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Tag Archives : neonati

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BABY PIT STOPPERS: USCIRE NON E’ PIU’ UN PROBLEMA

Quante volte vi è capitato,  trovandovi in giro per la città con i vostri bambini, di aver avuto la necessità di cambiare un pannolino, scaldare un biberon o di desiderare un po’ di privacy per allattare al seno, ma non sapere dove andare?

Di sicuro molte volte, è un po’ il problema che accomuna tutte le mamme e che spesso le costringe a trovare posti di fortuna per fare tutto questo o addirittura preferire a non uscire di casa nella paura di trovarsi in situazioni spiacevoli e scomode.

Con Baby Pit Stoppers questo problema non esiste più e potrete uscire per una passeggiata, una seduta di shopping o quel che volete voi, nella certezza di poter trovare, in caso di necessità, nelle vicinanze un punto che vi accolga per un cambio pannolino o una seduta di latte non programmata, in tutta comodità.

Cos’è un Baby Pit Stop?

E’ un luogo pensato a misura di bambino, per allattare, per scaldare una pappa, per cambiare un pannolino o un luogo accessibile con un passeggino/carrozzina.

Baby Pit Stoppers è innanzitutto una comunità di mamme, papà, nonni e tate, che si scambiano suggerimenti sui luoghi dove poter fare una sosta con il proprio bambino e pertanto ognuna di noi potrà segnalare un posto del proprio quartiere o della propria città pensato appositamente per questo scopo, garantendo così ad altre mamme di scoprirlo e usufruirne.

Baby Pit Stoppers è poi anche una grande mappa web, consultabile gratuitamente accedendo al sito www.babypitstoppers.com, anche dal proprio smartphone, mediante un app e conoscere così in tempi brevissimi, il luogo più vicino a voi per un veloce Pit Stop.

Il funzionamento è molto semplice, ci si collega al sito www.babypitstoppers.com o mediante la app per i cellulari e da lì potrete scegliere se cercare un baby pit stop o se aggiungerne uno.

Inserite cosa state cercando, dove lo state cercando e cliccate sul tasto cerca. Pochi minuti e saprete dove andare.

Baby Pit Stoppers è anche su Fb, Twitter e Instagram.

Scaricate l’app e aiutateci a rendere questa mappa sempre più ricca. Insieme renderemo un grande servizio a noi stessi e ai nostri bambini. E dato che Umbria For Mummy crede moltissimo nel progetto Baby Pit Stoppers, se avete difficoltà ad inserire i vostri punti pit stop, o semplicemente non ne avete modo, scriveteci a info@umbriaformummy.com e vi inseriremo tramite la nostra rete nella app.


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GIORNATA MONDIALE DEL NEONATO PRETERMINE

Oggi,17 novembre, è la  Giornata Mondiale del Neonato Pretermine. Ogni anno in Italia sono circa 40.000 i neonati pretermine, nati cioè prima della 37 esima settimana: un bambino ogni 14 nati. La maggior parte nasce dopo la 32ª settimana. La mortalità neonatale media dei pretermine è di poco superiore al 10%: la quota principale è rappresentata dai neonati pretermine con età gestazionale inferiore alle 30 settimane, anche per via del basso peso. Oggi, la percentuale di mortalità nei prematuri inferiori a 1500 grammi è passata da oltre il 70% negli anni ’60 a meno del 15% negli anni 2000 e quella dei neonati inferiori ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% nello stesso periodo. I sopravvissuti sono spesso gravati da disabilità più o meno gravi, inversamente proporzionali all’età gestazionale.
Il fenomeno è in crescita e per questo la Società Italiana di Neonatologia (SIN), in occasione della giornata mondiale, fornisce alcune indicazioni sulla golden hour e per il Follow-up dei neonati prematuri dopo la dimissione dalla TIN (terapia intensiva neonatale).

L’espressione Golden hour si riferisce alla prima ora di vita del neonato, che ha un impatto fondamentale sulle possibilità di sopravvivenza e sugli esiti a distanza dei neonati pretermine. In questa prima ora possono essere praticate rianimazione cardiorespiratoria o interventi sulla termoregolazione,  solo per fare degli esempi.
Altro aspetto fondamentale è il follow up, dalla dismissione dalla TIN fino ai 36 mesi, l’insieme dei controlli e degli appuntamenti finalizzati al controllo sulla dista di questi bambini speciali. Grande novità è il calendario dei controlli del neonato Pretermine,  strumento per il personale medico e le famiglie per l’individuazione precoce di eventuali disturbi neurologi, compresi i transitori. Il coordinamento tra TIN, pediatra di famiglia e genitori è fondamentale per coordinare nel modo migliore tutti gli interventi.

Nodo centrale resta però anche quello dei costi: per ogni prematuro estremo (nato prima delle 28 settimane) sopravvissuto, infatti, i costi oscillano tra i 100 e i 300 mila euro a seconda della patologia, cui vanno poi aggiunti quelli per le eventuali complicanze a distanza.

Ma come mai i casi di nati prematuri sono in crescita negli ultimi anni?  I fattori causa di prematurità sono diversi: ipertensione, diabete e infezioni in gravidanza, gravidanze a rischio, età della gestante, principalmente,  ma anche l’assenza di prevenzione, il ricorso alla procreazione medicalmente assistita e gli stili di vita scorretti (alcolismo, tabagismo, uso di droghe).


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VIAGGIARE CON UN NEONATO: FARE LA VALIGIA CON LA SIN

Torniamo a parlare di viaggi e neonati grazie ai consigli della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Oggi parliamo di come fare la valigia. Per i climi caldi e soleggiati, indumenti chiari e leggeri, di fibre naturali, che lascino scoperti gli arti, un cappellino chiaro a falda ampia per proteggere il piccolo da eventuali congiuntiviti da esposizione solare ed un maglioncino in filo per tutelarlo dall’umidità delle ore serali: questo il bagaglio minimo indispensabile per l’abbigliamento del bebè. E ancora salviette imbevute, una riserva di pannolini ed una copertina per proteggere il piccolo dall’aria condizionata e dei bavaglini e detergenti antisettici per le suppellettili e gli oggetti che verranno in contatto con lui.

Avere una piccola scorta di prodotti per la sua cura con se’ poi non fa mai male. Aldilà però di soluzione fisiologica per le  narici e pomate contro gli arrossamenti della pelle, si può portare con sé un antipiretico (paracetamolo in gocce), ma mai prendere iniziative: solo il neonatologo/pediatra è in grado di prescrivere farmaci ad un bambino di poche settimane e va pertanto sempre consultato. Può essere utile confrontarsi con lui anche prima della partenza, per un ulteriore eventuale consiglio sulla gestione del piccolo.

Per prevenire le scottature, anche se è vero che la miglior prevenzione è una scarsa e mai diretta esposizione solare del neonato, da portare con se’ e da utilizzare di tanto in tanto per le zone esposte, creme con filtro fisico, ovvero contenenti minerali quali ossido di zinco o titanio che riflettono i raggi solari impedendone la penetrazione, ad alto potere filtrante e non troppo untuose, per evitare l’occlusione dei pori.

Contro le punture d’insetto infine sono sconsigliati i fornelletti emanatori di sostanze potenzialmente tossiche e da evitare i prodotti repellenti da spruzzare sulla cute (quelle più efficaci, che contengono il Deet sono controindicate fino ai 12 anni). Anche sostanze profumate vanno evitate, perché possono essere un forte richiamo per gli insetti. La più corretta prevenzione, specie nelle ore serali, è quella fatta con metodi di barriera, quali zanzariere poste su culle, carrozzine e possibilmente anche alle finestre. In linea di massima comunque è preferibile evitare le zone in cui sono presenti molti insetti, come località lacustri o tropicali.


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VIAGGIARE CON UN NEONATO: LE METE MIGLIORI PER LA SIN

Torniamo a parlare di neonati e viaggi, grazie ai preziosi consigli della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Dopo aver parlato dei mezzi di trasporto confrontandoli tra loro, parliamo oggi delle migliori mete.

In realtà non c’è grande differenza sulla tipologia del luogo da scegliere: mare, montagna o campagna vanno tutti bene per trascorrere le vacanze con un neonato di poche settimane. Nel caso di una località di mare è fondamentale garantire al neonato le condizioni climatiche più adatte. Ciò si traduce principalmente in uscite nelle ore più fresche, la permanenza in ambienti temperati e arieggiati e nel non essere mai esposto direttamente ai raggi solari, soprattutto nelle ore centrali della giornata. I neonati sono, infatti, particolarmente vulnerabili in caso di temperature elevate e sono fortemente a rischio di disidratazione, rilevabile attraverso una scarsa emissione di urine secchezza delle mucose, l’avvallamento della fontanella anteriore,  irritabilità o sopore e, talvolta, l’alterazioni della temperatura corporea. Una corretta dieta lattea, soprattutto se attuata con latte materno, soddisfa tutti i bisogni non solo calorici, ma anche di liquidi necessari a mantenere un adeguato equilibrio idroelettrolitico del neonato. Non occorre quindi somministrare acqua o tisane. Anzi, nel caso lo si vedesse inquieto, è preferibile proporgli il seno più frequentemente. Prudenza vuole che sia meglio evitare i luoghi troppo isolati o troppo affollati, scarsamente sicuri per il bebè, dove può essere molto difficile ricorrere, se ce ne è bisogno, al consulto di un pediatra. L’ideale è scegliere spiagge “a misura di bambino”, stabilimenti ben attrezzati per la tranquillità dei genitori e la salvaguardia dei piccoli.

E per quanto riguarda la montagna? Anche qui sono necessarie delle precauzioni nella scelta delle mete. Le temperature sono ideali per i neonati, essendo in alta quota più miti che in città. Tuttavia, è preferibile che non si tratti di periodi troppo brevi: potrebbero insorgere delle difficoltà dovute ai fisiologici adattamenti richiesti dal cambio di altitudine e dunque di pressione atmosferica. Altezze elevate (superiori a 2000/2500 mt) sono comunque sempre sconsigliabili, così come effettuare passeggiate troppo lunghe e impegnative con bambini di poche settimane troppo lunghe ed impegnative passeggiate. Per le passeggiate dovrà essere sempre scelto un supporto adeguato, che sia ergonomico.

La campagna, infine, è la destinazione ideale: il bambino, che dorme ancora per la maggior parte del tempo, ha bisogno di un ritmo regolare e la campagna offre un clima temperato e tutta la calma che si possa desiderare, evitando se si può aree in prossimità di stagni e stalle, nelle quali vi sia una concentrazione eccessiva di insetti così detti “ematofagi”  (cioè che si nutrono di sangue) quali zanzare e pappataci, potenziali portatori di malattie anche gravi.

Una volta arrivati nel luogo prescelto è bene accertarsi che tutto ciò che ci circonda sia attrezzato e a misura di bambino.  La conoscenza della disponibilità di pediatri, farmacie, guardia medica e tutto quello di cui potremmo avere improvvisamente bisogno per dei piccoli inconvenienti che possano presentarsi durante il soggiorno può donare più tranquillità ai genitori.

L’ambiente in cui viviamo col neonato, che sia appartamento oppure albergo, deve essere igienicamente conforme ad accoglierlo e non deve essere ne’ troppo caldo, ne’ troppo freddo . A tal proposito dobbiamo ricordarci di fare un uso consapevole del condizionatore domestico.  Non è controindicato, ma è importante adottare  alcune precauzioni, quali la pulizia dei filtri prima dell’utilizzo dopo una lunga pausa; la temperatura, come già detto, dovrebbe essere mantenuta non molto inferiore  a quella esterna e comunque non inferiore a 22-23 gradi; è importante non dirigere le bocchette dell’aria direttamente sul bambino, ma indirizzarle verso l’alto. Il condizionatore non solo rinfresca, ma deumidifica l’aria riducendone il contenuto di vapore acqueo. Attenzione dunque a non ridurre eccessivamente l’umidità, cosa che potrebbe comportare una secchezza eccessiva delle mucose. Anche i locali climatizzati vanno arieggiati più volte al giorno, specie dove soggiornano i neonati/bambini, per evitare l’accumulo di sostanze inquinanti. Ricordarsi infine nella programmazione del periodo di vacanza, di valutare bene i tempi per le vaccinazioni obbligatorie, evitando così di non ritardare di troppo le date indicate e rispettare le relative scadenze.


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VIAGGIARE CON UN NEONATO: I CONSIGLI DEI NEONATOLOGI

La Società Italiana di Neonatologia (SIN) in occasione delle vacanze presenta una lista di utili consigli al fine di poter scegliere in tutta sicurezza il miglior mezzo di trasporto con cui è possibile andare in vacanza anche con un bimbo di poche settimane.

I neonati, contrariamente a ciò che si pensa, possono affrontare ogni tipo di viaggio, facendo la dovuta attenzione certo! A partire dal decimo giorno dal parto, infatti, è possibile effettuare i primi soggiorni fuori casa. Rispetto ai mezzi di trasporto, possono viaggiare in auto, purchè vengano garantite le condizioni climatiche più opportune all’interno dell’abitacolo. È meglio per ciò viaggiare nelle ore meno calde della giornata e posizionare l’auto all’ombra. Mai abusare dell’aria condizionata, ma posizionarla a temperature non molto inferiori a quelle esterne e comunque non inferiori a 22-23 gradi. Fondamentale il rispetto del Codice della Strada. Il neonato deve essere alloggiato nel suo “ovetto”, conforme alla normativa europea, opportunamente fissato al sedile e sempre rispettandone le regole di installazione che, ricordiamo, prevedono l’installazione obbligatoria nel senso contrario alla marcia fino ai 9 chili di peso del bambino. Contrariamente a quanto si pensi, la posizione più sicura per il bambino è il sedile centrale posteriore, più riparato in caso di urto sia frontale che laterale. Nel caso si decida di posizionarla accanto al guidatore è obbligatoria la disattivazione dell’airbag, che potrebbe causare danni molto gravi. Nel caso si scelga di usare la navicella sarà necessario avere anche il relativo kit di fissaggio.

Una soluzione comoda è sicuramente il treno. Qui sarà possibile per la mamma muoversi e passeggiare, oltre ad avere spazio a sufficienza per il passeggino o l’ovetto. Meno consigliato l’aereo per la presenza di stress in caso di sbalzi di temperatura, di pressione, a luce e rumori molesti. Nel caso si scelga comunque di prendere l’aereo, è consigliabile stimolare frequentemente la suzione del piccolo, riducendo in questo modo la possibilità che la chiusura della comunicazione tra faringe e orecchio medio crei depressione atmosferica in quest’ultimo, in particolare durante decollo e atterraggio, e dunque dolore.


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