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Cascata de Lu Cugnuntu

Umbria nascosta: le cascate de lu Cugnuntu

La cascata de Lu Cugnuntu è una cascata alta circa 20 metri, posta poco oltre la confluenza tra il fosso Acquastrino e il fosso del Valloncello, a Preci in Val Nerina. Forse il nome deriva proprio dalla distorsione dialettale del termine latino “coniunctio”, ovvero la congiunzione dei due fossi. Le cascate de Lu Cugnuntu sono una bella e non impegnativa passeggiata adatta ad una gita della domenica anche con i bambini.

Le cascate de Lu Cugnuntu: da dove partire

L’itinerario per le cascate de Lu Cugnuntu può essere di vario tipo, a seconda delle persone che lo affrontano. Gli adulti, o se si hanno figli grandi, possono iniziare il percorso dal borgo di Corone (Preci), costeggiando prima il fiume Campiano e poi il fiume Nera, attraversando la campagna della Val Castoriana, fino ad arrivare a San Lazzaro (Preci). Andata e ritorno, il percorso è di circa 10 km.

Con i bambini, invece, è preferibile iniziare l’itinerario o dal borgo di San Lazzaro stesso lungo la SS209, oppure superarlo proseguendo per circa 700 metri ed arrivare alle indicazioni per il sentiero 505. Appena passato l’imbocco del sentiero, che si trova sulla destra, è possibile parcheggiare. Da qui l’itinerario è sotto i due km, andata e ritorno.

Le cascate de Lu Cugnuntu: con i bambini

L’itinerario più breve per le cascate è particolarmente adatto per una gita con i bambini, a partire dai 3-4 anni di età. Il sentiero costeggia nella prima parte il fosso, che diventa sempre più ricco di acqua risalendone il corso, per poi diventare praticamente coincidente con il corso stesso. Per questo è bene avere scarpe impermeabili o, durante il periodo più caldo, sandali chiusi da trekking, che oltre a garantire un buon supporto alla camminata, si asciugano velocemente una volta bagnati. Risalendo la vegetazione ripariale, che inizialmente è molto abbondante, diminuisce, le pareti si fanno più strette e sempre più verticali, fino ad arrivare ad una gola cieca in cui c’è la cascata.

Tutto il percorso è all’ombra: non serve il cappello e anche nelle giornate più calde c’è una piacevole sensazione di frescura, soprattutto nell’ultimo tratto. Si attraversa una natura incontaminata, in cui è possibile osservare insetti e anfibi, ma anche moltissime piante degli ambienti ripariali. Pur non essendo obbligatorio, viene raccomandato l’uso del caschetto nella gola, perchè potrebbero esserci delle cadute massi, anche se il rischio di tale evenienza è piuttosto basso.

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