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VIAGGIARE CON UN NEONATO: LE METE MIGLIORI PER LA SIN

Torniamo a parlare di neonati e viaggi, grazie ai preziosi consigli della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Dopo aver parlato dei mezzi di trasporto confrontandoli tra loro, parliamo oggi delle migliori mete.

In realtà non c’è grande differenza sulla tipologia del luogo da scegliere: mare, montagna o campagna vanno tutti bene per trascorrere le vacanze con un neonato di poche settimane. Nel caso di una località di mare è fondamentale garantire al neonato le condizioni climatiche più adatte. Ciò si traduce principalmente in uscite nelle ore più fresche, la permanenza in ambienti temperati e arieggiati e nel non essere mai esposto direttamente ai raggi solari, soprattutto nelle ore centrali della giornata. I neonati sono, infatti, particolarmente vulnerabili in caso di temperature elevate e sono fortemente a rischio di disidratazione, rilevabile attraverso una scarsa emissione di urine secchezza delle mucose, l’avvallamento della fontanella anteriore,  irritabilità o sopore e, talvolta, l’alterazioni della temperatura corporea. Una corretta dieta lattea, soprattutto se attuata con latte materno, soddisfa tutti i bisogni non solo calorici, ma anche di liquidi necessari a mantenere un adeguato equilibrio idroelettrolitico del neonato. Non occorre quindi somministrare acqua o tisane. Anzi, nel caso lo si vedesse inquieto, è preferibile proporgli il seno più frequentemente. Prudenza vuole che sia meglio evitare i luoghi troppo isolati o troppo affollati, scarsamente sicuri per il bebè, dove può essere molto difficile ricorrere, se ce ne è bisogno, al consulto di un pediatra. L’ideale è scegliere spiagge “a misura di bambino”, stabilimenti ben attrezzati per la tranquillità dei genitori e la salvaguardia dei piccoli.

E per quanto riguarda la montagna? Anche qui sono necessarie delle precauzioni nella scelta delle mete. Le temperature sono ideali per i neonati, essendo in alta quota più miti che in città. Tuttavia, è preferibile che non si tratti di periodi troppo brevi: potrebbero insorgere delle difficoltà dovute ai fisiologici adattamenti richiesti dal cambio di altitudine e dunque di pressione atmosferica. Altezze elevate (superiori a 2000/2500 mt) sono comunque sempre sconsigliabili, così come effettuare passeggiate troppo lunghe e impegnative con bambini di poche settimane troppo lunghe ed impegnative passeggiate. Per le passeggiate dovrà essere sempre scelto un supporto adeguato, che sia ergonomico.

La campagna, infine, è la destinazione ideale: il bambino, che dorme ancora per la maggior parte del tempo, ha bisogno di un ritmo regolare e la campagna offre un clima temperato e tutta la calma che si possa desiderare, evitando se si può aree in prossimità di stagni e stalle, nelle quali vi sia una concentrazione eccessiva di insetti così detti “ematofagi”  (cioè che si nutrono di sangue) quali zanzare e pappataci, potenziali portatori di malattie anche gravi.

Una volta arrivati nel luogo prescelto è bene accertarsi che tutto ciò che ci circonda sia attrezzato e a misura di bambino.  La conoscenza della disponibilità di pediatri, farmacie, guardia medica e tutto quello di cui potremmo avere improvvisamente bisogno per dei piccoli inconvenienti che possano presentarsi durante il soggiorno può donare più tranquillità ai genitori.

L’ambiente in cui viviamo col neonato, che sia appartamento oppure albergo, deve essere igienicamente conforme ad accoglierlo e non deve essere ne’ troppo caldo, ne’ troppo freddo . A tal proposito dobbiamo ricordarci di fare un uso consapevole del condizionatore domestico.  Non è controindicato, ma è importante adottare  alcune precauzioni, quali la pulizia dei filtri prima dell’utilizzo dopo una lunga pausa; la temperatura, come già detto, dovrebbe essere mantenuta non molto inferiore  a quella esterna e comunque non inferiore a 22-23 gradi; è importante non dirigere le bocchette dell’aria direttamente sul bambino, ma indirizzarle verso l’alto. Il condizionatore non solo rinfresca, ma deumidifica l’aria riducendone il contenuto di vapore acqueo. Attenzione dunque a non ridurre eccessivamente l’umidità, cosa che potrebbe comportare una secchezza eccessiva delle mucose. Anche i locali climatizzati vanno arieggiati più volte al giorno, specie dove soggiornano i neonati/bambini, per evitare l’accumulo di sostanze inquinanti. Ricordarsi infine nella programmazione del periodo di vacanza, di valutare bene i tempi per le vaccinazioni obbligatorie, evitando così di non ritardare di troppo le date indicate e rispettare le relative scadenze.


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LE VACANZE IN GRAVIDANZA: FALSI MITI DA SFATARE

Si sa che il periodo della gravidanza è di per sè piuttosto delicato: mille dubbi, mille paure. Anche andare in vacanza diventa un problema. E allora, che fare? Restiamo tappate in città? Neanche per idea! Alcune paure hanno fondamento di verità, altre sono solo parzialmente vere ed altre sono veri e propri falsi miti, da sfatare per vivere serenamente anche questo periodo di ricarica.

Niente montagna in gravidanza!

Si e no: dipende!

Bisogna far attenzione a non fare troppi sforzi e a non salire più di 2000 metri, nel caso dell’ultimo trimestre restare sotto i 1400, in quanto in questo momento ci vuole un buon apporto di ossigeno alla placenta. Da evitare anche le salite troppo rapide. Per il resto non c’è nessuna contro indicazione in nessuna delle fasi della gravidanza. Anzi, l’aria pura e le camminate (con moderazione!) possono dare un’iniezione di forze alle future mamme. Da ricordare: la protezione! I raggi solari colpiscono forte in montagna

Al mare? Ma poi ti riempi di macchie!

No!

Abbiamo già parlato del sole con il pancione. Una volta debitamente protette, le passeggiate sul bagno asciuga sono un tocca sana per la circolazione mentre la presenza dello iodio stimola il metabolismo.

Non si vola in gravidanza!

No!

Anzi nel primo trimestre è certamente il mezzo più adatto! Possono esserci problemi solo per i voli particolarmente lunghi, così come avviene normalmente anche se non si è incinte! Concentriamoci sui voli a breve o medio raggio avendo l’accortezza di camminare nella cabina ogni volta che si può e se ne ha l’esigenza. Restrizioni al volo da parte delle compagnie si possono avere nelle ultime settime.

Niente paesi tropicali!

Si!

Anche nel caso di mamme particolarmente sprint, in gravidanza è bene evitare paesi in cui i rischi infezioni siano elevati, così come si devono evitare mete che richiedono vaccinazione.

Niente viaggi lunghi in auto!

Ni!

Due sono i pericoli dei viaggi in auto. Nel primo trimestre si corre il rischio di un eccessiva stimolazione dovuta agli scossoni. Crescendo la pancia diventa, invece, piuttosto scomodo rimanere tante ore seduti. Non è però vietato andare in auto, se si ha l’accortezza di moderare la velocità e fermarsi molto spesso, soprattutto quando il pancione cresce.

 

In generale, il periodo delle vacanze deve essere sfruttato per avere un po’ di ristoro prima della fatica del parto e dei primi mesi. Il periodo ideale per partire resta il secondo trimestre quando anche gli ormoni ci fanno sentire delle wonder woman. Prima di partire è bene ricordarsi di portare via la cartellina con le analisi e le ecografie, un piccolo kit di farmaci per emergenze che sappiamo possiamo prendere anche in gravidanza (importantissimo soprattutto se ci rechiamo in un paese straniero) e i recapiti di un ospedale vicino a dove


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