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primi 1000 giorni

1000 GIORNI CHE IPOTECANO IL FUTURO

Oggi siamo lieti di presentarvi una nuova collaborazione della quale andiamo molto fieri: la dott.ssa M. Teresa Garbeglio, già pediatra presso l’Ospedale S. Matteo degli Infermi Spoleto e collaboratrice presso il Centro Medico Giulio Loreti a Campello sul Clitunno, che ci spiega quanto siano importanti per lo sviluppo futuro i primi due anni di vita del bambino.

Si parla molto dei primi 1000 giorni di vita, cioè il periodo che va dal concepimento al secondo anno del bambino, perché studi recenti volti a identificare le cause dell’aumento delle malattie non trasmissibili (obesità, diabete, cardiopatie, ipertensione) nei paesi industrializzati, hanno messo in evidenza l’importanza della nutrizione e dell’ambiente nello sviluppo delle generazioni future e nella possibilità che ogni individuo sviluppi a pieno le proprie potenzialità.

Il rischio di sviluppare malattie non è determinato solo da fattori genetici, ma dipende sensibilmente anche dall’ambiente e in particolare dalla nutrizione. Un regime nutrizionale carenziale o inadeguato può causare variazioni nell’espressione genica con relativi adattamenti che potrebbero essere trasmessi alle generazioni future.

La carenza di determinati nutrienti in epoche precoci della vita (sviluppo intrauterino, periodo neonatale, primi anni) svolgerebbe un ruolo cruciale nel “programmare” numerose funzioni di organi e apparati, rappresentando il principale cofattore ambientale nello sviluppo di patologie nell’età adulta. Se nelle prime epoche della vita, quando gli organi sono in formazione, vengono a mancare nutrienti, avremo problemi di carattere strutturale e/o funzionale negli stessi, in base al periodo in cui si verifica la carenza.

Il feto si adatta alle esigue risorse, riducendo la crescita, ma soprattutto “programmando” il suo sviluppo, sia intrauterino che post natale, come se vivesse in un periodo di carestia, e pertanto non svilupperà completamente le proprie potenzialità. Tale stato carenziale si ripercuoterà alle generazioni che a lui seguiranno.

Il suo sviluppo non è determinato solo dal DNA, ma da una complessa interazione del patrimonio genetico con l’ambiente. L’Epigenetica è la scienza che studia queste interazioni. Un esempio paradigmatico sulla criticità dei primi mille giorni, finestra di opportunità per avviare strategie preventive, è rappresentato dall’obesità. Per decenni l’Obesità infantile è stata affrontata limitandosi a interventi dietetici prevalentemente in età scolare e adolescenziale. Oggi l’attenzione è spostata su epoche più precoci della vita, adottando un nuovo approccio al problema.

Si è visto che nel corso dei primi due anni di vita, il tasso di proteine assunte con gli alimenti, sia qualitativo che quantitativo, comporta ricadute a medio e lungo termine. L’eccessiva introduzione di proteine nel lattante e nel bambino di prima infanzia è stato imputato nella multifattoriale eziopatogenesi dell’obesità che si manifesta in epoche successive della vita.

Con meccanismo adipogenico sequenziale l’elevato intake proteico (>15% delle Kcal. Tot) incrementerebbe i livelli plasmatici e tissutali di aminoacidi insulinogeni, la produzione di insulina e di IGF1 e il numero di preadipociti che in epoche di vita successive all’alimentazione complementare (2-3 anni), in corso di errori alimentari, indurrebbero i preadipociti (aumentati di numero) a infarcirsi di grasso e trasformarsi in adipociti. Una dieta adeguata può ridurre il volume degli adipociti, ma non il numero (facilitando la tendenza alle recidive). Ecco perché nei primi due anni del bambino l’assunzione di proteine non deve essere abolita, ma soltanto ridotta.

L’assunzione dei grassi invece, nei primi due anni di vita, non sembra ipotecare sfavorevoli indici di adiposità, ma essere utile in questo periodo ad elevato fabbisogno energetico.

Ancora una volta viene ribadita l’importanza dell’allattamento materno fino ai sei mesi di vita del bambino perché è l’alimento naturale, specie-specifico, viene considerato un sistema biologico dinamico e inimitabile, in grado di soddisfare le esigenze nutritive e metaboliche del neonato/lattante. Riduce morbosità e mortalità, protegge dalle infezioni e dall’obesità. L’allattamento materno è fondamentale sia per lo sviluppo fisico che psicologico del bambino. Il contenuto proteico del latte materno è inferiore a quello del latte di formula e del latte vaccino, quest’ultimo è comunque sconsigliato prima dell’anno di vita, anche per il ridotto apporto di ferro.

Questi 1000 giorni così importanti devono essere vissuti più serenamente possibile in un ambiente accogliente, gradevole, pulito e sicuro anche da un punto di vista igienico. Eccessiva rumorosità, illuminazione, freddo, umidità, possono influire negativamente sul sano sviluppo del bambino. È fondamentale la presenza del padre o di familiari per un sostegno affettivo alla mamma.

La donna deve seguire una dieta equilibrata e completa dal concepimento e fino a tutta la gravidanza, astenersi dal fumo e dagli alcolici, da droghe e da tutte quelle sostanze che possono danneggiare il nascituro.

Ricordiamo sempre che il domani lo prepariamo oggi!

dott.ssa GarbeglioLa dott.ssa M. Teresa Garbeglio è Medico Chirurgo, Pediatra, Dirigente Medico I° livello U.O. Pediatria “Ospedale S. Matteo degli Infermi” Spoleto, iscritta all’Albo dei Medici Chirurghi della provincia di Perugia (n° 2852).


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