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PUNTURA DI MEDUSA: COSA FARE?

La puntura di medusa è uno degli incidenti più frequenti e spiacevoli che può capitare d’estate, anche nei nostri mari dove le meduse urticanti sono presenti e non affatto rare.

Essere punti da una medusa è di sicuro una cosa molto fastidiosa e non è raro, oltre al fastidio, provare dolore: per questo essere preparati ed informati su cosa fare se si viene punti, può essere di grande aiuto.

Di sicuro la cosa migliore sarebbe cercare di evitare qualsiasi contatto con la medusa. Questo strano animale del mare, ha un aspetto gelatinoso con una struttura ad ombrello e tentacoli dove si nasconde il siero urticante, responsabile del dolore e del prurito quando si viene toccati.

PUNTURA DI MEDUSA: RIMEDI

Non appena si viene punti si avverte una forte sensazione di bruciore. E’ necessario uscire subito dall’acqua ed accertarsi che non siano rimaste parti di medusa attaccate alla pelle. In tal caso rimuoverle subito e sciacquare la parte colpita con acqua di mare.

NON UTILIZZARE MAI ACQUA DOLCE! Anche se il prurito è molto forte non si deve assolutamente grattare ne strofinare la parte interessata: è preferibile invece continuare a sciacquarla con l’acqua salata, in grado di diluire le tossine del veleno della medusa e coprire il punto colpito con una garza. 

Evitate i rimedi fai da te e naturali come l’aceto: non sempre sono efficaci ed in alcuni casi rischiano di peggiorare il fastidio. 

Utilizzate per lenire il bruciore un gel astringente al cloruro di alluminio che troverete facilmente in farmacia o spray a base di acqua di mare. Non utilizzare cortisone e antistaminici ed evita di esporti al sole per qualche giorno. Nel caso di una reazione cutanea estesa o disturbi anomali, quali nausea, mal di testa, vertigini, ricorri subito alle cure del pronto soccorso. 

 

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PUNTURE DI INSETTO: AAA RIMEDI CERCASI!

Con l’arrivo della bella stagione si può passare più tempo all’aria aperta. Purtroppo a volte bisogna fare a volte i conti con gli insetti e le fastidiose punture che ci lasciano per ricordo. Non tutte le punture sono uguali, così come i segni che lasciano. La cute può infiammarsi, arrossarsi o dare luogo ad una bolla sierosa centrale. Quasi sempre le punture sono dolorose e, purtroppo, in alcuni casi l’insetto può trasmettere delle malattie infettive come la Rickettsiosi o la Borreliosi.

Cosa fare in caso di punture di insetti?

La soluzione dipende dal tipo di reazione. Possiamo grossolamente dividere le reazioni cutane in due gruppi: quelle allergiche e quelle che non lo sono. In caso di una reazione locale modesta basterà una crema anti-infiammatoria che solo in caso di reazione molto intensa potrà essere al cortisone, e solo per un periodo limitato, su consiglio del pediatra. È assolutamente controindicato l’uso di antiistaminici topici che sono spesso fotosensibilizzanti. Solo in casi eccezionali con reazioni allergiche generalizzate si deve ricorrere al cortisone per via sistemica.

Ma come si riconosce la reazione di tipo allergico? Se si manifesta un forte arrossamento della zona punta, se il dolore arriva velocemente e permane anche per 10 giorni e in presenza di sintomini para influenzali, febbre e malessere inclusi, allora è probabile che si sia in presenza di una reazione allergica. Se si notano questi sintomi e non migliorano nel giro di un paio di giorni è bene portare il bambino dal pediatra.

In tutti i casi si deve cercare di far capire al bambino che è bene non si gratti, e nel caso sia troppo piccolo per capirlo tenergli le unghie molto corte. La “grattatina”, infatti, non solo arrossa ed irrita la pelle in una sorta di dermatite autoprodotta, ma può causare sovrainfezioni batteriche (impetigine), che sono per questo frequenti in età pediatrica e che poi necessitano di applicazione antibiotica. L’applicazione locale di ghiaccio aiuta a far passare l’infiammazione e a ridurre la sensazione di prurito.

Solo le reazione che portano a disturbi respiratori devono preoccupare. In caso di sincopi, ipotensioni, collassi, accompagnati da disturbi respiratori, a volte anche da coliche e diarrea, l’intervento rapido dei medici è fondamentale. Il bambino deve essere trasportato immediatamente al pronto soccorso dove verrà trattato nelle modalità più opportune.


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ABBASSO LE PUNTURE DI ZANZARA!

L’estate è un periodo di caldo, allegria e spensieratezza. Purtroppo ogni medaglia ha il suo rovescio. In Estate ci sono le zanzare! Le loro punture possono essere molto fastidiose, soprattutto per donne in gravidanza e bambini, che sono anche tra le vittime preferite di questi insetti. Come fare per difendersi?

Prevenire le punture di zanzara

Possiamo prevenire le punture in tre modi. La prima è la prevenzione ambientale, di competenza dell’autorità sanitaria negli ambienti comuni e del cittadino in quelli privati. Solitamente questo tipo di trattamenti avviene attraverso l’utilizzo del Bacillus thuringiensis israelensis, batterio che attacca naturalmente le larve delle zanzare. Se ne impedisce così la riproduzione. Tale sistema per essere efficace deve essere associato all’eliminazione di qualsiasi ristagno. Anche semplicemente l’acqua in eccesso nei sottovasi è fonte di proliferazione per l’animaletto! Rientra in questa categoria di prevenzione anche l’utilizzo delle Batbox, a patto di non temere i pipistrelli!

La seconda via di prevenzione è il cosidetto allontamento (dall’ambiente dove siamo). Zanzariere, fornelli, spirali, lampade, candele: sono tutti metodi adeguati, anche se con azione diversa. Le zanzariere pongono un vincolo, una barriera meccanica invalicabile per la zanzara. Le lampade sono basate sul principio dell’attrazione- uccisione. Le piastrine e i fornelletti utilizzano sostanza derivanti dal pireto, sono efficaci in ambienti chiusi ma hanno effetti tossici anche sull’uomo, per cui richiedono un’accurata aerazione dopo l’uso.

La terza strategia è quella dell’impedimento, attraverso l’uso dei repellenti. Un repellente è una sostanza in grado di inibire i sensori delle zanzare che così non “sentono” i vasi sanguigni. Nell’utilizzo dei repellenti è bene seguire qualche piccola norma valida per tutti: non devono essere utilizzati in caso di pelle non intatta o irritata e non bisogna mai spruzzarli direttamente sul viso. Nel caso dei bambini va poi ricordato che al di sotto dei tre anni sarebbe meglio evitarli. Sotto i 6 mesi, poi, è assolutamente vietato, mentre tra i 6 mesi e i 2 anni, si può ricorrere ma in modo controllato: solo una volta al giorno stando attenti che tra i principi attivi il DEET non sia presente con percentuali sopra il 10%. Nel caso si vogliano usare per bambini molto piccoli e neonati si può ricorrere ad un piccolo stratagemma: basta spruzzarli su di un batuffolo di cotone idrofilo e porlo nelle vicinanze.

Ma se viene punti? Cosa fare?

I rimedi fai da te sono da evitare: niente amoniaca, né limone. Solitamente le pomate farmaceutiche dopo puntura contengono cortisone o antistaminico e per questo entrano in azione lentamente e posso dare anche reazioni di fotosensibilizzazione. Bene l’utilizzo di ghiacchio che aiuta ad attenuare il gonfiore ma anche il senso di prurito. Se proprio non fosse sufficiente il solo ghiaccio si può optare un gel a base di Cloruro d’alluminio che ha potere astringente ma anche antisettico.


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