Tag Archives : Maternità

festa della mamma

REGALIAMO UN LIBRO PER LA FESTA DELLA MAMMA

Questo post è un… messaggio subliminale per tutti i papà in ascolto che volessero aiutare i propri figli nella scelta del regalo giusto per la Festa della Mamma. Uomo avvisato, mezzo salvato!

Cosa regalare per la Festa della Mamma?

Beh di desideri da soddisfare ce ne potrebbero essere tanti: dal bagno caldo in santa pace, a quell’ora rubata per andare dal parrucchiere! Ma anche dormire qualche ora filata per notte potrebbe andar bene, o il non dover affrontare continuamente imprevisti ed emergenze. Purtroppo, però, nessuno di questi “doni” si acquista. A volte cade dal cielo senza preavviso, altre è un miraggio che pare irraggiungibile; per questo, allora, per la Festa della Mamma, ci vogliono altre idee, più materiali ma ugualmente speciali, perché fatte con il cuore.

Per la Festa della Mamma perché non regalare un libro, da leggere insieme, o da donare per farla sorridere ma anche riflettere, in ogni caso per dirle “Ti voglio bene“?

Abbiamo selezionato un pò di titoli per voi. Ecco tre libri che sono delle vere e proprie perle, con messaggi profondi che scalderanno il cuore di ogni mamma, ne siamo certi.

LA MAMMA di Mariana Ruiz, Ed. Kalandraka Italia, per la collana I libri per sognare. Un libro bellissimo, poetico, con poche parole d’effetto e immagini stupende. Da regalare alla propria mamma e da sfogliare e leggere con lei. Un libro che è anche un quadro.

URLO DI MAMMA di Jutta Bauer, ed. Nord Sud, che racconta in maniera spiritosa, attraverso la storia di un pinguino e della sua mamma, le mamme di oggi, prese tra mille impegni e preoccupazioni; sotto stress e sempre più ansiose per la paura di non farcela e per la stanchezza che soccombe e che alla fine “sbottano”, urlando, e con l’urlo arrivano tutte le conseguenze del dopo.

CUORE DI MAMMA, perfetto per commuoversi insieme.

Per le mamme che vogliono riderci su!

Per farla ridere un po’, invece, potete puntare su un manuale di maternità, purché sia semiserio. D’altronde sdrammatizzare è il primo segreto per rendere tutto più semplice e questo una mamma lo sa bene (ma vale sempre la pena ricordarglielo).

QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO, di Chiara C. Santamaria, ed. BUR.

AMORI DI MAMMA UN #@**%!,di Karen Alperti, ed. Giunti, esilarante e senza peli sulla lingua!

Se vi piace più l’idea del diario, perché parla di un’esperienza reale e la mamma in questione è pure sopravvissuta per raccontarla, allora scegliete:

NONSOLOMAMMA. DIARIO DI UNA MAMMA ELASTICA CON DUE HOBBIT, UN MARITO PART-TIME E UN LAVORO A TEMPO PIENO, di Claudia Elasti De Lillo, ed. TEA.

MAMMA NON SI NASCE di Serena Sabella, ed. Red

Per le future mamme.

Se la mamma in questione è in attesa allora è perfetto NOVE MESI. DIARIO SEMISERIO DI UNA GRAVIDANZA, di Erika Mariniello e Cristiana Mariani, ed. Giaconi. Oppure UNA MAMMA GREE. CRESCERE UN FIGLIO SENZA INQUINARE COME UNA PETROLIERA, di Silvana Santo, ed. Giunti.

Per le mamme sempre di corsa.

Perché non puntare su un aiuto per organizzare meglio l’agenda e la vita? Con i mille impegni di una mamma ce n’è sempre bisogno!
MAMMA PLANNER. COME ORGANIZZARE AL MEGLIO LA GIORNATA, riuscire a fare tutto e avere più tempo per te!, di Adriana Fusè, ed. Gribaudo.

MAMMA CHE AGENDA, di Enrica Michelon, ed. Panda.

Infine due piccoli tascabili che sono delle vere chicche.

MAMMABOLLITA. BOLLE DI BUONUMORE PER MAMME IMPERFETTE, edito da Mondadori e di cui già vi avevamo parlato.

KEEP CALM PER MAMME di E. Tassi, ed. Kowalski, frasi, citazioni, proverbi e consigli, uno per pagina, da leggere e rileggere.


Continue Reading
Vanille Petites Bijoux

LA SUPER MOM DI MARZO: VANILLE PETITES BIJOUX

Dopo un periodo di pausa eccoci di nuovo con la rubrica mensile dedicata alle SUPER MOM. Donne, diventate mamme, che hanno saputo reinventare se stesse e il proprio lavoro, dimostrando che la nascita di un figlio è, oltre che una gioia, sempre un’opportunità.

Oggi conosciamo Laetitia e i suoi bijoux golosi a cui è impossibile resistere.

Ciao Laetitia, ci racconti di te e di come sei arrivata a Vanille Petites Bijoux?

Ciao! Mi chiamo Laetitia  ed ho 43 anni.
Che dire di me?! Ho iniziato a lavorare sin da ragazzina, ho fatto un po’ di tutto ma il mio lavoro principale per 20 anni è stato quello di venditrice/vetrinista, fino a diventare responsabile e tutor del personale. Poi tutto è cambiato quando sono diventata mamma di un dolcissimo bimbo, Matteo, che ora ha sei anni. La mia azienda stava facendo dei tagli al personale ed io sentivo il bisogno di qualcosa di diverso per me e per la mia famiglia, così  mi sono fatta coraggio, ed ho iniziato questo nuovo percorso, realizzando bijoux  sino ad arrivare a Vanille Petites Bijoux.

Come nascono le tue creazioni?

Sicuramente nascono dalla passione che ho per tutto quello che è miniatura, oggetti piccoli, carini e kawaii. Ma la scoperta delle paste polimeriche è stata la carta vincente perché, grazie ad esse, ho potuto realizzare ciondoli e miniature da montare su collane, braccialetti e creare tanti accessori rivolti soprattutto ai più piccolini, ma che piacciono tanto anche alle mamme. Creare qualcosa partendo da un panetto di fimo, modellarlo, cuocerlo e poi vederlo indossato, ti rende felice! Perché non è solo montare una creazione, ma realizzarla per intero.

Un lavoro creativo è quasi sempre un lavoro che ti porta spesso fuori da casa. Come concili questo con il tuo ruolo di mamma?

Non è sempre stato facile. In questo mi ha aiutata molto mio marito, soprattutto all’inizio quando mio figlio era molto piccolo. Ma devo dire che con il tempo ho imparato a coniugare le due cose e quindi riesco a dedicare gran parte della giornata a mio figlio, lavorando da casa. Poi, quando sono fuori per fiere e mercatini, c’è il papà!

Un lavoro creativo è anche un lavoro in continua evoluzione. Che progetti hai per il futuro?

Sicuramente quello di migliorare la mia tecnica facendo dei corsi, sperimentando nuove tecniche e usando materiali diversi. Ho in mente una serie di eventi a cui partecipare e poi, beh, c’è il sogno di un laboratorio tutto mio.

Diventare madre è sempre un’opportunità, perché arricchisce le doti che ogni donna ha dentro di se, peccato che molti non la vedano e la comprendano. Cosa vorresti dire oggi al tuo ex datore di lavoro?

Ci sarebbero moltissime cose da dire, ma non solo al mio ex datore di lavoro. In primis quello di non vedere i propri dipendenti come numeri, ma come persone e di considerare il fatto, che diventare madre non toglie nulla, ma anzi ti arricchisce. Ho visto molte mamme, tornare al lavoro dopo la nascita dei loro pargoli ancora più cariche e motivate, ma questo non sempre viene colto.

Per contattare Laetitia andate a visitare il suo profilo Faceebook o Instagram.

Se anche tu vuoi essere una Supermom e vuoi raccontarci la tua storia, non esitare a scriverci: potresti essere tu la protagonista del prossimo mese!


Continue Reading
9 mesi

“9 MESI” DIARIO SEMISERIO DI UNA GRAVIDANZA

La gravidanza, con i suoi nove mesi, è un momento molto delicato nella vita di una donna. Il corpo si trasforma, gli ormoni impazziscono dentro di noi, le ansie e le paure prendono il sopravvento, in più il “non sapere”, ci fanno sentire inadeguate al nuovo ruolo. Per affrontare tutto ciò e per non dimenticare la bellezza e la specialità di questo momento, perché non riderci su? Erika Mariniello l’ha fatto, ed insieme alla sua amica “la Cri” ha scritto un diario a quattro mani su questi sconvolgenti, ma indimenticabili nove mesi. Noi siamo andati a conoscerla per voi.

9 mesi: conosciamo le autrici

Ciao Erika, prima di raccontarci del tuo libro, parlaci un po’ di te come donna e come mamma. Come si amalgamano queste due figure?

Ciao Umbria for mummy e ciao a tutte le sue lettrici. Descriversi è sempre un po’ complicato. Per fortuna ci ha pensato la mia migliore amica (una delle due, lo sottolineo se no Emanuela si offende) Cristiana, la persona con cui ho scritto “9 mesi”. Sulla quarta di copertina del libro abbiamo pensato di descriverci a vicenda. Secondo Cristiana come donna sono una che ha carattere, sono curiosa e intraprendente. A questo aggiungo qualche difetto: sono una donna sempre iper impegnata, a volte un po’ troppo esigente e con un senso del dovere forse eccessivamente spiccato. Come mamma sono il contrario di quello che pensavo di essere: per nulla apprensiva, poco agitata e piuttosto paziente. E’ un ruolo in cui pensavo di calarmi completamente, invece, nonostante la nascita di mia figlia, ho ricercato fin da subito di riprendere in mano la mia vita e di non lasciar perdere le mie ambizioni e le mie passioni che mi caratterizzano da sempre. E’ d’obbligo parlare anche di Cristiana, mia amica dai tempi dell’università, giornalista di professione come me, spalla su cui negli anni ho riversato tutto, dalle preoccupazioni alle esperienze felici. Non potevo non condividere con lei anche i 9 mesi di gravidanza!

Come è nata l’idea del libro diario e perché hai sentito il bisogno di scriverlo?

Come tutte le belle idee, “9 mesi” è nato per caso. Alla base di tutto c’è una profonda amicizia come vi anticipavo. Con Cristiana, conosciuta sui banchi dell’Università, ho condiviso di tutto in circa 10 anni di intensa frequentazione. Appena sono rimasta incinta lei è stata la persona con cui ho condiviso dubbi, domande, momenti, perplessità. Vivere la gravidanza per una come me che pensa sempre troppo non è stato facile. Avere un compagno accanto come Simone, il mio fidanzato, è stato bellissimo, ma condividere questo momento con un’amica, non ancora madre, è stato il modo più facile per superare tante paure. Abbiamo iniziato a scriverci mail e messaggi, “9 mesi” è nato così, scritto a quattro mani proprio durante la mia gravidanza. Scritto in modo ironico perché io e “la Cri” (come la chiamo sempre io, da brianzola di nascita) amiamo scherzare sulla vita e prenderci poco sul serio.

Non vogliamo la trama completa per non rovinare la sorpresa, ma qualche anticipazione ce la dai?

Ovvio che sì. Vi anticipo che “9 mesi” è un diario a tratti anche illustrato e con qualche spazio per gli appunti delle “quasi” mamme o delle mamme che sono al secondo, terzo, quarto… figlio. E’ un insieme di pensieri veri, tutte esperienze realmente vissute e raccontate con il sorriso. Quaranta settimane e poco più di momenti vissuti e raccontati con ironia da due amiche, una “quasi” mamma alla sua prima esperienza da e una “quasi” zia, lontana anni luce dal pensiero di diventare madre.

Ci sembra che “9 mesi” sia un libro adatto a tutte, a chi mamma lo vuol diventare, a chi lo è appena diventata ed anche alle più veterane. Pensi che la maternità forse sia presa troppo sul serio?

La prima ad aver preso troppo sul serio la gravidanza forse sono stata proprio io. Ho aspettato 33 anni prima di provare a diventare madre e come specifico nel libro sono sempre stata molto, molto attenta. Poi quando sono diventata mamma ho capito di aver fatto benissimo a prendere questa cosa sul serio. La consapevolezza in un passo così importante è d’obbligo, ma come speriamo di trasmettere io e Cristiana nel libro, l’ideale è vivere i nome mesi che anticipano il vero cambiamento della vita, in modo semplice, sereno e divertente, come poi entrambe amiamo trascorrere la vita. Sì, hai detto bene questo libro è adatto un po’ a tutte: a chi sta per diventare madre queste pagine servono come accompagnamento in questo momento bellissimo; chi ha già vissuto l’esperienza può ricordarla leggendo questi “9 mesi”; chi ha fatto questo passo più volte o molto tempo fa, magari può tornare a pensarci su!

Cosa servirebbe oggi ad una mamma per vivere il suo ruolo in maniera più spontanea e, permettimi il termini, anche più spensierata?

Per me servirebbe non sentirsi troppo mamme. Non me ne voglia nessuno, ma essere mamma non preclude o esclude la possibilità di essere donna, compagna, di avere dei sogni e di perseguirli. Recentemente un’amica, Marzia, mi ha detto una cosa bellissima, più o meno così: “sei un esempio, nonostante tu sia madre porti avanti comunque i tuoi sogni, fai bene! Da quando sono diventata madre non ho smesso un attimo di lavorare, di realizzarmi. Sono una giornalista e mi occupo principalmente di viaggi e turismo e nonostante non sia facile, ho sempre cercato e cerco tutt’ora di fare quello che mi rende felice, anche viaggiare per lavoro ed essere impegnata. La spensieratezza è fondamentale per vivere bene i momenti che si riescono a passare coi figli. Anche se sembra una frase fatta vi assicuro che non lo è, l’importante secondo me è curare la qualità del tempo in cui si è madri e in cui si è donne. Essere donne è fondamentale nello stesso modo dell’essere madri, mogli o compagne.

Da quando sei mamma quali sono le aspettative che avevi e su cui ti sei dovuta ricredere?

Come dicevo prima mi sono riscoperta tutta un’altra madre rispetto a quella che pensavo di essere. Devo dire la sincera verità essere madre è difficile, faticoso e a volte molto più complicato delle aspettative, soprattutto con pochi aiuti e un lavoro da freelance. Nonostante tutto mi sento talmente appagata e felice di questa esperienza che la fatica e le preoccupazioni passano in secondo piano. Forse l’ideale, come in tutte le cose, sarebbe non farsele proprio le aspettative. Vada come vada rimane comunque il ruolo più bello da vivere nella vita.

Ora ti chiediamo un messaggio tutto per le nostre lettrici. Cosa vorresti dire alle nostre mamme?

Vorrei dirvi di sorridere, di vivere la gravidanza in modo felice. Non è vero che vi mancherà la pancia (lo dicevano sempre a me e in realtà sto benissimo senza). Non è vero che i dolori del parto si dimenticano (anzi, eppure superarli fa sentire davvero delle grandi donne). Quello che vorrei dire alle mamme è: “sentitevi importanti, camminate a testa alta e cercate di pensare al meglio per i vostri figli ma anche per voi stesse. Avete partorito o lo farete presto, non c’è niente di più bello e di più entusiasmante; sentitevi  forti ma non prendetevi troppo sul serio, anche e soprattutto come madri potete e dovete sbagliare”.

Aggiungo che vorrei ringraziare di cuore Cristiana, autrice insieme a me di “9 mesi”. La ringrazio per esserci sempre e per avermi accompagnato nella scrittura di questo libro che dà grandi soddisfazioni. Sono contenta anche che Simone Giaconi, editore marchigiano che non conoscevo, ci ha permesso di far diventare questa idea una realtà concreta e tangibile. Poi, se posso, ringrazio anche Simone che mi ha permesso di diventare madre e la mia di madre perché se non fosse stato per lei e per il suo sostegno forse “9 mesi” sarebbe ancora chiuso in un cassetto.

Se volete conoscerla meglio e saperne di più, Erika presenta il suo libro venerdì 24 febbraio a Gubbio, ore 18:15 presso la Biblioteca Comunale, Sala ex Refettorio, in Via Fonte Avellana 8.

Potete acquistare il libro di Erika  sul sito dell’editore e su Amazon.

Post scritto in collaborazione con Mammemarchigiane.


Continue Reading
Tattyart

SUPER MOM DI APRILE: TATTYART, TRA STOFFE E BOTTONI

Ciao Tatiana, sei mamma di tre figli e questo già da solo è un bell’impegno, però tu sei anche altro, ce lo racconti? 

Eccomi… sono Tatiana, nome d’arte Tattyart, ho 48 anni e sono mamma orgogliosa di tre figlie, Valentina ha 21 anni, Anna 20 e Jessica 11. Da qualche anno mi sono appassionata al cucito creativo dedicato ai bambini ed oggi divido la mia giornata tra stoffe, bottoni, nastri, fiocchi e il mio mestiere di mamma.

Gestire una giornata da mamma che lavora, sappiamo non è semplice. Come ti organizzi e chi ti aiuta in questo ménage? 

Fare la mamma è il mestiere più bello e difficile del mondo. La mia giornata inizia prestissimo e di corsa. Accompagno le bambine a scuola e prima di rientrare mi dedico alla spesa. Poi mi tuffo nel mio mondo creativo. Il pomeriggio è completamente assorbito dal mio ruolo di mamma: tra i compiti e gli impegni delle mie figlie, specialmente la più piccola, non mi resta tempo per me. Non avendo nonni e parenti vicino è  un pò difficile gestire famiglia e lavoro ma con un pizzico di organizzazione, e tanta passione, niente è impossibile…anche correre alla fine diventa un’abitudine.

Come nasce questa passione e come si è trasformata in un lavoro?

La passione nasce da piccolina; la mia mamma era sarta e vedendola come cuciva ho imparato anche io. Ho realizzato sempre le cose a mano, facevo maglia, uncinetto e ricamo. Prima di diventare madre avevo un lavoro che con la nascita delle mie figlie ho dovuto lasciare. Mi sono dedicata completamente alla famiglia, felicemente, ma man a mano che loro crescevano, sentivo il bisogno di uno spazio tutto mio e quindi son tornata tra le mie creazioni. Un giorno ho provato a realizzare alcuni fiocchi nascita per le mie amiche e da allora non mi sono più fermata. Ora, oltre a essere  mamma, sto finalmente facendo qualcosa che mi dà soddisfazione, che mi diverte, svaga e tranquillizza, mi ritrovo stanca ma felice. Ogni giorno per me è una nuova sfida e mi offre la possibilità di migliorare me stessa, ed ho un sogno nel cassetto che mi impegno per far diventare realtà: prima o poi questo mio hobby sarà un vero e proprio lavoro…lo prometto a me stessa.

Cosa ti chiedono i tuoi clienti? Cosa piace di più? E cosa puoi realizzare tu per loro? 

Adoro i mie clienti… mamma e bimbo è un mondo felice, pieno di gioie ed emozioni, che mi fa tornare indietro nel tempo. Quello che mi chiedono è sempre la realizzazione di cose personalizzate ed originali, l’handmade è molto apprezzato.

Molti clienti mi dicono “fai tu, mi fido”, ed io lì metto tutta me stessa, non solo la mano ma soprattutto la mente. Al di là dell’aspetto economico, la mia più grande soddisfazione sono i complimenti ed i ringraziamenti per un lavoro che è fatto bene, è piaciuto ed apprezzato. Metto  l’amore e la pazienza in ogni creazione e comunque cerco sempre di migliorare andando alla ricerca di nuovi tessuti e tecniche di realizzo.

Posso realizzare veramente di tutto, il tessile è un settore che ti dà ampio spazio: coordinati personalizzati per camerette, corredini, bomboniere per battesimi, ma anche fiocchi nascita particolari, sacchetti primo cambio, bavaglini, cuscini, copertine e tanto altro.

Dietro una creazione fatta a mano, c’è sempre un’artista che prima pensa alla sua opera, poi la crea e la realizza. Le tue creature come nascono? 

I miei lavori sono dati da un mix di passioni: dall’essere mamma al mio amore per il design; il cucito e la fantasia sono tutto ciò che più mi rispecchia.

Prima di diventare mamma facevi altro nella vita? 

Sono laureata in architettura e ho lavorato in uno studio di progettazione per diverso tempo, poi come ho detto, sono diventata mamma e per scelte familiari, ho lasciato tutto.

Cosa manca alla nostra società che permetta e aiuti le mamme a non abbandonare il lavoro dopo una maternità?

In Italia innanzitutto è necessaria una mentalità più aperta nei confronti delle donne che dopo essere diventate mamme abbandonano mondo lavorativo per mancanza di aiuti. Di sicuro asili più sicuri, più accessibili e meno cari potrebbero essere d’aiuto. Ma anche la legge sulla maternità andrebbe un po’ rivista per incentivare a non abbandonare. Alla fine quello di cui hanno bisogno le mamme è un aiuto in più e questo dovremmo cercare di dare.

Per conoscere meglio Tatiana, le sue creazioni e per contattarla, visita la sua pagina fb


Continue Reading
antonella-tucci

UNA SUPER MAMMA IN BICICLETTA

Dopo la Fata Pasticciona, per la rubrica Super Mom. continuiamo a parlarvi di tutte quelle mamme che si sono sono reinventate dopo la maternità. Oggi abbiamo ospite Antonella Tucci di Gira l’Umbria, un nuovo modo di visitare e vivere l’Umbria in modo slow, cioè a piedi o in bicicletta, su strade secondarie, sentieri e piste ciclabili.

Ma iniziamo a conoscere Antonella: chi eri e cosa facevi prima di diventare mamma?  Prima di diventare mamma ho studiato all’Università (a Pisa e un master a Bologna) e ho fatto vari lavori: attività rivolte all’infanzia per associazioni e cooperative sociali, attività di educazione ambientale, insegnamento in una scuola privata.

Come nasce l’idea di Gira l’Umbria e come è stata influenzata dal tuo essere mamma? “Gira l’Umbria” è arrivata 5 anni fa, in un momento in cui ero disoccupata. L’idea in realtà non è nata da me ma l’ho sposata in pieno e fatta mia. Inizialmente questo progetto era gestito da una piccola cooperativa in cui sono stata invitata ad entrare. Una volta analizzati costi e fatturati ho capito che era un’attività che, almeno nella fase iniziale, non poteva essere portata avanti da tre persone. Visto che il progetto era fermo mi sono proposta di acquistare le biciclette di “Gira l’Umbria” e ho fatto mio il progetto creando una ditta individuale. Una volta presa la decisione di dar vita ad un’attività tutta mia e  fatti gli accordi per il passaggio delle consegne…sono rimasta incinta e un mese prima di partorire mia figlia Serena, ho aperto la partita IVA. Inevitabilmente mia figlia appena nata e mio figlio Nicola nato 3 anni dopo, hanno condizionato il mio modo di lavorare: ho deciso di lavorare da casa e crearmi un ufficio in una stanza, ho deciso di proporre attività turistiche vicine alla mia famiglia. Alcuni miei colleghi lavorano fuori casa, in altre regioni, dormendo fuori anche per una settimana: per me è impossibile con due bambini piccoli.

Anche per questo una parte delle attività che propongo sono rivolte a famiglie con bambini di varie fasce d’età: ancora più di prima, capisco e vivo l’esperienza di andare in vacanza con i bambini.

Riesci a coinvolgere altre mamme nel tuo lavoro? Moltissimo! Collaboro con tante piccole realtà come la mia e quasi tutte sono state create e vengono portate avanti da donne che sono anche mamme, per cui tutte le nostre riunioni iniziano facendo un resoconto di influenze, capricci, problemi pratici da risolvere: ci diamo molti consigli, dato che viviamo tutte le stesse problematiche. Il mio lavoro è stagionale (e si lavora molto quando le scuole sono chiuse), spesso senza orario, spesso non programmabile per cui ci sono tante cose da organizzare prima di iniziare a lavorare  e i consigli su “come fare” sono sempre ben accetti. Fondamentale è anche la collaborazione con il mio compagno che mi sostiene e mi dà un grande aiuto nel mio lavoro e con i bambini.

Cosa ti piace soprattutto di quello che fai e cosa vorresti cambiare? Mi piace il fatto che è molto creativo e per niente monotono dato che mi occupo di tutto, dall’organizzazione, alla promozione al servizio ai turisti vero e proprio. In più  è anche molto vario perché segue la stagionalità: in ogni periodo c’è un lavoro diverso da fare. Lavorare in proprio è molto bello perché si dà vita al PROPRIO lavoro seguendo istinto e interessi. Certo a volte lavorare con le persone è molto faticoso: ogni “ospite” desidera vivere un’esperienza unica e riuscire a realizzare questo richiede un grande sforzo. Inoltre a volte desidererei un po’ più di regolarità negli orari, per gestire al meglio i bambini, oltre al fatto che gestirsi tramite partita IVA  è molto “costoso” , ci sono pochissime tutele e mi piacerebbe poterne avere di più.  In ultimo, in Italia c’è una grande caos legislativo per quanto riguarda il turismo: si sovrappongono norme europee a norme nazionali e regionali. Ci sono troppe regole ma pochi le rispettano e nessuno (o quasi) controlla, per cui si crea una concorrenza sleale.

Ringraziamo Antonella di averci parlato di lei e del suo lavoro che la rende una mamma un po’ speciale. Se anche voi volete raccontare la vostra storia, contattateci a umbriaformummy@gmail.com


Continue Reading
baby-blues

BABY BLUES: SINTOMI, CAUSE E RIMEDI.

La nascita di un figlio è un evento straordinario, uno dei più importanti della vita di una donna e di certo il più sconvolgente. Come accade per tutti gli avvenimenti speciali, un carico di emozioni così nuove e di stati d’animo così intensi può essere difficile da gestire. Non è raro per questo, specialmente nei primi giorni dalla nascita del bambino, essere preda di sentimenti contrastanti e sentirsi travolte da uno stato d’animo malinconico. Essendo una condizione molto frequente, e che riguarda la maggior parte delle neo mamme, non deve destare particolare preoccupazione ed è importante sapere che fa parte di un processo del tutto naturale e che tenderà a risolversi man a mano con il passare del tempo.

Quali sono i sintomi?
È da ritenersi del tutto normale per esempio, specialmente nei giorni successivi alla nascita, sentirsi travolte da un’insolita malinconia, e da un sentimento d’inadeguatezza nei confronti del piccolo e del nuovo ruolo di mamma. Essere preda di crisi di pianto e momenti di sconforto e ansia senza che sussista un apparente motivo.

Da cosa dipende?
Le cause sono molteplici e questo stato d’animo può dipendere sia dai naturali scompensi ormonali, sia dalla stanchezza fisica sia un parto porta con sé ed anche la separazione dal bambino che è ora un’entità staccata dalla madre, gioca un ruolo fondamentale.

Cosa posso fare?

È importante per questo cercare fin da subito aiuto e conforto nelle persone vicine, il partner prima di tutto ma anche parenti e amici possono essere un prezioso aiuto per la neo mamma che potrà appoggiarsi a loro per un aiuto pratico ma anche per essere semplicemente ascoltata e capita. Non chiudersi in se stessi e non sentirsi in colpa per questi sentimenti che spesso, e inappropriatamente, vengono giudicati “strani” e “negativi”.
Anche se per i primi periodi il nostro tempo sarà assorbito quasi interamente dal bambino, inoltre, è di grande conforto, riuscire a trovare dei momenti per se, anche solo per un bagno rilassante in santa pace, o per una passeggiata in solitaria.

Quanto dura?
Questo stato che comunemente viene chiamato “baby blues”, costituisce una fase transitoria e tende a risolversi, in maniera quasi naturale man a mano che si entra sempre più nel ruolo di mamma e man a mano che si costruisce il legame con il bambino. Qualora i sintomi siano persistenti e non trovino sollievo o giovamento, da alcun tipo di appoggio o conforto, non esitate a parlarne con il vostro medico ginecologo che saprà indirizzarvi verso la migliore soluzione e ricordate che non si è deboli se si chiede aiuto, anzi è questo il primo passo per sentirci subito meglio.


Continue Reading
don-go

MAI PIU’ BAMBINI DIMENTICATI IN AUTO, ORA C’E’ DON – GO!

DON – GO

Ogni anno, migliaia di bambini in tutto il mondo, vengono dimenticati o lasciati in auto dai loro genitori o parenti.

Purtroppo, in alcuni casi, queste piccole dimenticanze si tramutano in casi di cronaca nera. Inoltre, poche campagne di sensibilizzazione relative a quest’argomento sono state affrontate in passato, poiché molto spesso i genitori ai quali accadevano queste tragedie, venivano solamente incolpati e aspramente criticati.

Don go è un progetto innovativo nato dalla mente di quattro giovani ragazzi, sulla sicurezza in auto per i bambini, volto non solo a sensibilizzare l’opinione pubblica ma soprattutto a creare una soluzione efficace, di semplice utilizzo e alla portata di tutti per far si che queste tragedie non si verifichino mai più.

In breve, il progetto, che prende il nome di Don-Go – nome che ricorda l’espressione inglese don’t go, non andare – si pone come obbiettivo quello di prevenire le morti dei bambini lasciati in auto in modo molto semplice. E’ stata creata una piccola bilancia (rivelatore di peso) da posizionare sotto il cuscino di qualsiasi seggiolino e che si connette via bluetooth allo smartphone del genitore alla guida. Se questo scendendo dall’auto e si allontana per più di 8 metri dalla macchina con ancora il bambino in auto, il dispositivo fa suonare l’allarme sullo smartphone dei genitori tramite un’app gratuita da scaricare.

Inoltre il 25 Novembre, verrà lanciata una campagna su Kickstarter, in modo tale da rintracciare i fondi necessari per poter produrre Don-Go anche su larga scala e magari, si spera, poterlo rendere uno standard su tutti i seggiolini per bambini.

Cliccando QUI potrete accedere alla pagina ufficiale per avere maggiori informazioni su DON GO ed effettuare, qualora lo vogliate, un pre-ordine.


Continue Reading
super-mom

MAMMA SUPER EROE: PARTECIPA ANCHE TU!

Diventare mamma di certo rivoluziona la vita e non di poco, magari lo abbiamo desiderato tanto o magari è arrivato un po’ a sorpresa, ma sta di fatto, che quel cucciolo che ora stringiamo tra le braccia, ha portato sì tanto amore e tanta felicità, ma anche un bel po’ di caos, ritmi stravolti e priorità capovolte e se siamo mamme lavoratrici, la situazione è di certo più complicata.
Non è sempre facile gestire tutto e non lo è altrettanto conciliare, in più siamo cambiate e non è escluso che iniziamo a pensare a noi stesse in modo differente e a sentire l’esigenza di dare priorità alla nostra nuova vita da mamma.
Sulla scia di queste nuove emozioni, siamo disposte anche a rimetterci in discussione, a rivalutare il nostro posto nel mondo del lavoro e a pensare ad un cambiamento come a una rivoluzione e, cosa più incredibile, scopriamo di avere nuovi talenti, qualità nascose e aspetti a cui, fino a quel momento, non avevamo pensato. Ci riscopriamo creative, e capaci di reinventarci un lavoro che ci permetta di essere madri e donne allo stesso tempo e, non volendo, e con nostra sorpresa, spuntano nuove opportunità.

Questa rubrica mensile “Mamma super eroe” parte da qui, da quell’innato istinto di noi donne a non lasciarci mai trascinare dagli eventi ma anzi a guidarli o meglio ancora a cavalcarli, perché se è vero che un figlio non è mai un limite ma un’opportunità, lo è altrettanto che una mamma è il suo super eroe.

E voi? Prima eravate un’impiegata di banca e oggi animate feste per bambini? Vi siete appassionate così tanto al massaggio neonatale che siete diventate esperte nell’insegnarlo alle altre? Prima eravate sempre di corsa e ora vivete slow? Compilavate buste paga e ora scrivete favole?

Raccontateci le vostre storie di donna/mamma reinventata all’indirizzo umbriaformummy@gmail.com, ogni mese ospiteremo una di voi, su questo spazio, parleremo di chi siete, di cosa fate e di come siete arrivate fin qui.

Diremo a tutte che si può fare e che alla fine la nostra storia più bella è nata insieme a nostro figlio.


Continue Reading
allattare-lavorare

ALLATTARE E LAVORARE: SI PUÓ – SAM 2015

Non è ancora disponibile il calendario degli incontri mensile che la Lega del Leche Italia tiene mensilmente a Perugia, ma in occasione della Settimana mondiale dell’Allattamento Materno, si terrà un momento di riflessione sul tema: Allattare e lavorare, si può fare.

L’incontro, organizzato su iniziativa di Lotus Nascita Umbria, si terrà presso la Biblioteca Comunale Sandro Penna, a Perugia, il primo di ottobre alle ore 15:30. La conduttrice, dell’incontro è Michela Brustenga.


Continue Reading
punture-di-zanzara

PUNTURE DI INSETTO: AAA RIMEDI CERCASI!

Con l’arrivo della bella stagione si può passare più tempo all’aria aperta. Purtroppo a volte bisogna fare a volte i conti con gli insetti e le fastidiose punture che ci lasciano per ricordo. Non tutte le punture sono uguali, così come i segni che lasciano. La cute può infiammarsi, arrossarsi o dare luogo ad una bolla sierosa centrale. Quasi sempre le punture sono dolorose e, purtroppo, in alcuni casi l’insetto può trasmettere delle malattie infettive come la Rickettsiosi o la Borreliosi.

Cosa fare in caso di punture di insetti?

La soluzione dipende dal tipo di reazione. Possiamo grossolamente dividere le reazioni cutane in due gruppi: quelle allergiche e quelle che non lo sono. In caso di una reazione locale modesta basterà una crema anti-infiammatoria che solo in caso di reazione molto intensa potrà essere al cortisone, e solo per un periodo limitato, su consiglio del pediatra. È assolutamente controindicato l’uso di antiistaminici topici che sono spesso fotosensibilizzanti. Solo in casi eccezionali con reazioni allergiche generalizzate si deve ricorrere al cortisone per via sistemica.

Ma come si riconosce la reazione di tipo allergico? Se si manifesta un forte arrossamento della zona punta, se il dolore arriva velocemente e permane anche per 10 giorni e in presenza di sintomini para influenzali, febbre e malessere inclusi, allora è probabile che si sia in presenza di una reazione allergica. Se si notano questi sintomi e non migliorano nel giro di un paio di giorni è bene portare il bambino dal pediatra.

In tutti i casi si deve cercare di far capire al bambino che è bene non si gratti, e nel caso sia troppo piccolo per capirlo tenergli le unghie molto corte. La “grattatina”, infatti, non solo arrossa ed irrita la pelle in una sorta di dermatite autoprodotta, ma può causare sovrainfezioni batteriche (impetigine), che sono per questo frequenti in età pediatrica e che poi necessitano di applicazione antibiotica. L’applicazione locale di ghiaccio aiuta a far passare l’infiammazione e a ridurre la sensazione di prurito.

Solo le reazione che portano a disturbi respiratori devono preoccupare. In caso di sincopi, ipotensioni, collassi, accompagnati da disturbi respiratori, a volte anche da coliche e diarrea, l’intervento rapido dei medici è fondamentale. Il bambino deve essere trasportato immediatamente al pronto soccorso dove verrà trattato nelle modalità più opportune.


Continue Reading