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MAI PIU’ BAMBINI DIMENTICATI IN AUTO, ORA C’E’ DON – GO!

DON – GO

Ogni anno, migliaia di bambini in tutto il mondo, vengono dimenticati o lasciati in auto dai loro genitori o parenti.

Purtroppo, in alcuni casi, queste piccole dimenticanze si tramutano in casi di cronaca nera. Inoltre, poche campagne di sensibilizzazione relative a quest’argomento sono state affrontate in passato, poiché molto spesso i genitori ai quali accadevano queste tragedie, venivano solamente incolpati e aspramente criticati.

Don go è un progetto innovativo nato dalla mente di quattro giovani ragazzi, sulla sicurezza in auto per i bambini, volto non solo a sensibilizzare l’opinione pubblica ma soprattutto a creare una soluzione efficace, di semplice utilizzo e alla portata di tutti per far si che queste tragedie non si verifichino mai più.

In breve, il progetto, che prende il nome di Don-Go – nome che ricorda l’espressione inglese don’t go, non andare – si pone come obbiettivo quello di prevenire le morti dei bambini lasciati in auto in modo molto semplice. E’ stata creata una piccola bilancia (rivelatore di peso) da posizionare sotto il cuscino di qualsiasi seggiolino e che si connette via bluetooth allo smartphone del genitore alla guida. Se questo scendendo dall’auto e si allontana per più di 8 metri dalla macchina con ancora il bambino in auto, il dispositivo fa suonare l’allarme sullo smartphone dei genitori tramite un’app gratuita da scaricare.

Inoltre il 25 Novembre, verrà lanciata una campagna su Kickstarter, in modo tale da rintracciare i fondi necessari per poter produrre Don-Go anche su larga scala e magari, si spera, poterlo rendere uno standard su tutti i seggiolini per bambini.

Cliccando QUI potrete accedere alla pagina ufficiale per avere maggiori informazioni su DON GO ed effettuare, qualora lo vogliate, un pre-ordine.


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BIMBI IN BICI, MA COME?

Portare i bambini in bicicletta, non solo nelle domeniche di primavera,  ma quotidianamente.  Ma si può fare? La regione Umbria ha la fortuna di avere diverse aree pianeggianti anche in ambito cittadino. Basta pensare a città come Foligno o Terni, ma la stessa Perugia possiede ampie zone del suo territorio adatte alla bicicletta,  come Ponte San Giovanni. Ma come fare a portare quotidianamente i bambini sulle due ruote? I dubbi di solito riguardano la salubrità dello spostamento in bici; l’attrezzatura necessaria e l’abbigliamento più adatto. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, certo in alcune zone è logico avere dubbi. Svicolare nel traffico cittadino? Personalmente la consapevolezza che forme di mobilità alternative sono necessarie dovrebbe aiutarci a superare qualche paure. Ricordando che noi stessi possiamo contribuire alla buona qualità dell’aria e che dentro gli abitacoli non si respira niente di buono. L’aspetto più rilevante resta la presenza di piste ciclabili cittadine vere. Non marciapiedi strappati ai pedoni, ne striscette di strada rubate alle macchine.Ma passiamo agli aspetti più tecnici, iniziando dell’attrezzatura necessaria e partendo dai seggiolini: come deve esser fatto? Le parti previste come obbligatorie in un seggiolino a norma omologato sono:

– Presenza di un sistema di sicurezza che assicuri il bambino al seggiolino (cinture di contenimento e/o bretelle).

– Struttura di protezione degli arti inferiori e dei piedi.

– Sostegno per la schiena.

– Braccioli per il sostegno degli arti superiori

Tali elementi devono essere presenti in tutti i tipi di seggiolini.
Quando il bambino è piccolo, orientativamente tra i 8-9 mesi e i 3 anni (peso tra i 9 e i 15 kg), la prima scelta è solitamente il seggiolino anteriore. Ma il solo seggiolino anteriore non basta. Accessorio essenziale è il parabrezza , utile sia in estate che in inverno. Nella stagione calda ripara da moscerini e insetti, in quella fredda dalle ventate. Inoltre, anche in primavera assicura una temperatura più constante, rendendo più semplice vestire adeguatamente nostro figlio. Opzionale ma fantastico per chi ha bambini che si addormentano facilmente cullati dalla bici è ricorrere al seggiolino con incluso il reggitesta. Il sostegno per la testa è veramente comodo: permette al bambino di dormire in una posizione comoda, perchè pensata appositamente per lui, e allo stesso tempo evita ai genitori di dover sorregere il capo del proprio figlio, che è una pratica alquanto scomoda.
La soluzione anteriore è pratica fintanto che il bambino pesa intorno ai 15 kg, superati i quali, o anche prima se il bambino tende a muoversi troppo, è bene passare al seggiolino posteriore. Su tale seggiolino si possono portare i bambini fino agli 8 anni di età. Il seggiolino posteriore presenta pro e contro. La posizione dietro la mamma o il papà protegge maggiormente dei colpi di aria ed attenua l’effetto di movimenti bruschi del bambino, che nella posizione anteriore possono facilmente causare perdite di equilibrio. Posteriormente, però, c’è minor possibilità di contatto visivo sia con la mamma o il papà sia con il paesaggio esterno, il che a volte rende il bambino un po’ più irrequeto.
Poco praticata in Italia ma di grande utilità è poi l’opzione carrellino. I vantaggi del carrellino rispetto ai seggiolini sono diversi. Il primo è la maggiore sicurezza: in bici con i bambini bisogna essere molto prudenti, ma un imprevisto può, per definizione, sempre accadere. Il carrellino protegge maggiormente il bambino. Legato al seggiolino, infatti, in caso di caduta il bambino va a terra insieme alla bici se non riusciamo a recuperarla. Con il carrellino, poi, è molto più facile trasportare due bambini contemporaneamente. Anche se viene spesso fatto, il trasporto congiunto di due bambini utilizzando seggiolino anteriore e posteriore sarebbe da evitare per i problemi di equilibrio, e conseguenti cadute, ad esso legati. Infine, nel carrrellino il bambino è più protetto dagli agenti atmosferici e dagli insetti. Il più grande limite del carrello è il peso, maggiore, che in caso di ciclisti poco allenati può essere scoraggiante, e la minore manovrabilità della bici in alcune situazioni. Inoltre, per viaggiare in sicurezza con il carrellino, che deve essere comunque sempre segnalato tramite bandierina, sarebbero necessarie vere piste ciclabili. Anche il costo dei carrellini spesso scoraggia il loro acquisto, anche se ormai in commercio esistono soluzioni economiche ma altrettanto sicure, magari solo meno performanti.
La questione della sicurezza delle attrezzature scelte è ovviamente fondamentale, soprattutto nel caso di acquisto di prodotti usati. L’acquisto di prodotti da rivenditori autorizzati o di fiducia da maggiore tranquillità, ma per essere proprio certi di aver acquistato un prodotto a norma è bene cercare la sigla EN 14344. Sempre legato alla sicurezza è l’uso del casco. Non è obbligatorio farlo indossare. Personalmente, però, preferisco sempre che mio figlio lo indossi, perchè in caso di caduta la testa resta la parte più sguarnita e quella in cui si riportano più traumi.
Ma come vestirli? Ne parliano al prossimo post!

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