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LUISA SPAGNOLI, UNA DONNA UMBRA DI SUCCESSO

La fiction trasmessa da Rai 1 su Luisa Spagnoli ha restituito a questa grande donna, imprenditrice geniale e di successo, la fama e la notorietà che merita. In molti prima della fiction probabilmente non la conoscevano, persino tra i più anziani dei suoi concittadini. E molti forse si saranno chiesti quanto ci sia di vero e quanto di fiction nella storia raccontata in tv. Sarà del tutto vera questa storia che sembra quasi una favola? Ebbene si! La vita di Luisa Spagnoli ha tutto: l’infanzia in condizioni umili, con una scarsa educazione, la sfida imprenditoriale con il marito, la storia romantica d’amore, e non un amore qualsiasi ma combattuto e nascosto, l’ecletticità del suo ingegno, la sensibilità verso la dimensione sociale del ruolo dell’imprenditore ed anche la tragica e prematura scomparsa.

Ma andiamo con ordine. Molti pensano che Luisa Spagnoli sia stata una stilista, una sorta di Cocò Chanel in salsa umbra, per la presenza delle boutique che portano il suo nome. In realtà, le boutique nascono da un’idea di uno dei suoi figli e portano il suo nome per ricordare il suo genio come imprenditrice. Tutto nasce da una piccola drogheria, presa con il marito Annibale Spagnoli nei primi anni del ‘900 e da cui nacque nel 1907, quando Luisa aveva 30 anni, una piccola società, La Perugina, insieme ad altri soci tra cui Francesco Buitoni, fratello di Giovanni Battista, produttore di pasta. Durante la prima guerra mondiale, Luisa Spagnoli guida da sola l’azienda che si espande da 15 a 100 dipendenti. Tra i prodotti più noti della Perugina troviamo la tavoletta Luisa, che della Spagnoli porta il nome, e il famosissimo Bacio, inventato dall’imprenditrice umbra cercando di recuperare una parte degli scarti di altre lavorazioni dolciarie, e a cui darà il nome il figlio di Francesco Buitoni, Giovanni. A chi ha seguito la fiction televisiva il nome di Giovanni Buitoni non sarà nuovo. A causa del loro amore, che durò fino alla morte della donna, il marito esce dalla società, lasciando libera la moglie, che vivrà questa relazione sempre con moltissima discrezione.

Ma come mai una catena di negozi porta il nome dell’inventrice del Bacio Perugina? Perchè dopo la prima guerra mondiale, Luisa Spagnoli iniziò ad allevare conigli d’angora, animali dotati di un pelo molto morbido da cui si possono ricavare filati, ed inventò una tecnica particolare per ottenerlo semplicemente pettinandoli. Nel 1928 fondò così la Angora Spagnoli in quello che oggi è il quartiere di Santa Lucia a Perugia. I pregiati tessuti che otteneva in modo sperimentale, o quasi, venivano impiegati per la creazione di capi molto richiesti anche all’estero. La sua morte prematura a 57 anni, nel 1935, non le fece assistere alla trasformazione della sua attività in una vera e propria industria dell’abbigliamento ad opera del figlio, Mario, che aprì a Perugia nel 1940 il primo di una lunga serie di negozi a marchio Luisa Spagnoli.

La vita di Luisa Spagnoli sarebbe già così molto ricca, ma non basta. Un aspetto da sottolineare è certamente il suo impegno sociale, nei confronti dei dipendenti. Alla Perugina nello stabilimento di Fontivegge fonda un asilo nido aziendale per i dipendenti, un benefit che oggi viene visto come un sogno in moltissime realtà. E oltre a questo nelle sue aziende venivano promosse attività di intratenimento, come balli ed altri svaghi, realizzando anche una piscina comune per i dipendenti a Santa Lucia. E sempre qui fonda una vera e propria Città dell’Angora, con case a schiera tuttora esistenti per gli operai. Anche la Città della Domenica, il parco giochi per bambini alle porte di Perugia, nasce negli anni sessanta in suo onore.

Il successo della Fiction televisiva che ha tenuto incollati tanti milioni di spettatori nasce quindi solo ed esclusivamente dalla straordinarietà della vita della sua protagonista, Luisa Spagnoli: una donna umbra di successo.


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