironia e leggerezza, togliendo a questo sport quell’aurea di sacralità che in molti gli danno. Alla fine è sempre e solo uno sport, un divertimento. Da donna mi sono presa questa libertà.

Per quale motivo, secondo te, anche le donne, devono amare il calcio e votarsi a questa religione fino a poco tempo fa del tutto maschile?

Non devono farlo se non vogliono. La mia, è una passione che mi ha tramandato mio padre e le passioni  ti contagiano a prescindere dal sesso. Ora il calcio non è più solo una prerogativa maschile, e ben venga. Molte donne lo seguono e grazie al blog ne ho conosciute diverse, che tifano, vanno allo stadio o hanno a loro volta degli spazi online dove ne parlano e ne discutono. Esistono donne arbitro che dirigono gare maschili, non ad alti livelli, ma è sempre un inizio. E anche il calcio femminile comincia a crescere e ad avere il suo pubblico. Era ora!

Quali sono le nozioni base da cui partire per guardare una partita senza “perdersi”?

Ci sono due squadre composte da 11 giocatori e lo scopo è quello di mettere la palla, che si litigano per 90 minuti, nella rete avversaria. Scherzi a parte, bisogna godersi la partita, arrabbiandosi pure un po’, ma anche farsi passare tutto quando la gara finisce. Spesso so che non è facile, ma sarebbe la regola fondamentale per non perdersi nella follia dei tifosi. Certo, non posso dire: “guarda la partita e rilassati” perché un vero tifoso non si rilassa mai…

Soprattutto come si fa a non annoiarsi?

Se una cosa piace non ti annoia. Può capitare di annoiarsi davanti a una partita, ma perché la gara è brutta o giocata male, ma la maggior parte delle volte è divertente ed entusiasmante. Se il calcio annoia è bene non guardarlo. A me fanno lo stesso effetto i programmi di cucina e per questo non li guardo. Ma questa non è una prerogativa femminile: conosco diversi uomini che odiano il calcio e non guarderebbero una gara per nulla al mondo.

Partita in Tv o allo stadio?

Allo stadio ha tutto un altro sapore. Lo stadio è molto più coinvolgente ed emozionante. Canti, tifi e ti viene la pelle d’oca. Tutti dovrebbero vedere nella vita, una partita allo stadio. Per spiegarsi: è come guardare un film al cinema o in televisione…

Quali sono le pecche del calcio italiano?

Tralasciando tutti i problemi che fanno storcere il naso, come calciatori troppo pagati, violenza e razzismo: tutti argomenti sacrosanti che vanno affrontati non per luoghi comuni e che ognuno vive secondo la propria coscienza, da “tifosa concreta” dico gli stadi. Troppo vecchi, non accessibili a tutti e lontani anni luce a quelli stranieri, fatti a misura di persona e molto più sicuri, anche per i bambini. Il modello Juve andrebbe copiato, almeno dai club più importanti. Già sarebbe un inizio per riportare la gente in curva e per far rivivere il calcio allo stadio e non solo in tv.

Di quale partita ti piacerebbe fare la telecronaca?

Una finale di Champions League, magari con il Perugia in campo o un Mondiale. Troppo presuntuosa?!

Sta per iniziare il campionato. Ci fai un pronostico e ci dici chi si saprà far ricordare?

Spererei che dopo sei anni di dominio Juve ci possa essere un cambio, anche solo per movimentare il campionato. Spererei di trovare più competizione tra le big… staremo a vedere! Non voglio fare un pronostico preciso. Meglio tenere un profilo basso.

Per seguire il campionato, ma soprattutto per seguire Agnese, qui trovate qui i suoi canali social:

Twitter – Facebook – Colpo di tacco – Il blog


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Vanille Petites Bijoux

LA SUPER MOM DI MARZO: VANILLE PETITES BIJOUX

Dopo un periodo di pausa eccoci di nuovo con la rubrica mensile dedicata alle SUPER MOM. Donne, diventate mamme, che hanno saputo reinventare se stesse e il proprio lavoro, dimostrando che la nascita di un figlio è, oltre che una gioia, sempre un’opportunità.

Oggi conosciamo Laetitia e i suoi bijoux golosi a cui è impossibile resistere.

Ciao Laetitia, ci racconti di te e di come sei arrivata a Vanille Petites Bijoux?

Ciao! Mi chiamo Laetitia  ed ho 43 anni.
Che dire di me?! Ho iniziato a lavorare sin da ragazzina, ho fatto un po’ di tutto ma il mio lavoro principale per 20 anni è stato quello di venditrice/vetrinista, fino a diventare responsabile e tutor del personale. Poi tutto è cambiato quando sono diventata mamma di un dolcissimo bimbo, Matteo, che ora ha sei anni. La mia azienda stava facendo dei tagli al personale ed io sentivo il bisogno di qualcosa di diverso per me e per la mia famiglia, così  mi sono fatta coraggio, ed ho iniziato questo nuovo percorso, realizzando bijoux  sino ad arrivare a Vanille Petites Bijoux.

Come nascono le tue creazioni?

Sicuramente nascono dalla passione che ho per tutto quello che è miniatura, oggetti piccoli, carini e kawaii. Ma la scoperta delle paste polimeriche è stata la carta vincente perché, grazie ad esse, ho potuto realizzare ciondoli e miniature da montare su collane, braccialetti e creare tanti accessori rivolti soprattutto ai più piccolini, ma che piacciono tanto anche alle mamme. Creare qualcosa partendo da un panetto di fimo, modellarlo, cuocerlo e poi vederlo indossato, ti rende felice! Perché non è solo montare una creazione, ma realizzarla per intero.

Un lavoro creativo è quasi sempre un lavoro che ti porta spesso fuori da casa. Come concili questo con il tuo ruolo di mamma?

Non è sempre stato facile. In questo mi ha aiutata molto mio marito, soprattutto all’inizio quando mio figlio era molto piccolo. Ma devo dire che con il tempo ho imparato a coniugare le due cose e quindi riesco a dedicare gran parte della giornata a mio figlio, lavorando da casa. Poi, quando sono fuori per fiere e mercatini, c’è il papà!

Un lavoro creativo è anche un lavoro in continua evoluzione. Che progetti hai per il futuro?

Sicuramente quello di migliorare la mia tecnica facendo dei corsi, sperimentando nuove tecniche e usando materiali diversi. Ho in mente una serie di eventi a cui partecipare e poi, beh, c’è il sogno di un laboratorio tutto mio.

Diventare madre è sempre un’opportunità, perché arricchisce le doti che ogni donna ha dentro di se, peccato che molti non la vedano e la comprendano. Cosa vorresti dire oggi al tuo ex datore di lavoro?

Ci sarebbero moltissime cose da dire, ma non solo al mio ex datore di lavoro. In primis quello di non vedere i propri dipendenti come numeri, ma come persone e di considerare il fatto, che diventare madre non toglie nulla, ma anzi ti arricchisce. Ho visto molte mamme, tornare al lavoro dopo la nascita dei loro pargoli ancora più cariche e motivate, ma questo non sempre viene colto.

Per contattare Laetitia andate a visitare il suo profilo Faceebook o Instagram.

Se anche tu vuoi essere una Supermom e vuoi raccontarci la tua storia, non esitare a scriverci: potresti essere tu la protagonista del prossimo mese!


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robe-di-Robby

ROBE DI ROBBY, LA SUPER MOM DI MAGGIO

Ciao Roberta, tu sei mamma di un meraviglioso bambino di 4 anni, ci racconti la tua giornata tipo?

Ciao, mi chiamo Roberta, ho 34 anni, sono mamma di Tommaso e moglie di Andrea.

La mattina suona la sveglia e di corsa giù dal letto a prepararmi e a svegliare Tommy per portarlo all’asilo e scappare di corsa a lavoro. Già… lavoro… fino a qualche giorno fa, almeno, avevo un contratto a tempo determinato e lavoravo dalle 8:30 fino alle 17:30, quindi la mia giornata tipo era correre, correre, correre, per tutto: dalla spesa, al dottore, alla casa e alla famiglia stessa. Da quando sono tornata mamma e moglie a tempo pieno, la mattina mi dedico completamente alla casa e a “Robe di Robby”, cioè a me stessa e alla passione che ho per tutto ciò che è creare, comporre, inventare, il pomeriggio invece è tutto per Tommaso, mi dedico a lui e ai suoi bisogni: ha 4 anni, ha bisogno dell’attenzione giusta, di giocare, di imparare… è molto curioso e già mi dà filo da torcere!!! Poi a volte c’è la spesa o altro da fare, la cena da preparare e arriva in men che non si dica l’ora di andare a letto.

Il tuo ruolo nel mondo del lavoro è cambiato dopo la maternità? E se sì come?

Diciamo che… non lavoravo nel momento in cui rimasi incinta e non lavoro oggi. Una cosa è certa, se ho creato questo mio “piccolo negozio virtuale” lo devo in un certo senso alla gravidanza; ho deciso di dedicarmi almeno per i primi anni al mio bimbo, non ho presentato domande né tenuto colloqui ma non volevo rinunciare alla possibilità di lavorare… quindi ho unito le due cose ed ho creato un lavoro da casa.

Chi è oggi Roberta lavoratrice? Presentacela e raccontaci le sue creazioni.

Oggi Roberta lavoratrice è una donna che non si è mai arresa all’idea che la parola LAVORO sia equiparabile a UTOPIA o almeno non ci sta e quindi ha pensato, ragionato, cercato di sfruttare ciò che sapeva fare e non si è inventata ma riscoperta. Sono partita dalle torte pannolini, poi composizioni regalo per neonati e da tutto ciò è nato “Robe di Robby”, la pagina Facebook e probabilmente a breve un sito internet, nel quale troverete lavori di ricamo, cucito, uncinetto, maglia e molto di più, spaziando dalle idee regalo alle bomboniere. Il weekend spesso partecipo a mercatini o fiere come hobbysta, generalmente in Umbria e nelle Marche, non mi sento ancora di “allontanarmi troppo” da casa avendo Tommaso piccolo che lascio a casa con i miei genitori.

Come hai fatto a far diventare un hobby una vera opportunità di lavoro?

Quando ho iniziato non avevo idea che potesse diventare una vera opportunità di lavoro, ho semplicemente creato la pagina Facebook, inserito man mano le foto delle mie creazioni e fatto pubblicità mediante i vari gruppi ai quali sono iscritta. Ho realizzato i bigliettini da visita e disegnato il logo della pagina con tanto di recapiti per far sì che fosse possibile contattarmi facilmente. Ho iniziato con il mio primo mercatino il 1 novembre 2014, acquistando gazebo, tavoli appositi e tutto il materiale necessario per l’allestimento di un banco e devo dire che tra i mercatini del weekend e gli amici che via via hanno acquistato i miei prodotti hand made il passaparola è stato velocissimo.

Quali sono le difficoltà che incontri quotidianamente nella gestione del lavoro e della famiglia? Rimane del tempo per te?

La giornata di 24 h spesso non mi basta: se sono sola a casa con Tommy lavorare è un po’ difficile Se ho ordini in consegna, mi capita di far tardissimo la sera o di mettere a letto Tommaso e poi dovermi alzare nuovamente per tornare a ricamare. Per questi lavori serve concentrazione, precisione e molta calma…non sempre è possibile averle e queste sono le difficoltà maggiori che trovo. Per fortuna ho mio marito che a casa è impagabile e mi aiuta in tutto, quando sono in netta difficoltà e poi ci sono i miei genitori che anche se lontani, mi supportano e spesso sopportano quando perdo la calma, perché capita spesso di perdere la calma quando si hanno troppe cose contemporaneamente da fare.

Quali sono le caratteristiche che noi donne abbiamo e che ci permettono di reinventarci?

Credo che siamo testarde e tenaci. Alle donne manca solo il dono dell’ubiquità, per il resto possiamo fare tutto e contemporaneamente se capiamo che ne vale davvero la pena. Siamo “dolcemente complicate ma potrai trovarci ancora qui”, come dice la Mannoia, perché siamo instancabili….

Dell’Unto Roberta,  tel. 339.8657820.


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mamma

QUELLO CHE A UNA MAMMA NON PUO’ MANCARE

Festa della mamma alle porte e ok, non siamo noi a doverci fare il regalo, però non è mica sbagliato donarci qualche coccola extra? E a tutti i papà qualche consiglio per non sbagliare dono… perché, secondo noi, ci sono cose che una mamma deve assolutamente avere.

Partiamo dal fatto che quello che sogna una mamma è sempre principalmente utile e pratico. Un oggetto capace di alleviarci qualche ingrato compito e che ci doni pure del tempo in più, tempo per noi, per quella passeggiata che rimandiamo da tanto, per il caffè con l’amica, per un libro sul divano, per un bagno rilassante o anche per non far assolutamente nulla. Non c’è mamma che non voglia con tutte le sue forze qualcuno che l’aiuti nelle faccende domestiche, in mancanza di volontari, un’aspirapolvere fai da te può rivelarsi un regalo prezioso. Tu lo carichi e lui gira per casa pulendo pavimenti, non cade dalle scale e schiva gli ostacoli. Non ha ne sacchetti ne ricambi ed occupa pochissimo spazio e a noi non resta che sederci sul divano con un buon libro in mano.

A proposito di libri, lasciando perdere manuali e manualetti che vogliono darci le istruzioni sul mestiere, vi consigliamo qualche titolo per riderci su, perchè sarà anche vero che “mamma” significa tante cose e nessuna di questa è facile, però lo è altrettanto non prendersi troppo sul serio, aiuta.

Manuale di sopravvivenza per neo mamme, piccoli trucchi, accorgimenti e tecniche per sopravvivere ai primi mesi del bambino: ingrediente base, l’ironia.

Mammabollita. Bolle di buonumore per mamme imperfette, le situazioni più esileranti su cui tutte, e dico tutte, siamo capitate almeno una volta.

I papà vengono da Marte, le mamme da venere, perchè se riusciamo a capirli meglio, comunichiamo di più e se comunichiamo di più tutto diventa più facile, da non dimenticare che siamo entrambi sulla stessa barca.

E se poi qualcuna di voi, presa dai mille impegni quotidiani, dal tetris giornaliero, si chiedesse come si fa a far tutto? Può trovare le risposte che cerca nell’omonimo libro di Allison Pearson Ma come fa a far tutto?

Tutti questi libri, per le amanti della tecnologia, potete trovarli in formato ebook;  ovviamente serve un Kindle Paperwhite  e per voi abbiamo scelto il migliore in circolazione.

Per mamme fashion e in attesa…

Maglietta premamam con coccinella e cuore

Maglietta premamam tetris piedini

Maglietta premamam per due gemelli


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Tattyart

SUPER MOM DI APRILE: TATTYART, TRA STOFFE E BOTTONI

Ciao Tatiana, sei mamma di tre figli e questo già da solo è un bell’impegno, però tu sei anche altro, ce lo racconti? 

Eccomi… sono Tatiana, nome d’arte Tattyart, ho 48 anni e sono mamma orgogliosa di tre figlie, Valentina ha 21 anni, Anna 20 e Jessica 11. Da qualche anno mi sono appassionata al cucito creativo dedicato ai bambini ed oggi divido la mia giornata tra stoffe, bottoni, nastri, fiocchi e il mio mestiere di mamma.

Gestire una giornata da mamma che lavora, sappiamo non è semplice. Come ti organizzi e chi ti aiuta in questo ménage? 

Fare la mamma è il mestiere più bello e difficile del mondo. La mia giornata inizia prestissimo e di corsa. Accompagno le bambine a scuola e prima di rientrare mi dedico alla spesa. Poi mi tuffo nel mio mondo creativo. Il pomeriggio è completamente assorbito dal mio ruolo di mamma: tra i compiti e gli impegni delle mie figlie, specialmente la più piccola, non mi resta tempo per me. Non avendo nonni e parenti vicino è  un pò difficile gestire famiglia e lavoro ma con un pizzico di organizzazione, e tanta passione, niente è impossibile…anche correre alla fine diventa un’abitudine.

Come nasce questa passione e come si è trasformata in un lavoro?

La passione nasce da piccolina; la mia mamma era sarta e vedendola come cuciva ho imparato anche io. Ho realizzato sempre le cose a mano, facevo maglia, uncinetto e ricamo. Prima di diventare madre avevo un lavoro che con la nascita delle mie figlie ho dovuto lasciare. Mi sono dedicata completamente alla famiglia, felicemente, ma man a mano che loro crescevano, sentivo il bisogno di uno spazio tutto mio e quindi son tornata tra le mie creazioni. Un giorno ho provato a realizzare alcuni fiocchi nascita per le mie amiche e da allora non mi sono più fermata. Ora, oltre a essere  mamma, sto finalmente facendo qualcosa che mi dà soddisfazione, che mi diverte, svaga e tranquillizza, mi ritrovo stanca ma felice. Ogni giorno per me è una nuova sfida e mi offre la possibilità di migliorare me stessa, ed ho un sogno nel cassetto che mi impegno per far diventare realtà: prima o poi questo mio hobby sarà un vero e proprio lavoro…lo prometto a me stessa.

Cosa ti chiedono i tuoi clienti? Cosa piace di più? E cosa puoi realizzare tu per loro? 

Adoro i mie clienti… mamma e bimbo è un mondo felice, pieno di gioie ed emozioni, che mi fa tornare indietro nel tempo. Quello che mi chiedono è sempre la realizzazione di cose personalizzate ed originali, l’handmade è molto apprezzato.

Molti clienti mi dicono “fai tu, mi fido”, ed io lì metto tutta me stessa, non solo la mano ma soprattutto la mente. Al di là dell’aspetto economico, la mia più grande soddisfazione sono i complimenti ed i ringraziamenti per un lavoro che è fatto bene, è piaciuto ed apprezzato. Metto  l’amore e la pazienza in ogni creazione e comunque cerco sempre di migliorare andando alla ricerca di nuovi tessuti e tecniche di realizzo.

Posso realizzare veramente di tutto, il tessile è un settore che ti dà ampio spazio: coordinati personalizzati per camerette, corredini, bomboniere per battesimi, ma anche fiocchi nascita particolari, sacchetti primo cambio, bavaglini, cuscini, copertine e tanto altro.

Dietro una creazione fatta a mano, c’è sempre un’artista che prima pensa alla sua opera, poi la crea e la realizza. Le tue creature come nascono? 

I miei lavori sono dati da un mix di passioni: dall’essere mamma al mio amore per il design; il cucito e la fantasia sono tutto ciò che più mi rispecchia.

Prima di diventare mamma facevi altro nella vita? 

Sono laureata in architettura e ho lavorato in uno studio di progettazione per diverso tempo, poi come ho detto, sono diventata mamma e per scelte familiari, ho lasciato tutto.

Cosa manca alla nostra società che permetta e aiuti le mamme a non abbandonare il lavoro dopo una maternità?

In Italia innanzitutto è necessaria una mentalità più aperta nei confronti delle donne che dopo essere diventate mamme abbandonano mondo lavorativo per mancanza di aiuti. Di sicuro asili più sicuri, più accessibili e meno cari potrebbero essere d’aiuto. Ma anche la legge sulla maternità andrebbe un po’ rivista per incentivare a non abbandonare. Alla fine quello di cui hanno bisogno le mamme è un aiuto in più e questo dovremmo cercare di dare.

Per conoscere meglio Tatiana, le sue creazioni e per contattarla, visita la sua pagina fb


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otto-marzo

OTTO MARZO 2016 IN UMBRIA

Volete passare un otto marzo diverso dal solito, siete stanche delle solite cene e dei soliti festeggiamenti?

Ecco gli appuntamenti pensati per voi, per una festa della donna dedicata alla bellezza e alla riflessione.

MUSEI:
Su iniziativa del Ministero dei Beni Culturali, l’Umbria e il suo Polo Museale, aderiscono alla GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, con ingressi gratuiti in tutti i musei regionali.
Visite guidate e a tema:
Perugia, Ipogeo dei Volumni, alle ore 11:00 e alle ore 16:00, visita guidata a tema La Gorgone e le altre, i volti di divinità ed eroine del Palazzone. Sempre a Perugia, presso il Museo Archeologico Nazionale, ore 16:00 Sposa madre e concubina.
Spoleto, ore 16:00, Museo Archeologico Nazionale, La donna in epoca romana.
Orvieto, ore 10:00 e ore 16:00, Museo archeologico statale, La donna in epoca etrusca.
Gubbio, ore 10:30 e 15:30, Antiquarium del Teatro Romano, Dalla vita quotidiana al mito.

MOSTRE:
A Città della Pieve, per chi volesse vivere questa festa per immagini, mostra fotografica e scultore Mille e una donna;  a Spoleto, presso la Galleria dei Tessuti, a partire dalle ore 18:30, sarà possibile ammirare invece la mostra Migrazioni.

CONCERTI:
Appuntamento musicale a Perugia presso la Sala dei Notari; alle ore 18:30 è in programma l’esibizione “Talenti delle donne. I mille volti della donna in musica”.

SPETTACOLI TEATRALI:
Ingresso gratuito per lo spettacolo teatrale alle ore 21:00 presso l’Aula Magna dell’Università di stranieri di Perugia, Donne mie.


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p'art

LA SUPERMOM DI FEBBRAIO: P’ART, FATTO CON AMORE

… e se diventassi una creatrice di gioielli? Ecco la SuperMom del mese di febbraio.

1) Ciao Paola, il tuo nome d’arte e P’art, ci dici che significa?

Il nome P’art è uscito dopo un brainstorming fatto con mio marito in maniera divertente una sera davanti al pc. P’art Bijoux nè è il risultato e significa l’arte di Paola.

2) Com’è nata l’idea di metterti a realizzare gioielli?
E’ nata in maniera molto causale perché una sera d’estate passeggiavo per un mercatino e sono rimasta affascinata da un anello di swarovski che brillava tantissimo e mi sono detta “Mi piace, ora me lo compro” e quando sono andata a chiedere il prezzo la proprietaria del banchetto, mi ha detto che erano anelli che realizzava a mano e che, se volevo,  mi avrebbe insegnato a farli (naturalmente a pagamento!). Ho accettato la sfida perché mi sembrava una cosa carina da poter regalare alle amiche a Natale e così un pomeriggio in spiaggia mi sono recata da lei che mi ha insegnato a farlo. Dopo 2 ore di lezione in realtà non avevo ancora capito molto su  come infilare aghi e mettere perline ma una volta tornata a casa mi sono organizzata meglio, comprando il materiale giusto (dopo aver sudato mille camice per trovarlo) e studiando sul campo cosa potevo fare e come. Provavo, realizzavo e regalavo alle amiche, fino a quando non sono iniziate ad arrivare richieste vere e proprie, una  catena di passaparola che non si è più fermata ed è nata ‘Part.  Ho cercato di sintetizzare perché la storia in realtà è lunghissima e anche divertente ma non so quanto spazio hai per me…a raccontarlo poi sembra facile  ma in questi anni, per lo meno all’inizio,  è successo di tutto e ti assicuro che ho fatto le capriole. Oggi, dopo 13 anni, sono ancora qui per cercare di soddisfare le richieste delle donne. 

3) Che lavoro facevi prima di diventare un artista del bijoux?
Avevo da pochi mesi lasciato il mio lavoro da commessa in un grande magazzino e avevo appena iniziato a lavorare con mio padre nella sua azienda che si occupa di sicurezza sul lavoro come impiegata a tempo pieno. Ci lavoro ancora oggi, ma con ritmi completamente diversi, sia in funzione della mia famiglia e di mio figlio, sia per questa mia passione artistica.

4) Tu sei anche mamma e, lo sappiamo bene, una mamma che lavora è sempre di corsa. Ci racconti la tua giornata?

La mia giornata inizia correndo, portando mio figlio di 3 anni all’asilo, poi corro in ufficio, dove rimango fino all’ora di pranzo, corro a riprenderlo e stiamo insieme fino alle 15,15 (sbrigando le classiche faccende domestiche nel frattempo). Poi corro in laboratorio fino alle 20,15. Torno a casa , e sempre correndo, mi preparo la cena, qualche faccenda di routine e poi finalmente tempo solo per noi, finché mio figlio non decide di addormentarsi, cosa che non avviene mai a orari normali. Ah…avete notato i “corro” che ci sono nella risposta?

5) Come riesci a conciliare tutto questo con tuo figlio e la famiglia?
Riesco a conciliare tutto con molta tenacia e con l’aiuto dei miei genitori e della babysitter che con grande amore si occupano di mio figlio quando non posso e mi aiutano anche in casa.

6) Cosa manca al nostro Paese per essere d’aiuto e supporto alla maternità di una donna? Che servizi vorresti?
Lavorare part time è di sicuro quello che ogni donna/mamma si auspica  e poi sarebbe bello avere in tutte le grandi aziende degli asili interni per offrire più comodità e meno stress alle mamme costrette in mezzo al traffico per la maggior parte della giornata.

7) Visto le meraviglie che realizzi ci dici cosa fai nel dettaglio e come trovarti?
Io realizzo bigiotteria artigianale soprattutto su commissione, decoro maglie, cerchietti per bimbe, borchio scarpe e tanto altro,  sono aperta a tutto ciò che mi viene richiesto. Nel mio laboratorio si trovano già molte cose realizzate ma sulla base di quelle, posso svilupparne altre in base alle esigenze personali.

Il mio negozio/laboratorio si trova nella zona ind.le di Bastia Umbra (Perugia), in Via delle Industrie 19 al terzo piano di Casa Mariani ed è aperto tutti i giorni dalle 15,30 alle 20,00, per saperne di più e vedere tutte le mie creazioni e restare aggiornati sulle notizie di moda, potete visitare anche la mia pagina Fb, vetrina virtuale di ‘Part.


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BABY BLUES: SINTOMI, CAUSE E RIMEDI.

La nascita di un figlio è un evento straordinario, uno dei più importanti della vita di una donna e di certo il più sconvolgente. Come accade per tutti gli avvenimenti speciali, un carico di emozioni così nuove e di stati d’animo così intensi può essere difficile da gestire. Non è raro per questo, specialmente nei primi giorni dalla nascita del bambino, essere preda di sentimenti contrastanti e sentirsi travolte da uno stato d’animo malinconico. Essendo una condizione molto frequente, e che riguarda la maggior parte delle neo mamme, non deve destare particolare preoccupazione ed è importante sapere che fa parte di un processo del tutto naturale e che tenderà a risolversi man a mano con il passare del tempo.

Quali sono i sintomi?
È da ritenersi del tutto normale per esempio, specialmente nei giorni successivi alla nascita, sentirsi travolte da un’insolita malinconia, e da un sentimento d’inadeguatezza nei confronti del piccolo e del nuovo ruolo di mamma. Essere preda di crisi di pianto e momenti di sconforto e ansia senza che sussista un apparente motivo.

Da cosa dipende?
Le cause sono molteplici e questo stato d’animo può dipendere sia dai naturali scompensi ormonali, sia dalla stanchezza fisica sia un parto porta con sé ed anche la separazione dal bambino che è ora un’entità staccata dalla madre, gioca un ruolo fondamentale.

Cosa posso fare?

È importante per questo cercare fin da subito aiuto e conforto nelle persone vicine, il partner prima di tutto ma anche parenti e amici possono essere un prezioso aiuto per la neo mamma che potrà appoggiarsi a loro per un aiuto pratico ma anche per essere semplicemente ascoltata e capita. Non chiudersi in se stessi e non sentirsi in colpa per questi sentimenti che spesso, e inappropriatamente, vengono giudicati “strani” e “negativi”.
Anche se per i primi periodi il nostro tempo sarà assorbito quasi interamente dal bambino, inoltre, è di grande conforto, riuscire a trovare dei momenti per se, anche solo per un bagno rilassante in santa pace, o per una passeggiata in solitaria.

Quanto dura?
Questo stato che comunemente viene chiamato “baby blues”, costituisce una fase transitoria e tende a risolversi, in maniera quasi naturale man a mano che si entra sempre più nel ruolo di mamma e man a mano che si costruisce il legame con il bambino. Qualora i sintomi siano persistenti e non trovino sollievo o giovamento, da alcun tipo di appoggio o conforto, non esitate a parlarne con il vostro medico ginecologo che saprà indirizzarvi verso la migliore soluzione e ricordate che non si è deboli se si chiede aiuto, anzi è questo il primo passo per sentirci subito meglio.


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