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SCARZUOLA, ROMANTICA GITA IN UMBRIA

Nella località di Scarzuola, piccolo borgo del comune di Monte Gabbione, nella provincia ternana ma molto prossima a Perugia, si narra che San Francesco piantò una rosa, un alloro e costruì una capanna di paglia di Scarza, facendo sgorgare una sorgente di acqua in modo miracoloso. Per ricordare l’avvenimento i Conti di Marsciano fecero costruire una chiesa e poi un convento, amministrati dai Frati minori.

Negli anni cinquanta del secolo scorso, l’architetto milanese Tomaso Buzzi acquistò l’intero complesso e diede vita alla sua opera più famosa, accanto al complesso medievale: la città ideale, allegoria escatologica dell’esistenza. Un’opera aperta e incompiuta per scelta dell’autore in parte, che morì prima di finirla ma che vide nel suo erede un proseguimento. Un percorso di ricerca che inizia già solo per cercare di raggiungerla in realtà, con i sentieri tortuosi che si devono percorrere.

La bellezza e la particolarità del luogo merita certamente una visita. E un momento ideale può essere proprio per San Valentino: è una meta magica per una fuga romantica di un giorno. L’opera è una grande scenografia teatrale, definita l’antologia di pietra, composta da sette teatri, sette rappresentazioni sceniche e altrettanti monumenti famosi rapresentati (Colosseo, Partenone, Pantheon, Arco di Trionfo, Piramide, Torre Campanaria e Tempio di Vesta), che affascina e rapisce.

La visita della Scarzuola è possibile solo per appuntamento (0763837463; info@lascarzuola.com), con visite guidate direttamente dall’eccentrico erede dell’ideatore della città ideale, che ne ha anche terminato l’opera.

Vi lasciamo con le parole del suo creatore:

Quando qualcuno mi osserva che la parte nuova, creata da me, non è “francescana”, io rispondo: naturalmente, perché rappresenta il Mondo in generale e in particolare il mio Mondo – quello in cui ho avuto la sorte di vivere e lavorare – dell’arte, della cultura, della mondanità, dell’eleganza, dei piaceri (anche dei vizi, della ricchezza, e dei poteri ecc.) in cui però ho fatto posto per le oasi di raccoglimento, di studio, di lavoro, di musica e di silenzio, di grandezze e miseria, di vita sociale e di vita eremitica, di contemplazione in solitudine, regno della fantasia, delle favole, dei miti, echi e riflessi fuori dal tempo e dallo spazio perché ognuno ci può trovare echi di molto passato e note dell’avvenire… scriveva l’architetto.


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