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VIVA GLI ERRORI

Sbagliando s’impara recita il proverbio! Affrontiamo un argomento che spesso fa discutere gli esperti: errori sì, errori no. Avere quaderni belli e ordinati senza il minimo errore è il sogno di insegnanti e genitori che vanno orgogliosamente mostrando i lavori alle colleghe nel primo caso e a tutta la schiera di parenti ed amici nel secondo; senza contare poi le “opere d’arte” dei figli pubblicate sui social.

Penne cancellabili: pro o contro?

Nei primi anni della scuola primaria, solitamente dopo il periodo natalizio e cioè quando i bambini hanno preso una certa dimestichezza e sicurezza con la scrittura, viene chiesto loro di utilizzare le cosiddette penne cancellabili. Da esperta che lavora da anni con i bambini posso dire, penso con una certa sicurezza, che cancellare l’errore appena commesso non porta l’alunno ad essere pienamente padrone di ciò che scrive.

L’ossessione per gli errori

Molti bambini sono quasi ossessionati dalla cancellatura tanto da consumare la gomma posta sopra la penna in poco tempo, proprio perché desiderano fare bella figura con gli insegnanti ed i genitori.
Infatti, il più delle volte avere un quaderno ordinato ha la precedenza sul contenuto che si sta scrivendo o sull’esattezza ortografica.

Sbagliare senza avere paura

La presenza dell’errore sul quaderno, invece, permette di rendersi conto di come una parola debba essere correttamente scritta. Questo accanimento sull’ordine crea senza alcun dubbio ansia in quei bambini emotivamente più deboli o che vivono con genitori molto esigenti.
Mostrare l’errore senza quindi cancellarlo e rendersi conto dello sbaglio è una spinta a fare bene, perché in questo modo il bambino si auto-valuta e si rende conto che la parola scritta non è giusta e arriva alla soluzione da solo.

Ovviamente non si sta invitando ad avere quaderni disordinati e pieni di scarabocchi, ma può essere sufficiente tracciare una riga sulla parola o il numero sbagliato e riscriverlo accanto nel modo giusto. Ciò permette all’alunno di poter paragonare i due termini e memorizzare quello corretto.

L’ordine e la pulizia sul quaderno sono come una strada spianata senza buche e sassi ed è quello che fanno oggigiorno molti genitori: il non voler dare “problemi” ai figli risolvendo loro ogni situazione. La vita si sa non funziona così. Compito del genitore prima e degli insegnanti poi, dev’essere quello di aiutare i figli e gli alunni a risolvere da soli le loro difficoltà senza però fargli mancare mai la sicurezza della presenza dell’adulto che come una penna, non cancellabile, tira una linea per non nascondere l’errore e riscrive accanto.

pedagogistaLa dottoressa Chiara Mancarella è iscritta all’ANPEC (Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici) n. 4438 ed è docente di Scuola Primaria. Si è formata come Pedagogista Clinico presso l’ISFAR (Istituto Superiore Formazione Aggiornamento e Ricerca®), oltre alla Laurea in Pedagogia dell’Infanzia, una Specializzazione in Dirigenza scolastica e socio-educativa e un Diploma in Flauto traverso.


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