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UN LIBRO SOTTO L’ALBERO: UN SOTTOMARINO IN PAESE

Oggi abbiamo il piacere di ospitare da noi Vanessa Navicelli, giovane scrittrice autrice del libro per bambini Un Sottomarino in Paese. La storia che il libro racconta è – ahimè- molto attuale, perchè parla della guerra ed in modo molto semplice ed efficace porta i bambini a riflettere sulla sua inutilità. Il libro è stato pensato per i bambini dai 6 anni, ma le illustrazioni colorati e il linguaggio semplice ma efficace lo rendono adatto anche per bambini più piccoli. Noi lo abbiamo “testato” con ottimi risultati su bambini di 5 anni: approvato a pieni voti! Ma vediamo di fare due chiacchiere proprio con Vanessa.

UN SOTTOMARINO IN PAESE

Come è nata l’idea che racconti nella storia? L’idea è nata parecchi anni fa. Era un periodo in cui continuavano a scoppiare guerre (non che oggi le cose siano molto diverse, purtroppo…) e a me sembrava tutta una follia. Io ho sempre avuto la convinzione che le guerre non risolvono problemi ma ne creano di nuovi. Peggiorano sempre le cose. Quando scoppia una guerra, perdiamo tutti, già in partenza. Io non ho molti talenti per poter contribuire a migliorare la società, so fare davvero poche cose! Scrivere storie è, spero, una di queste poche cose. Così ho pensato: voglio raccontare di un Capitano di un piccolo sottomarino che per tutta la vita non ha fatto che combattere e non sa stare senza fare la guerra, anche quando di guerre non ce ne sono. Un Capitano così matto da non chiedersi nemmeno se c’è o no un motivo per attaccare; l’importante è iniziare a combattere, poi il motivo lo si troverà!

Il sottomarino mi è venuto subito in mente perché il messaggio centrale della mia storia è che la guerra è una cosa da matti, senza senso. E cosa c’è di più insensato di un sottomarino che, invece di starsene in mare, si trova nella piazza di un paesino di collina? Vedi, il punto era questo: dare subito l’idea della follia con un’immagine. Una delle cose più belle delle fiabe è che, grazie alla loro semplicità, arrivano dirette a tutti. E in più, anche se il target principale è quello dei bambini… cosa succede? Succede che spesso i genitori leggono la storia assieme ai loro figli. Ho detto genitori, ma vale anche per nonni, zii, amici, insegnanti, ecc. Così facendo, è come se ripassassero un po’ anche loro – gli adulti – certe idee. E in più le rielaborano attraverso gli occhi dei bambini. Per questo il libro è “Dedicato ai bambini. E a quegli adulti che proveranno sempre a rendere il mondo un posto migliore.”

Hai avuto modo di parlarne con i tuoi lettori, i bambini, cosa ti ha colpito di più della loro interpretazione? Sì, ho avuto la fortuna di incontrare moltissimi bambini, nelle biblioteche ma soprattutto nelle scuole. Da quelle dell’infanzia fino alle prime medie! Anche se il target principale è la scuola primaria.

Ti dirò che, quando ho pubblicato il libro, non avevo pensato a fare incontri nelle scuole. Pensavo alle classiche presentazioni in biblioteca e stop. Poi le maestre hanno iniziato a contattarmi, ad adottare il mio libro per progetti scolastici, letture in classe e così via. E io mi son detta: OK, proviamo a incontrarli (male che vada ci sarà un’uscita secondaria da cui scappare!). Be’, giuro che stare coi bambini nelle scuole è una delle esperienze più belle di tutta la mia vita. Mi arrivano, ogni volta, delle ondate di affetto incredibili. Quello che mi colpisce sempre dei bambini è il loro sguardo sulle cose. Riescono a vedere delle sfumature che a noi adulti sfuggono. Spesso fanno osservazioni a cui nemmeno io, che sono l’autrice, avevo pensato! E anche domande molto buffe con cui ci divertiamo tutti assieme. Sono davvero tantissime le cose che mi hanno colpito, in più di un anno di incontri. Per non fare torto a nessuno, posso citare l’ultima, in ordine di tempo.

In una scuola dell’infanzia (quindi bambini davvero piccoli), la maestra stava leggendo il mio libro, perché tra qualche mese andrò a trovarli. Erano i giorni dopo gli eventi tragici di Parigi. La maestra non aveva intenzione di parlarne ai bambini: le sembravano ancora piccoli per affrontare un argomento del genere. Ma quando lei si è messa a leggere il mio libro, loro hanno iniziato: “A Parigi sono arrivate delle persone cattive, come era il Capitano del sottomarino prima di imparare a sorridere. Sono entrate e volevano fare la guerra. Dobbiamo mandargli la vecchietta! E la bambina di 4 anni! [Personaggi della mia storia, ndr] E così capiranno che siamo tutti uguali!” La maestra ha aggiunto: “Grazie a quello che hai scritto nel tuo libro, hai dato loro l’opportunità di raccontare quello che si tenevano dentro senza riuscire a parlarne. Hanno fatto collegamenti impensabili per un adulto. E la loro idea di mandare la vecchietta per aiutare e anche per bacchettare – con simpatia – quando ce n’è bisogno, è il loro modo per cercare di rendersi utili e anche, se ci pensi, un surrogato degli interventi umanitari di cui tanto parlano i Grandi.” Confesso subito: quando ho letto il messaggio della maestra, ho pianto. Di commozione, per come dei bambini così piccoli abbiano fatto dei pensieri così grandi! I bambini sono davvero la nostra più grande speranza. Sono così contenta che la mia fiaba di pace sia stata un poco d’aiuto per comprendere quello che succede nel mondo. Quanto vorrei che al Potere ci fossero i bambini!

Hai altri progetti nel cassetto? Uh, tantissimi! Più che un cassetto sembra un armadio! I primi saranno altri libri per bambini. Tra scuole e biblioteche, devo dire che ormai l’età media dei miei amici si aggira attorno agli 8 anni! E loro stanno aspettando che pubblichi altro, me lo dicono sempre (i bambini sono affettuosissimi).

Prima o poi arriverà anche il seguito di “Un sottomarino in paese”; ho in mente uno sviluppo particolare e altre tematiche che, spero, toccheranno ancora la sensibilità di piccoli e adulti. Ma prima di quello, usciranno una serie di fiabe piene di personaggi magici per bambini dai 4-5 anni in su; e un libro per lettori dai 7-8 anni sul tema della famiglia e della difficoltà di comunicare. Sto iniziando proprio in questi giorni a lavorare alle illustrazioni con un’illustratrice bravissima che mi fa sorridere ed esultare ogni volta che mi manda una bozza da visionare! Io sono un disastro col disegno (se si escludono i cuori), ma adoro le illustrazioni dei libri per bambini, così come le storie che vengono scritte per loro e tutto quello che gli ruota attorno. Anche per questo, quando li incontro, ci troviamo subito in sintonia. Forse perché, in fondo, il mio mondo interiore e i miei gusti sono rimasti molto simili a quelli dei bambini. E io ne sono felicissima!

Ringraziamo di cuore Vanessa per il tempo dedicatoci e il suo delizioso libro, scaricabile come ebook, o disponibile in formato cartaceo, anche in Inglese.
(Su alcuni dei link dell’articolo, Umbria for Mummy ha un’affiliazione e ottiene una piccolissima quota dei ricavi, senza variazioni di prezzo per te. Comprando attraverso di essi ci aiuti a portare avanti il nostro progetto).

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